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Tiziano Ferro: Tracce, ovvero cosa ci resta dentro ogni canzone de “Il mestiere della vita”

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Voto Autore

di Daniela Collu – Stazzitta

Questa su Tiziano Ferro non è una recensione, io non sono una giornalista musicale e il disco non è una novità.

Fatti i dovuti disclaimer, quello che segue è un ascolto poco ragionato e molto emotivo de Il mestiere della vita, ultima creatura di Tiziano Ferro, colui che dice meglio degli altri quello che gli altri si vergognerebbero comunque di dire.

Per chiunque cerchi nei suoi testi la verità che non sa mettere in riga, per chi ascolta e canta l’oracolo di Latina in attesa dell’illuminazione, ma in particolare per chi ha un ex in testa, una storia appena finita, ferite da leccare, desiderio di rivalsa/vendetta misto a nostalgia notturna e commozioni scomposte. È un disco perfetto per guidare in macchina da soli di notte, e al contrario degli altri che invitavano al singalong senza vergogna, è un disco più facile da ascoltare. E quindi ascoltiamo.

Traccia 1, Epic

Il titolo dice tutto, è come la prefazione di un libro, una dichiarazione d’intenti: se state pensando al Tiziano sofferente e crogiolante scordatevelo.

E ci credo al paradiso/ Ma non può bastarmi/Ora voglio un’altra vita/Ora voglio stare meglio

Temo che sarà la traccia che skipperò più facilmente, ma lui fa bene a mettere le cose in chiaro.

Traccia 2, Solo è solo una parola

Nessuno come Tiziano racconta la fine e quel senso di abbandono e di voglia di risarcimento che ci lascia la chiusura di una storia. Il ragazzo è nettamente cresciuto, è un adulto che sa che l’amore muore e che si resta vivi, conosce il percorso, sa che tornerà a sorridere ma intanto la solitudine se lo mangia. Sento puzza di analisi, ma forse è una mia lettura autobiografica.

Nutrito dai ricordi e dalle immagini che furono/Fu tanto tanto amore, entri l’odio ora è il suo turno, eppure non pensate a un Più mi vorrai e meno mi vedrai e meno mi vorrai e più sarò con te di “sereneriana” memoria, non c’è accanimento, c’è soltanto da smaltire il dolore, stare calmi ma sorridere e pensare che Solo è solo una parola.

Traccia 3, Il mestiere della vita

Sembra una canzone da dedicarsi tra ex che sono rimasti in buoni rapporti, tra amiche che hanno passato un momentaccio, con quel Se vuoi tornare, ok torna davvero, perché se ritorni tu io ritornerò com’ero. insomma Tiziano vive fino in fondo il momento di transizione ma anche qui senza perdersi, sa cosa sta lasciando, sa cosa deve ritrovare e poi c’è l’apertura, la speranza, il sorriso che si spalanca su Amore vivi in eccesso cominciando adesso/Goditi il trionfo, crea il tuo miracolo/Cerca il vero amore dietro ad ogni ostacolo. Se trovate qualcuno nella vita in grado di dirvi queste frasi senza vergognarsi dell’amore (che ricordiamolo, è una cosa semplice) avete fatto bingo.

Traccia 4, Valore assoluto

Se c’è una cosa che Tiziano sa fare sono le dichiarazioni d’amore indirette, quelle mascherate da frasi fatte, ma provate ad appiccicarle a qualcuno di importante e occhio alle lacrime.

Se piovessero dal cielo tutti i cuori del mondo, io raccoglierei il tuo soltanto è l’evoluzione tenera e adulta di L’ultima notte al mondo io la passerei con te, sa di gratitudine e di consapevolezza, di un uomo in debito d’amore, di cure, di sorrisi, di fratellanza, di ricordi meravigliosi e indelebili. Per me è commovente, siete fortunati se avete qualcuno a cui dedicarla.

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Tiziano Ferro – Il Conforto ft. Carmen Consoli

Traccia 5, Il conforto

La mia preferita in assoluto, ovviamente anche per il duetto con Carmen Consoli. Non è facile parlare di sentimenti senza essere stucchevoli, del resto Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio, eppure sulla differenza tra prossimità e vicinanza o tra distanza e lontananza ci arrovelliamo silenziosamente tutti e solo lui ne parla. Sarà che piove da luglio/il mondo che esplode in pianto/sarà che non esci da mesi/sei stanco o hai finito i sorrisi soltanto, ecco sarà tutto questo ma mettere a fuoco che in questa situazione serve quel conforto specifico che ha a che fare con qualcuno in particolare, ecco, questo è quello che io chiamo maturità sentimentale. Riconoscere la malattia, concedersi la cura.

Traccia 6, Lento/veloce

La traccia in cui fa capolino lo zerbino che è in noi quando soffriamo. Tiziano si prostra, lui è quello con cui è difficile stare, ma aspetta, attende, spera. Non mi piace, troppo esplicito, lo preferisco più arzigogolato, più riflessivo, meno spiattellato. Lascio finire la traccia e spero che in quella dopo piova un po’, questa è un agosto fuori stagione, ma la teniamo a uso e consumo di post subliminali su Facebook in cui non sapete come farlo tornare sui suoi passi. Amore io ti amo da quando mi fu concesso il tempo/Ma ritorna e decidi tu se veloce o lento.
 

Traccia 7, Troppo bene

I pezzi più r’n’b sono quelli che mi piacciono meno, ma il testo ha delle chicche niente male, molto motivazionali se siete in quella situazione da nuova singletudine 50% ottimismo 50% rancore. Dove li metto gli alibi che hai accumulato/E il dolore che ti ho condonato e occultato? fa miracolosamente il paio con Sto troppo bene ora per stare male/Sto troppo meglio. Schizofrenia portaci via, ma passerà Tiziano, tranquillo che passerà.

Traccia 8, My Steelo

Lo aspetto live, secondo me funziona meglio che in cuffia, perché con il rappettone italiano di questo tipo Tiziano si diverte più di noi. C’è Tormento dei Sottotono e per noi ragazze degli anni ’90 è subito La mia coccinella, ma per entrambi preferisco la versione Solo lei ha quel che voglio, dei cuori di panna con i pantaloni larghi. Non male, la ascolto volentieri se sto guidando ma non me la vado a cercare.

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Tiziano Ferro – Potremmo Ritornare

Traccia 9, Potremmo ritornare

È tutta sbagliata, mi sembra che ci siano più parole di quante la musica possa contenerne, ma forse è l’urgenza di tirare fuori tutta quella roba. Sembra quello che potremmo dire d’un fiato al citofono di uno che non vuole vederci più, del resto è il migliore a fare il punto quando la vita senza avvisare poi ci piove addosso.

Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me/e lo so io ma anche te e fin qui ci crediamo tutti, è su quel Potremmo ritornare che mi viene voglia nel dubbio, di prendere una bottiglia di vodka e abbracciarlo forte.

Traccia 10, Ora perdona

Obbligato a non pensare/A non dire, a ricordare/Questa notte invece parlo/Penso a tutto il bello/Mi manca tanto scriverti di notte/Poi svegliarti e dirti che ho una melodia/E piangevi ascoltandola.

Dobbiamo aggiungere qualcosa?

Traccia 11, Casa è vuota

Se senti freddo anche tu/ È perché il freddo sei tu. Quando si capisce questo, le storie si chiudono più facilmente, anche a costo di lasciarsi alle spalle l’incendio di tutto quello che è stato: parla di anni persi, di fumo, di amici stronzi, di complotti, è ora di fare piazza pulita e spazzare via la cenere. È il momento di lucidità costruttiva, tifo per questa versione Tiziano feat. Nerone.

Traccia 12, La tua vita intera

Per l’ennesima volta in questo disco è un soldato in guerra, ma qui non si capisce se stia sventolando bandiera bianca, facendo harakiri o lanciandosi sul suo nemico, forse tutto insieme. La cosa che mi piace di più è la voce, è piena, ariosa, tutta cuore, con il ritornello convincerebbe chiunque che E stringimi adesso/il peggio poi passerà, e nonostante quel Nego la tregua/Ora pretendo una guerra sembra l’innamorato più disarmato del mondo.

Traccia 13, Quasi quasi

Melodia carina, quasi da pubblicità, voce sottile e dolce, sembra una chiusura leggera e in bellezza, invece c’è il trucco. Ti aspetto, ti aspetto/Vita mia ti aspetto/E sembro più triste/E sembro più freddo/E sembro l’inverno. Ci lascia così Tiziano, con la sensazione di mollarlo lì a fare sempre le stesse cose come Battisti che lavorava e pensava a lei, ma poi quando tutto sembra perduto alle tre della mattina va allo specchio e si riconosce. Succede così, l’amore è strano, prima si fa la guerra per 13 tracce (o per tutta la vita), e poi improvvisamente si torna a casa.

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