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IN RICORDO DI AL JARREAU

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Al Jarreau
Crediti Foto Roberto Manfredi
Voto Autore

di Roberto Manfredi  

Nell’estate del 1995 fui contattato da una Società romana che intendeva organizzare in Vaticano “Il Concerto per la Pace” in occasione del 50esimo anniversario della tragedia di Hiroshima e Nagasaki .

Dopo un breve colloquio fui nominato direttore artistico del concerto che sarebbe stato trasmesso in prima serata su Rai Due. Fu scelta la Sala Nervi in Vaticano, luogo austero ma di grande fascino estetico.

C’erano molte procedure abbastanza complicate da risolvere. Innanzitutto il cast artistico e il repertorio. I testi delle canzoni dovevano essere tradotti e approvati da un responsabile della Santa Sede. Ovviamente tutto doveva avere un carattere internazionale perché l’evento sarebbe stato trasmesso da vari broadcast nel mondo.

Il budget a disposizione era sottostimato rispetto alle aspettative (leggi: nozze coi fichi secchi), per cui l’operazione presentava molti rischi.

Presentai una lista di canzoni e di interpreti di grande suggestione: Randy Crawford, Caroline Lavelle, Dee Dee Bridgewater e Al Jarreau, più un artista italiano particolarmente interessato a partecipare all’evento per le sue finalità culturali, non certo per banali scopi promozionali.

Al Jarreau

Quando facevo il nome di Al Jarreau che aveva assicurato con entusiasmo la sua partecipazione, mi accorgevo che i cantanti italiani, in un modo o nell’altro, trovavano scuse per rinunciare. Il confronto con Al Jarreau li spaventava. Alla fine parteciparono Katia Ricciarelli e Luca Barbarossa, che accettarono senza riserve. Non gli sembrava vero di dividere il palco con Al Jarreau.

Scelsi la sua versione di “My favorite things” che con mia grande sorpresa, Al volle interpretare in duetto con Dee Dee Bridgewater.

Al termine del concerto tutti avrebbero eseguito Let it Be, accompagnati da duecento coristi giapponesi e dall’Orchestra di Santa Cecilia. Scelsi Lucio Fabbri come direttore d’orchestra, il quale ebbe la straordinaria idea di coinvolgere come pianista il grande Mike Harris.

Se non fosse stato per il rapporto con il suo management, Al Jarreau, avrebbe partecipato anche gratuitamente, perché era molto credente e desiderava fortemente incontrare Papa Wojtyla, cosa che riuscì a fare il giorno dopo, perché il Papa, già malato di Parkinson e operato con un intervento di artroprotesi all’anca, non era in condizione di assistere al concerto presso la Sala Nervi.

Di Al ricordo soprattutto il suo straordinario sorriso, davvero contagioso. Aveva un formidabile senso dell’umorismo, scherzava con tutti, ma quando si trattava di provare era rigorosissimo. Quel 6 agosto del 1995, dopo due ore di prove pomeridiane con Dee Dee Bridgewater, tornò in albergo e chiese al direttore dell’hotel di riservagli il pianoforte a coda, perché voleva provare fino a tarda notte.

Non fece una piega invece per le parti che Lucio Fabbri ed io gli assegnammo per Let it Be. Dimostrò grande passione, umiltà e professionalità da vendere.

Al Jarreau
Dee Dee Bridgewater e Al Jarreau

La sera della diretta, la produttrice dell’evento, fece notare ad Al, ma soprattutto a Dee Dee, che in sala erano presenti molti cardinali, per cui la loro esibizione doveva tenerne conto. In pratica si raccomandava ai due di essere molto pachi nell’espressione e nelle movenze. Figuriamoci… quei due divampavano dal sacro fuoco dell’arte e del jazz, per cui quando cominciarono a improvvisare a metà brano, scambiandosi le parti soliste, sembrava che oltre a cantare, facessero sesso sfrenato. Fu un’esibizione formidabile. Il brano durò più di dieci minuti e ci mancò poco che qualche cardinale non si alzò in piedi a spellarsi le mani. Potenza della musica. Tutta la Sala Nervi fu scossa da fremiti jazz, un fatto assolutamente straordinario. Non ricordo niente di simile prima o dopo la loro eccitante performance. Di colpo, grazie a quei due, la Sala Nervi, luogo austero per definizione, stava trasformandosi in una sorta di Cotton Club.

Ora Al canta sicuramente in Paradiso, dato che ci credeva come pochi. Incontrerà molti suoi fans ma anche tanti suoi scarsi imitatori perché il suo stile era, ed è, un credo, una scuola, un esempio, un classico. Ma imitare il canto di Al Jarreau è come imitare il virtuosismo pianistico di Keith Jarrett, impossibile ! In tanti ci hanno provato, fallendo miseramente. Pallidi imitatori che snocciolavano quella sorta di birignao vocale che storpia le vocali e i dittonghi fino alla nausea.

Mi dispiace enormemente che se ne sia andato da questa valle di lacrime leggi nostro articolo precedente). Con lui se ne va anche un pezzo di storia musicale. Oggi nessuno canta più così. Oggi si strilla gonfiando il petto come un tacchino, mettendo in scena l’ostentazione accademica dell’inutile narcisismo artistico. Al Jarreau ti faceva commuovere con un sospiro, un sibilo, un sussurro. Un suo concerto era un viaggio, un’esplorazione tra suoni e timbriche infinite.

Ciao Al, canta ancora per gli Dei.

Al Jarreau
Al Jarreau – My Favorite Things & Just to be Loved – Nice Jazz Festival
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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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