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Francesco Gabbani e l’irresistibile leggerezza del nonsense… e Namastè a lui!

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di Alessandra Zacco

Prendi una serie di nobili e profondi concetti orientali, aggiungi qualche nota di facile ascolto, qualche arcinota e super sfruttata frase in inglese (singing in the rain), due banalità a caso in italiano, una critica appena accennata all’imbecillità dilagante, un pizzico d’ironia; frulla il tutto, falla cantare da uno con una faccia un po’ così e vinci Sanremo!

Fiori di critici esultano da ieri notte per il “nuovo”, per la “leggerezza che trionfa”, per il “disimpegno apparente” senza pensare che canzoni come “Occidentali’s Karma” altro non sono che lo specchio misero e ipocrita dell’Italia in cui viviamo, dove in apparenza si critica dissociandosi, ma nell’ombra si pesca a piene mani per arraffare quanto possibile (in questo caso voti e successo) portando avanti e “cantando” proprio le regole del qualunquismo social dove tutto vale, dove ogni profilo ha le sue ragioni, dove ogni cosa è il contrario dell’altra, dove uno vale uno, dove ci si insulta e si gioisce, dove si creano gruppi per ogni tiramento privato, dove si mescolano e sciorinano concetti e valori profondi e banali nel mare magnum dell’imbecillità a buon mercato.

francesco

La formula di Francesco Gabbani e Fabio Ilacqua (autore dei testi) si riconferma quindi vincente. Dopo Amen che lo scorso anno fece aggiudicare a Gabbani il Sanremo Giovani, raggiunge nuovamente il podio nell’edizione 2017 del Festival una miscellanea nonsense infarcita di considerazioni pseudo intellettuali che tanto piace a noi italiani, forse perché quando la canticchiamo sotto la doccia ci fa sentire intelligenti, ironici, furbi.

Grazie alla combinazione (algoritmica?) di concetti filosofici, religione, evoluzionismo, frasi fatte e parole ricorrenti che fanno parte dell’imaginario e della memoria collettiva: Amen, Karma, Dubbio Amletico, Panta Rei, Nirvana, Mantra, Budda, Namastè; e ancora Trafficanti d’organi, Visionario Mistico, Portamento Atletico, Trattamento Estetico, Gesù, Miracolo, Elaboriamo il Lutto, Povero di Spirito nascono canzonette orecchiabili che ingannano chi le ascolta.

Come? Nell’idea che si stia cantando un testo “intelligente” solo perché vengono usati vocaboli diversi, “moderni”  e contemporanei rispetto a quelli dei tempi di “Finchè la barca va” e le solite nenie cuore-amore. La solfa, però, è la stessa. La pochezza uguale.

francesco

E Sanremo nelle sue vittorie, bene o male, anno dopo anno, riflette sempre esattamente quello che questo Paese ama e desidera: una sorta di narcosi trasversale che attraversa generazioni e si riflette poi nel costume, nella vita e nelle scelte politiche.

Sono certa che oggi quasi tutti, dai critici ai giornalisti, agli esperti musicali sanremesi decanteranno la “novità” che ha surclassato la noia, la serietà o la pesantezza delle altre canzoni in gara in questa edizione del Festival, ma gratta, gratta, sotto la superficie troviamo sempre il solito nulla portato in scena da un cantante molto intelligente che ha capito perfettamente cosa funziona in questo Paese.

Quindi, complimenti a Francesco Gabbani e Namastè (che letteralmente significa “M’inchino a te”).

francesco
VIDEO – Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma


TESTO – Occidentali’s Karma

di Francesco Gabbani – F. Ilacqua – L. Chiaravalli – Francesco Gabbani – Filippo Gabbani – L. Chiaravalli
Ed. BMG Rights Management (Italy)/Baby Angel Music/The Saifam Group/Music Union

Essere o dover essere
Il dubbio amletico
Contemporaneo come l’uomo del neolitico.
Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo.
Intellettuali nei caffè
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.
L’intelligenza è démodé
Risposte facili
Dilemmi inutili.
AAA cercasi (cerca sì)
Storie dal gran finale
Sperasi (spera sì)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Piovono gocce di Chanel
Su corpi asettici
Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.
Tutti tuttologi col web
Coca dei popoli
Oppio dei poveri.
AAA cercasi (cerca sì)
Umanità virtuale
Sex appeal (sex appeal)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Quando la vita si distrae cadono gli uomini.
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia si rialza.
Namasté Alé
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma

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Alessandra Zacco
La mamma era una ballerina. I miei primi dieci anni di vita li ho trascorsi dietro le quinte dei palcoscenici, respirandone la magia e quel silenzio sospeso prima di ogni rappresentazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Genova, giornalista professionista, dopo oltre un decennio da cronista nelle redazioni savonesi de Il Secolo XIX e de La Stampa, lascio i quotidiani per dedicarmi all’attività di freelance. Tra le mie principali occupazioni: gestione uffici stampa di enti pubblici e privati, gruppi musicali, compagnie di danza; organizzazione e direzione artistica di eventi in collaborazione con alcuni assessorati al Turismo della mia Regione. Ho lavorato per il Festival di Sanremo. Ho frequentato e frequento corsi di recitazione, danza, musical, discipline che amo infinitamente. Per me scrivere è una meravigliosa forma di meditazione.

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