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I miei Sanremo: Festival del 1969

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Sanremo
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di Alberto Salerno 

Il primo Festival di Sanremo a cui ho partecipato come autore è stato quello del 1969. La canzone si chiama “Meglio una sera piangere da solo” ed è firmata da me, mio padre, Mino e Franco Reitano.

Mino è reduce dal successo di “Avevo un cuore” che ha addirittura sfiorato la vittoria al Cantagiro. Ho diciannove anni ma sono già in grado di capire che “Meglio una sera piangere da solo” è condannata all’eliminazione, soprattutto dopo aver ascoltato le altre canzoni in gara, compresa “Un’avventura” di Lucio Battisti, che lì in mezzo sembra un alieno. Nella ridente località Sanremese ci sono venuto con la mia Mini Cooper, portando con me Giuseppe Tarozzi, il direttore generale dell’Ariston Records. Non sarà un Festival fortunato per Alfredo Rossi, proprietario della casa discografica. Pochi mesi prima Anna Identici ha tentato il suicidio e deve rinunciare alla sua partecipazione, e al suo posto ci va una giovanissima Rosanna Fratello.

L’albergo è il Nazionale, a due passi dal Casinò dove si svolge il Festival. Sono molto eccitato dall’atmosfera che si respira nel foyer del Salone delle Feste. Non conosco quasi nessuno, ma mio padre mi fa da Cicerone presentandomi a Gramitto Ricci, lo scopritore di Domenico Modugno, e a qualche altro collega. Mio padre non si fa molto coinvolgere, ci è abituato, ho la sensazione che neppure lui creda molto nella canzone, ma soprattutto nella scelta di Reitano, che ha voluto Claudio Villa a tutti costi accanto a sé. A me pare che Villa, nonostante la popolarità, segni ormai il passo, e piaccia soltanto a un pubblico anziano.

Assisto alla prima serata dove vengono eliminati Leonardo e Rosanna Fratello entrambi Ariston. Per la legge delle probabilità, dunque, spero che nella seconda serata Reitano arrivi in finale, ma non è così. Non c’è stato alcun premio di compensazione da parte di Gianni Ravera e delle giurie, e così assistiamo alla serata finale e alla vittoria di Iva Zanicchi e Bobby Solo con Zingara.

Battisti, che mi è piaciuto più di tutti, si classifica soltanto al nono posto, ma per lui comincia un’ascesa irresistibile. Quello del 1969 è anche l’ultimo Sanremo di mio padre, morirà in maggio, a Roma, per un attacco cardiaco.

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