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LIRICO DI MILANO: IL BANDOLERO DEL BANDO A TEATRO

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di Roberto Manfredi

Il Lirico di Milano va allo s-bando?
Qualche ora fa ho scritto un post sul mio profilo FB circa l’incauta nomina d JAX come responsabile della musica del nuovo Teatro Lirico di Milano. Ho commesso un errore, riportando un articolo del quotidiano La Repubblica, scrivendo che JAX era stato nominato Direttore artistico. In realtà è solo il Responsabile della sezione musica. Ma la differenza tra direttore artistico e responsabile artistico è la stessa che c’è tra una canzone di Zucchero e una di Joe Cocker. Tuttavia l’Assessore alla cultura Filippo Del Corno mi ha puntualmente risposto con una nota che riporto integralmente :

“JAX non è stato nominato direttore artistico del Teatro Lirico. E’ uno dei consulenti a cui si è rivolta la Società che ha vinto il bando per la gestione del Teatro. Tra i consulenti figurano Enrico Intra e Roberto Favaro, per fare solo qualche esempio di persone di straordinaria levatura culturale e intellettuale. Quindi la sua lettera e i commenti si basano su una notizia imprecisa”.

Ringrazio l’Assessore per la risposta e per il suo magnifico assist. Ora a parte il fatto, che tra responsabile e consulente c’è una gran differenza. Il responsabile artistico sceglie, dirige e se sbaglia paga. Il consulente consiglia, propone, collabora ma non è responsabile di nessuna scelta giusta o sbagliata che sia. A parte questo, si evince che se si nominano tanti consulenti, significa che un direttore artistico non c’è o se c’è, ha poche idee e piuttosto confuse. Ma andiamo con ordine e vediamo i fatti. Il Teatro Lirico è un teatro storico per Milano. E’ a cinque minuti da Piazza Duomo, in pieno centro. Fin da ragazzo ho visto al Lirico concerti e spettacoli e concerti straordinari. Ricordo gli Henry Cow, Keith Tippet e soprattutto Miles Davis dove “occupammo” il Teatro per mezz’ora dopo mezzanotte, perché volevamo che entrasse sul palco per il terzo bis. Il Teatro Lirico è sempre stato aperto a tutti, ai giovani, alla città, al mondo. Negli anni ottanta mi capitò di essere il produttore esecutivo delle riprese video di “Mistero Buffo” di Dario Fo. Dario scelse il Lirico.

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Ora i miei ricordi valgono fino a un certo punto, ma un tempo i Teatri avevano una loro programmazione, una distinta linea editoriale e artistica che li differenziava uno dall’altro. L’offerta alla città era multipla ma ogni teatro si distingueva per la sua identità. Così era per il Teatro Out-Off, per il Teatro Uomo, per il Carcano. Per il Ciak e per il Lirico. Pubblici diversi per spettacoli diversi per una straordinaria “Società dello spettacolo” attenta, curiosa e competente. Poi arrivò la televisione. Ed eccoci qui a raccontare perché JAX è responsabile artistico per la sezione musica al Teatro Lirico. Intendiamoci. JAX lo conosco dai tempi degli Articolo 31. L’ho conosciuto a Videomusic. E’ stato ospite in decine di programmi televisivi in cui ero autore: da “Segnali di Fumo” a “Night Express”. JAX mi è simpatico, è una brava persona, scrive meglio di tanti altri canzonettari italiani, ha un suo stile, per cui non ho nulla contro d lui, ma proprio perché credo di conoscerlo, non credo sia in grado di svolgere un ruolo così importante. Lo vedrei meglio all’Alcatraz o in un Music Club più conforme al suo background. Quindi il problema non è tanto lui, quanto chi l’ha scelto e nominato. Se il riferimento è la tv e la popolarità, allora tanto vale nominare Rovazzi sovraintendente alla Scala, Fiorello direttore del Museo del Novecento, Ezio Greggio alla Triennale e via di questo passo.

Battute a parte, torniamo al Lirico. Il bando se l’è aggiudicato la Stage Entertainment che ha battuto Gianmario Longoni dell’ex Smeraldo. Lo gestirà per 12 anni (mica bruscolini). La Stage E. è una società olandese che gestisce venti teatri in Europa tra cui il Nazionale di Milano. Quindi di teatri ne aveva già abbastanza e qui spunta odore di monopolio. L’idea della Società è affidare la programmazione a un pool di consulenti senza un direttore artistico e una figura centrale che componga il cartellone degli spettacoli. I consulenti sono Enrico Intra per il jazz, Chiara Noschese per il Teatro, Chris Baldock per la danza, Roberto Favaro per la lirica e la classica, Renato Pozzetto per la comicità e l’incauto JAX per il …? Ah sì… il Pop.

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L’assessore Del Corno l’ha definita “musica leggera” ma deve essersi ispirato alla Domenica In degli anni sessanta. Come si vede l’idea artistica di base è quella di trasformare un teatro in un centro commerciale, con tanti negozi diversi messi uno accanto all’altro. Infatti il progetto prevede anche un ristorante aperto di giorno (non è dato sapere se tra una portata e l’altra ci saranno numeri di Burlesque ma potrebbe essere un’idea ). Una seconda idea è quella di paragonare la programmazione di un teatro a un contenitore televisivo generalista dove ci sta tutto: la cucina, lo spettacolo, l’intrattenimento, il comico, il rapper, il ballerino e via dicendo.

E qui casca l’asino proprio a cinque minuti di strada dal Duomo. Queste scelte dimostrano che un direttore artistico non solo non esiste, ma non è stato nemmeno considerata l’idea di nominarne uno. Azzardiamo quindi i prossimi consulenti per le stagioni a venire. Seguendo questa sciagurata logica, io vedrei bene :

Vanna Marchi al guardaroba, lo chef Giorgione al ristorante, Gianluca Grignani al bar, Mastrota alle vetrine.

Inserirei nella programmazione anche dei match di wrestling con la consulenza di Dan Peterson. E perché non offrire uno spazio anche al porno, magari in tarda notte? E chi se non Rocco Siffredi potrebbe occupare la poltrona da consulente? Coraggio ragazzi, altro giro altro consulente. Offre la Stage Entertainment, società olandese generalista che ha vinto il bando.

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Noi possiamo solo dire “Si alzi il sipario e bando alle ciance”, ma se questi sono i presupposti come potranno mai nascere i nuovi Strehler, De Capitani, Watcher e Shammah? Questa scelta monopolistica e generalista ammazzerà il mercato perché eroderà pubblico agli altri teatri. Il Lirico magari funzionerà, ma contemporaneamente ne chiuderanno altri. Se la cultura viene trattata alla stregua di un Centro Commerciale tanto vale affidare la gestione del Lirico a Publitalia, così gli artisti li pagano gli sponsor anche se la platea rimane vuota.
Ciao JAX, grazie al bando, taca la banda e buonanotte ai suonatori.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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