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Hatsune Miku, Pop-Star virtuale: la de-evoluzione annunciata

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di Roberto Manfredi

Vi ricordate i Devo, la storica band New-Wave di Akron, Ohio?

Il gruppo venne fondato da Gerald Casale, Bob Lewis e Mark Mothersbaugh nel 1972 che inventarono la filosofia della de-evoluzione, teoria secondo cui l’umanità, invece che continuare ad evolversi, avrebbe cominciato a regredire fino al totale rincoglionimento.

Gerad Casale, il front man della band art-punk più folle del Novecento, sosteneva che l’uomo si era clonato in una sorta di tubero, fino ad assumere le sembianze di una patata.

Nei numerosi video della band, qualcuno prodotto nientemeno che da Brian Eno, apparivano spesso uomini dal ventre grasso, sprofondati in molli divani, davanti a un televisore che emetteva solo spot pubblicitari.  Uomini ridotti a consumare consumi. I Devo, prendevano di mira lo stile di vita consumistico americano.  Non a caso si erano formati ad Akron, detta la “Capitale mondiale della gomma”, dove risiede la  Goodyear Tire and Rubber Company, industria leader dei pneumatici.

Oggi la loro teoria della de-evoluzione è divenuta realtà. L’uomo è sempre più strumento dell’immagine  prodotta dal sistema tecnologico che ha raggiunto un potere assoluto.

La fantasia ci viene venduta, servita e confezionata già autoprodotta e pronta all’uso. Non ce ne accorgiamo neanche, ma ogni giorno usiamo tutti quei prodotti digitali destinati a comunicare le emozioni. Prodotti come le “emoticon”, l’evoluzione della faccina smiley, creato nel 1963 dall’artista statunitense Harvey Ball. Le odiose faccine che postiamo ogni giorno a decorazione di commenti e pensieri, dovrebbero indurci alla facile traduzione emotiva di ogni comunicazione scritta.

Tanto per essere più chiari, non basta scrivere : “Il tuo post mi ha fatto morire dal ridere“, no, bisogna per forza aggiungerci l’emoticon di un sorriso a 32 denti. Se esprimi un parere concorde a un post di un tuo amico, mica c’è bisogno di argomentare…. Basta aggiungere l’emoticon del pollice blu alzato. Tutto ciò viene considerato uno strumento innovativo, perché di grande facilità, di grande immediatezza e comprensibile a tutti, praticamente a prova di scemo.

Sui Social le emoticon impazzano, se non le usi sei vecchio, fuori epoca, ma ciò che è ancora più insidioso, è che risulti incomprensibile.  Se sei un tipo che usa l’ironia ma non usi le emoticon, vieni facilmente frainteso. Un tuo commento sarcastico o satirico, se non accompagnato da una faccina esplicativa, viene inevitabilmente scambiato per un atto offensivo e polemico, o nel migliore dei casi inopportuno. Quante volte avete dovuto spiegare nei post che stavate scherzando o che la vostra vis polemica era solo uno strumento per approfondire il tema del dibattito ? Chi non l’ha mai fatto, alzi la mano, anzi il pollice blu.

Tutto ciò può sembrare di scarsa importanza, ma non lo è. Se comunichiamo con i nostri simili, attraverso simboli, icone e rappresentazioni grafiche pre-confezionate, stiamo svalutando la nostra capacità di comprensione e la nostra fantasia creativa. Se ogni gesto, emozione o pensiero lo trovi al supermarket digitale, allora vuol dire che siamo fottuti. La de-evoluzione ha già vinto. L’uomo patata è pronto per il packaging, e da consumatore agisce contemporaneamente da  produttore. Qualcosa di simile a aberrante è accaduto anche nella musica e per giunta dal vivo.

L’esempio più clamoroso e a mio avviso, davvero allucinante, è il caso di Hatsune Miku, la pop star virtuale giapponese creata da un software che si esibisce dal vivo , sotto forma di ologramma. E’ un Vocaloid, voce creata dalla Crypton Future Media, a cui si è aggiunta l’immagine di una ragazza, a metà tra un manga e Lady Gaga. Fin qui niente di imbarazzante, se non fosse che dal 2007 ad oggi, Miku ha venduto milioni di copie sintetizzate, in tutto il mondo e cosa ancor più raccapricciante è andata in tour persino negli Stati Uniti.

Hatsune-Miku-Virtual-Star
Hatsune Miku, Virtual Pop Star

Andate a vedere i video su Youtube. Lei appare sul palco come ologramma, con tanto di presentazioni, ringraziamenti, e commenti sulla sua vita da star. Il pubblico l’ascolta in adorazione. Dietro al palco, nascosti, quattro bravissimi musicisti giapponesi sudano come pazzi per accompagnare la diva virtuale. Hatsune Miku è talmente stronza, che manco li nomina. Quando partono i pezzi, insopportabili sotto ogni punto di “ascolto”, il pubblico canta i testi a memoria in estasi. Pare che a fine concerto, qualche fan de-evoluto, provi a sfidare la security nel tentativo di raggiungere i camerini dell’ ologramma per chiederle un autografo. Siamo alla follia. Si potrebbe dire che è solo un gioco, ma non lo è. Vedere per credere.

So già cosa state pensando. Sono troppo vintage per quest’epoca. Può darsi, ma se l’innovazione è questa roba qui, ragazzi, vorrei “vedervi tra cent’anni”, a chiedere l’autografo a un robot, a comprare degli ormoni on-line, a ordinare una pizza a un drone, a esprimere le emozioni tramite l’ iPhone 107 capace di leggere i vostri pensieri e diffonderli simultaneamente, così se gli partirà un “vaffanculo” destinato a chi vi starà di fronte, dovrete dirgli : “Scusa…non è quello che penso, è che devo portarlo a riparare…

Quando poi gli artisti saranno tutti ologrammi, potrete anche acquistare i biglietti  dei loro concerti con il Secondary Ticket, investendo il vostro fatturato di un anno. Nessun problema, tanto il denaro non ci sarà più da un pezzo.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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