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XFactor 10 e gli inediti di questa edizione – Riflessione sul trattamento riservato ai concorrenti

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di Marco Fioravanti

Ad XFactor dell’attuale edizione 2016 finalmente sono arrivati agli inediti dei cinque finalisti.

Diciamo subito che il tanto bistrattato Loomy, eliminato in dirittura d’arrivo per l’inedito, ha sempre eseguito degli inediti su brani conosciuti, quindi lui di inediti ne ha fatti ben sei in questa edizione, alla faccia delle assegnazioni di Arisa, che è stata sempre al centro dell’attenzione per le sue scelte criticate e criticabili.

Passiamo agli effettivi inediti.

I Soul System hanno proposto, con la solita energia e bravura di sempre, “She’s like a star”, bel brano ma scontato… e diciamolo pure, dopo tutte le puntate passate, ormai si fa fatica a distinguere tra una canzone e l’altra. Bravi ma sempre uguali a loro stessi.

Andrea Biagioni, il bello emaciato e fintamente maledetto, ha presentato “Il mare dentro”, scritta da Diodato, l’inedito più centrato di tutti per definire le caratteristiche del concorrente. Bel ritmo e lui perfetto, forse la prova migliore di tutto il suo percorso. Ma purtroppo è stato eliminato dalla finale di giovedì prossimo. Ma siamo in un talent, non c’è da stupirsi.

Poi c’è Eva, con una canzone di Giuliano Sangiorgi, “Voglio andare fino in fondo”. Eva è la più affascinante di quest’anno e rende attuale ed elegante un brano che riecheggia il fascino delle canzoni degli anni ‘60. Vincerà lei?

Passiamo a Gaia, “New dawns”. Padrona del palco, le viene però assegnato un brano che non le rende merito. La “Joss Stone italiana” ha forse bisogno di più ritmo per dimostrare le proprie capacità.

Infine veniamo a Roshelle, la vincitrice annunciata, con “What you do to me”. L’ala protettiva di Fedez che l’ha coccolata fin dai casting, ha insinuato in molti una precedente conoscenza tra i due. Ma ad ogni modo, lei è brava e il brano ha un certo groove; sembra di sentire le canzoni di Janet Jackson di qualche anno fa. Lei fa bene il suo ruolo, anche se a livello di simpatia rasenta lo zero. Nella classifica di Itunes le due ragazze di Fedez, per adesso, occupano i primi due posti.

Comunque siamo alle solite. X Factor come ogni anno, da buon talent qual’è, presenta sempre le stesse caratteristiche e dinamiche, come ogni anno ci raccontano che un talento speciale sia veramente nascosto tra i vari concorrenti.

Si sono messe in evidenza le più brave senza ombra di dubbio, Eva, Gaia e Rochelle, che potrebbero ambire tutte alla vittoria, anche se poi, a riflettori spenti,  avremo altri aspiranti artisti in un panorama musicale italiano, quello del mainstream, ormai saturo e alla canna del gas.

Certo, in quel quadrante che è lo schermo televisivo, con tutta una produzione mostruosa nel backstage, sembrano tutti meritevoli, e anche in modo credibile a volte. I giudici hanno assegnato dei pezzi che hanno fatto la storia della musica o, per darsi un “certo tono”, hanno scovano brani spesso sconosciuti o dimenticati, dalla musica finto rock, alla new wave italiana fino al free jazz punk inglese… finendo col mettere nei guai, inevitabilmente e puntualmente, l’aspirante rockstar di turno.


Spesso quando li vediamo ai provini, alle tante selezioni, i ragazzi stessi sembra abbiano già fatto una loro scelta di repertorio ben precisa, sembrano più “centrati” quando si propongono per la prima volta che successivamente, durante le puntate del programma. Con la scusa di voler provare a capire la vera stoffa dell’artista, di voler sgrezzare il talento incompreso, assegnano loro dei brani imbarazzanti.

Un esempio lampante, che ora mi torna in mente, è quello che riguarda Francesca Michielin, giovanissima ragazza che si presentò ai provini con una buonissima versione di “Whole Lotta love” dei Led Zeppelin e poi cercarono di trasformata nella brutta copia di Elisa.


A volte capita che seguano invece un percorso speciale. Era successo con Chiara Galiazzo, a cui Morgan aveva assegnato, puntata dopo puntata, una serie di canzoni che andavano dagli Europe a Piero Ciampi, evidenziandone la versatilità.

E lo stesso “giochetto” lo ha fatto quest’anno Manuel Agnelli con Eva.

Il problema sorge poi quando XFactor finisce. Chi è in grado di supportare la carriera di una cantante brava e poliedrica con altrettanti brani di livello?

A parte forse un paio di casi, abbiamo visto molti uscire dai vari talent come fossero re o regine, per poi finire come “sudditi” qualunque nell’impervio ambiente musicale italiano.

Esiste uno staff, esiste una casa discografica che voglia farli crescere questi talenti o verranno affidati ai soliti autori che scrivono per tutti, aumentando lo spessore della melassa italica?

Ai posteri l’ardua sentenza, e a noi l’ardua speranza, ogni volta, di trovare qualcuno davvero di unico…

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