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Intervista a Rosmy, vincitrice del Premio Mia Martini 2016 – Intervista anche alla vocal coach Alessandra Onano

Intervista a Rosmy, vincitrice del Premio Mia Martini 2016, e alla sua “Soul-Trainer” Alessandra Onano: “Brani senza interpretazione sono brani senz’anima”

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di Silvia Jovine

Mia Martini una volta ha detto: “Il segreto di una grande interprete non è avere una bella voce. L’importante è capire esattamente il senso della gioia o del dolore che stai raccontando, perché nelle canzoni si interpreta sempre un’emozione o una qualsiasi specie d’amore per qualcosa, e se non sai cosa vuol dire ‘soffrire’ non puoi sapere cosa vuol dire ‘amare’. Per cui è questo il segreto: il saper dire le cose sentendole”.

Rosamaria Tempone, in arte “Rosmy”, non ha solo una bella voce ma è anche una interprete di talento. Vincitrice del premio Mia Martini 2016 nella sezione “Nuove Proposte per l’Europa”, si è aggiudicata anche il Premio Speciale “Miglior Brano Radiofonico”.

La cantautrice lucana ha trionfato con il singolo “Un istante di noi”, intriso d’una graffiante intensità interpretativa.

La sua infanzia è costellata di melodie del passato, storie di avi musicisti girovaghi che suonavano l’arpa e il violino al Metropolitan di New York… a Parigi…

In famiglia ha sempre respirato musica.

È cantante del gruppo musicale “The Music Family” dei fratelli Tempone, cantautrice, attrice teatrale.

Amante del passato, ha scavato nella storia, riportando alla luce melodie antiche, popolari, etniche, che ha riarrangiato e inserito in diversi testi teatrali.

Per entrare profondamente nelle maglie dell’intricato tessuto della musica e dei testi, ha sempre lavorato sull’interpretazione, trovando un grande sostegno motivazionale nella “Soul-Trainer”, rieducatrice vocale e “Vocal Coach”, Alessandra Onano.

Definita “Soul-Trainer”, per la sua inconfondibile capacità di far emergere l’espansiva bellezza dell’anima attraverso una vera e sentita interpretazione del testo, Alessandra Onano è “Docente di tecnica vocale e di strategie lavorative nel settore” a Roma. La definizione di “Soul-Trainer”, è strettamente legata ad un percorso attoriale volto a scavare nel profondo del cuore per far emergere l’anima, tra note e testo.

Il suo motto è “Volere potere”, perché solo impegnandosi si può tentare di arrivare in alto.

Per capire il segreto di un successo e di una sintonia sul piano artistico ed umano, abbiamo rivolto qualche domanda congiunta a Rosmy ed Alessandra.

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Rosmy, hai vinto il Premio Mia Martini 2016 con il singolo “Un istante di noi”. Cosa ha portato nella tua vita questo grande riconoscimento?

Era da anni che aspiravo a questo premio. Credo profondamente nel valore dell’interpretazione; un brano nasce e cresce assieme all’artista.

Questo premio mi ha dato molte opportunità… Ultimamente sono presente in eventi contro la violenza sulle donne e il 7 dicembre sarò al Palaercole di Policoro in un evento organizzato dall’Associazione “World of Colors” dedicato alla memoria di Mango. Io parteciperò come rappresentante del Premio Mia Martini 2016. Canterò il mio singolo e anche il brano “Se mi sfiori” scritto da Mango e cantato da Mia Martini; un brano molto emozionante del passato che ho ritenuto importante far riemergere.

Questo premio mi ha portato un buon inizio. Non è un arrivo, ma è un buon inizio. 

Il tuo percorso da cantautrice è iniziato con il singolo “Tra nuvole e sole”, un inno alla libertà e alla pace. Qual è stata la sua genesi?

L’idea di scrivere questo brano è nata nel periodo successivo all’attentato dell’11 settembre 2001. Le sensazioni che ho provato all’indomani di quel tragico evento si sono trascinate per anni dentro di me. Nel 2005, ho raccolto quelle sensazioni e le ho trasposte nella musica e nelle parole del brano “Tra nuvole e sole”. Nello stesso anno, l’ho presentato a Sanremo giovani, arrivando in finale, poi l’ho chiuso in un cassetto e l’ho lasciato lì per dieci anni.

Dopo l’attentato di Parigi del novembre 2015, ho avuto la conferma che dopo dieci anni la situazione non era cambiata e la mia canzone restava ancora tragicamente attuale. Ad aprile, il mio singolo è riemerso dal cassetto con la speranza di sensibilizzare le coscienze attraverso la musica.

Bisogna vivere di speranza ed essere uniti, perché solo un mondo unito può rendere tutti coscienti di ciò che è realmente giusto fare. Non dobbiamo far vincere il terrore. La paura è una gabbia; ci paralizza l’anima. La vera forza sta nel vivere la propria vita con normalità e coraggio.

Sei cantante, attrice teatrale e insegnante di inglese. Come riesci a destreggiarti tra queste tre professioni e qual è l’esperienza lavorativa che ti gratifica di più?

Tendo a non dividerle mai, ma a tenerle saldamente insieme.

Ho sempre unito il teatro alla musica, ed ho cercato in ogni istante di scavare nel passato alla ricerca di brani d’epoca da riarrangiare e interpretare.

Ricordo la volta in cui ho recitato e cantato un brano arabesh nel tempio greco di Metaponto… Volli fare il mio ingresso scalza, con i piedi nudi sulle pietre antiche, per toccare la storia; essere presente anima e corpo in quell’eterna opera del passato.

Ho sempre amato unire teatro e musica, condensare presente e passato in un unico istante.

Mi sono laureata in Lingue in parte per soddisfare la mia sete di conoscenza e in parte per i miei genitori. Ho iniziato ad insegnare l’inglese attraverso la musica e il teatro, unendo una metodologia ludica e di drammatizzazione alla teoria.

I bambini a cui insegno sono per me una grandissima fonte d’ispirazione, mi danno delle idee ed una carica emotiva straordinaria. Anche il mio nome d’arte “Rosmy” è nato da loro.

Non riuscirei a fare solo una di queste tre professioni, perché è l’unione di tutte e tre che mi soddisfa davvero.

Sui social hai ringraziato la “Soul-Trainer” Alessandra Onano per averti dato una grande carica motivazionale prima dell’esibizione al Premio Mia Martini…

Sì, infatti. Alessandra non è solo una rieducatrice vocale, ma anche una “Soul-Trainer”.

Avere padronanza della tecnica è fondamentale, ma poche persone riescono a far emergere l’anima. Lei ci riesce.

Prima della mia esibizione, è stata in grado di farmi superare ogni tensione, dubbio o scoraggiamento. Mi ha dato una grandissima carica.

La prima volta che l’ho incontrata è stato al concorso itinerante per attori “ACT Italy”, sotto l’egida di Fioretta Mari e la regia di Manuela Metri.

Mi ha subito emozionato. Ho incominciato a lavorare con lei, e mi è stata di grande aiuto non solo come “Vocal Coach” ma proprio a livello umano.

 

Alessandra Onano con MaraMaionchi
Alessandra Onano con Mara Maionchi


Alessandra, quanto è importante il lato psicologico e motivazionale nell’espressione artistica? E qual è il segreto per riuscire a vestire le parole d’emozione?

Caspita che domande… Quanto tempo ho per le risposte? Verrebbe fuori un articolo lunghissimo…

Nei miei 25 anni di esperienza nell’insegnamento mi sono accorta  di avere la capacità di poter stimolare a  lavorare con la parte più profonda del nostro io: “l’anima”.

Aiutare i miei allievi a conoscersi di più e fargli scoprire che è bello  aprire il proprio cuore alle emozioni attraverso la musica è il lavoro più stimolante ed emozionante della mia professione.

Seguendo alcune metodologie del grande  Stanislavskij, avendo unito da 10 anni al canto  diverse discipline  teatrali, sprono  i miei ragazzi a far emergere la propria anima, senza dimenticare mai di restare se stessi.

Cantare non ha senso se non si interpreta.

Essendo io stessa una cantante e quindi un’interprete, ritengo che sia indispensabile andare a fondo nella tematica di un testo autoriale o cantautoriale. Nel caso di Rosmy, il singolo “Un istante di noi” rappresenta una storia di appartenenza, con grandi possibilità interpretative. Entrare profondamente in un testo è un percorso lungo e difficile, necessita di un duro lavoro d’interpretazione che è fondamentale per trasmettere qualcosa che vada oltre le parole.

Ho consigliato a Rosmy di trasmettere passione, amore, positività… come in un monologo teatrale.

Doveva trasmettere quel testo in modo passionale. Far diventare energia la negatività. Doveva dimostrare chi era, con il cuore, con la voce e con il corpo…. Osare, come fanno gli artisti, e colorare un paesaggio con le sue emozioni.

Il mondo della musica e dello spettacolo comporta difficoltà e percorsi intrisi di sacrifici continui, per cui emergere diventa sempre più difficile… Quali sono i consigli che dai a tutti i giovani che vogliono far parte di questo mondo?

Il mondo ormai è in crisi in tutti i settori. Lo è anche il mondo della musica. Probabilmente in Italia di più ma, come sempre, noi italiani tendiamo a nascondere un po’ la testa sotto alla sabbia…

Da anni, insieme a molti addetti ai lavori, abbiamo lottato a lungo per cercare di inviare dei messaggi di sensibilizzazione ai giovani… Ci sono molti motivi che hanno portato alla crisi nel mondo della musica, uno tra i tanti è anche l’acquisto illegale dei brani…

Mi chiedevi se emergere nel mondo della musica diventa sempre più difficile? Assolutamente sì.

Noi italiani nasciamo cantanti, lo siamo fin dal tempo della culla, ma siamo in tanti… e posto per tutti non c’è. Probabilmente un po’ di tempo fa ce n’era di più.

Molti ritengono che i Talent siano la rovina, ma sinceramente penso che la rovina non siano i Talent… La verità? Intanto è scomparsa la figura del manager che aiutava l’artista ad imporsi sul mercato, non c’è più il product manager e tanti altri ruoli fondamentali sono andati perduti… Se tu pensi che una volta la mia figura  professionale, basata sulla rieducazione vocale e sul far emergere al massimo le potenzialità dell’artista, era anche all’interno delle etichette discografiche…

La maggior parte degli interpreti che riescono a spuntarla sono cantautori e spesso si autoproducono…!! Oggi, se non ci fossero fonti personali per l’autoproduzione, molti giovani artisti non emergerebbero affatto.

Ai miei allievi insegno sempre l’importanza di coltivare le proprie passioni per sé stessi e non per la smania del protagonismo. Il nostro motto da sempre è “Se vuoi puoi e se non vuoi non puoi”.

Bisogna sempre  ricordarsi che non si “da” per “avere”, ma solo perché si ha il piacere di farlo per migliorarsi, lavorare su di sé e per sé, e se si ha il dono di allevare con l’arte e la passione i dolori del mondo… allora impegniamoci di più.

 

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ROSMY – PREMIO MIA MARTINI 2016 serata finale
 

 

 

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