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Secondary Tiketing: Le Iene fanno scoppiare lo scandalo – Vasco, Ferro, Mengoni, Giorgia prendono le distanze dalla Live Nation

SCOPPIA LA BOMBA. SCOOP DELLE IENE: LIVE NATION E "ALTRI" FANNO AFFARI CON LE SOCIETA’ DI SECONDARY TICKETING. PRESA DI POSIZIONE DA PARTE DI VASCO ROSSI, TIZIANO FERRO, MARCO MENGONI E GIORGIA. LETTERA APERTA DI CLAUDIO TROTTA AD ASSOMUSICA.

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Non si spengono le luci sul caso secondary ticketing, ossia il bagarinaggio online, di cui ci siamo occupati più volte (leggi nostri articoli di Stefano De Maco e Francesca De Luisi), tema “surriscaldato” in Italia con l’inchiesta aperta con il “caso dei Coldplay”.

Dopo la presa di posizione di alcune associazioni di consumatori e di SIAE, con il ricorso d’urgenza al Tribunale Civile, l’indagine Antitrust, indagine aperta dalla Procura di Milano per le ipotesi di reato di “sostituzione di persona” e “truffa informatica”, le petizioni sottoscritte da vari artisti e una proposta di legge bocciata (per il momento) alla Camera, sono arrivate anche Le Iene  programma di Italia Uno – a riaccendere il tema, mai del tutto sopito in queste settimane.

Il servizio di Spagnolini, Viviani e De Vitiistrasmesso ieri sera da “Le Iene” – ha fornito inconfutabili prove sul reale coinvolgimento di alcune società di organizzazione di eventi musicali con siti di secondary ticketing.

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Lo scoop è stato reso possibile grazie alla testimonianza anonima di un’impiegata di un operatore del cosiddetto “mercato secondario”, che ha esplicitamente asserito che ci si trova di fronte ad una prassi ormai consolidata, quella della vendita di un consistente plico di biglietti, prima delle aperture delle prevendite ufficiali, alle agenzie di mercato secondario. In poche parole i biglietti passano “dalle mani” di “alcuni” promoter direttamente alle società di bagarinaggio online.

Stando all’inchiesta de Le Iene, sono i promoter stessi a fornire ai siti di secondary ticketing i biglietti, che risultano improvvisamente e misteriosamente esauriti – sui circuiti ufficiali, quali ticketone e rivendite autorizzate di biglietti in forma cartacea – appena dopo l’apertura delle prevendite. Ovviamente più l’evento è importante e più il sistema diventa proficuo, economicamente parlando, per tutti gli attori in causa.

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A dare maggior credito alla testimonianza, la presenza di prove concrete, arrivate alla redazione delle Iene, sotto forma di fatture emesse da promoter a società di secondary ticketing. Cessioni di interi pacchetti di tagliandi finiti direttamente nelle mani degli speculatori, che riguarderebbero, sempre secondo Le Iene, eventi di Artisti Noti, “di quelli che non ha problemi a riempire gli stadi” (Cit. Trotta). Le prove, chiaramente oscurate in parte, rivelerebbero la presenza di un Prato Gold, riguardante la scelta della tipologia del biglietto – degli artisti in questione.

Il giornalista Viviani ha poi mostrato i documenti a Claudio Trotta (colui che porta Bruce Springsteen in Italia) – patron di Barley Arts Promotion, da anni in prima linea nel contrastare il fenomeno, a suo dire (suo l’esposto che ha dato il via all’inchiesta della Procura di Milano) – che visionandoli non ha potuto far altro che confermare quanto sospettava, ossia il legame strettissimo tra promoter e operatori del mercato secondario parallelo a quello ufficiale.

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Ticketone “dovrebbe” essere l’unico circuito autorizzato a vendere il biglietto al prezzo nominale; a tal proposito il giornalista mostra poi la documentazione anche all’amministratore delegato di Ticketone, Stefano Lionetti, il quale non può che constatare la stessa cosa constatata da Trotta, aggiungendo e sottolineando l’annotazione della violazione del contratto di esclusiva con Ticketone.

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L’ultimo passaggio della puntata de Le Iene, quello più “succoso”, è stato sicuramente l’imbarazzante intervista fatta a muso duro a Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation Italia, filiale locale del colosso del live entertainement musicale mondiale, guidato da Michael Rapino, che comprende Ticketmaster, e che detiene a sua volta Seatwave, una delle maggiori società di secondary ticketing e con questi elementi in mano, a questo punto, avere almeno un minimo dubbio che ci sia del conflitto di interessi è lecito.

De Luca viene interpellato perché “i noti artisti” coinvolti (nella documentazione finita in mano alle Iene) farebbero parte della “scuderia” proprio della Live Nation. Quest’ultimo arranca una sequenza di goffe risposte, in un tentativo maldestro e malriuscito di arrampicarsi sugli specchi, trovandosi in una situazione di chiara difficoltà, chiaramente con le spalle al muro.

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Prima nega il rapporto diretto di vendita di biglietti tra Live Nation Italia e Viagogo (una delle società di bagarinaggio online), poi è costretto – carte alla mano – ad ammetterlo.

Poi definisce la manovra “non illegale, ma borderline“, dichiarandola come un espediente per far salire il valore dei tagliandi, in caso di date il cui andamento delle prevendite sia giudicato deludente.

Anche questa fantasiosa ipotesi non regge, poiché i biglietti sono rivenduti sempre a un prezzo maggiorato – al doppio, triplo, quadruplo, e anche di più.

E i promoter – sempre carte alla mano – intascherebbero il 90% dei ricavati da tale ILLECITA ATTIVITA’.

Quindi i soldi, sempre secondo Le Iene, tornerebbero triplicati, nelle mani di coloro che li hanno venduti alle società di bagarinaggio online, saltando l’esclusiva Ticketone.

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E non si parla certo di bruscolini.

A tal proposito De Luca ha poi avuto anche il “coraggio” di affermare che tali ricavati sarebbero destinati alle vittime del terremoto. Uscita decisamente infelice.

Ma non è finita qui, perchè poi lo stesso lancia la vera bomba della serata: “sono gli artisti stessi, alcuni di loro, a richiedere alla Live Nation di compiere certe operazioni“.

In queste ore i dubbi e la curiosità sull’identità degli artisti “coinvolti”,  dopo le dichiarazioni di De Luca, hanno sollevato una ridda di ipotesi su alcuni nomi.

E a questo punto alcuni artisti italiani, che lavorano con la Live Nation, ad uno ad uno, hanno cominciato a rilasciare comunicati ufficiali in cui prendono le distanze da quanto dichiarato dall’amministratore delegato De Luca.

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Vasco Rossi è quello che ha preso la posizione più forte e netta riguardo a tutto questo, annunciando, per mezzo della società Giamaica Management, di avere sospeso ogni rapporto con l’agenzia di live promoting:

Dopo aver appreso dal servizio televisivo de Le Iene di un possibile coinvolgimento di Live Nation nella rivendita secondaria di biglietti per i concerti in Italia, Giamaica management comunica di avere attualmente sospeso ogni rapporto commerciale con Live Nation e si riserva di agire per vie legali essendo totalmente estranea a quanto emerso dal servizio giornalistico.

Giamaica ritiene che l’attività di secondary ticketing, altamente speculativa, è da tempo riconosciuta come dannosa non solo per il pubblico ma anche per gli artisti che a loro insaputa e loro malgrado si ritrovano per errore coinvolti”.

Il rocker figura tra i firmatari del protocollo SIAE contro il secondary ticketing, sottoscritto anche da Tiziano Ferro, artista, anche lui gestito, per i Live, dalla Live Nation.

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E come era prevedibile, anche Ferro ha preso posizione:

Sono sconcertato, amareggiato e fortemente indignato a causa dei recenti avvenimenti che coinvolgono Live Nation Italia.

Vorrei concedermi alla rabbia e all’istinto del momento ma la verità è che non posso.La mia priorità sono le circa 150.000 persone che hanno già deciso di esserci durante il mio prossimo tour.
Mi è stato assicurato e garantito che Live Nation non ha mai, oggi come in passato, immesso miei biglietti sul mercato secondario.
Detto ciò prendo le dovute distanze da chi ha sbagliato, per loro ci saranno di certo conseguenze ma adesso ho solo una priorità: questo tour e i miei fan.
Non possiamo fermarci, nonostante tutta la bruttezza che ci sta investendo.
Tiziano

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A Vasco e Ferro, si aggiunta poi la replica di Marco Mengoni, anche lui della scuderia Live Nation:

Lavoro con Live Nation dal 2014 e né io né il mio management abbiamo mai avuto alcuna evidenza di irregolarità nella vendita dei concerti. Siamo sconvolti dall’accusa mossa da De Luca secondo cui gli artisti imporrebbero la pratica di vendita illegale di biglietti e dichiaro la mia assoluta estraneità ai fatti. Attraverso i nostri legali stiamo facendo le opportune indagini per la tutela dei diritti del pubblico e per verificare la massima trasparenza sullo svolgimento dei fatti

Per ultimo arriva anche la risposta da parte di Giorgia, che si aggancia al messaggio pubblicato da Live Nation – di poche ore prima

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Comunicazione Ufficiale Live Nation

Data: 09/11/16

In riferimento al servizio andato in onda ieri sera 8 novembre all’interno del programma televisivo “Le Iene”, Live Nation precisa e puntualizza che le affermazioni contenute nel servizio si riferivano unicamente a pochi Artisti internazionali e che nessuno degli Artisti italiani ha mai chiesto di assegnare biglietti dei loro spettacoli al mercato di vendita secondario. Ugualmente Live Nation garantisce di non aver spontaneamente immesso sul mercato secondario quantitativi di biglietti dei concerti di Tiziano Ferro, Giorgia e Marco Mengoni, attualmente in vendita.

Live Nation Italia

 

giorgia

E nella pagina ufficiale di Giorgia si legge, a seguito quanto sopra:

Confermiamo in toto l’estraneità di Giorgia e di chi la rappresenta alla partecipazione di questa TRUFFA dichiarata dal presidente di Live Nation Italia, operata da Live Nation riguardante il “secondary ticketing”: MAI da qualcuno del suo staff, management o altro vicino a lei o dall’artista stessa è stata fatta richiesta per operare in questa maniera disonesta; e stiamo verificando che anche per il passato non siano state commesse irregolarità per quanto riguarda Giorgia.
Giampaolo Tabacchi
MICROPHONICA

Ci aspettiamo a questo punto  altre prese di posizione, convinti e sperando che seguano, ai comunicati, gesti concreti da parte degli artisti, soprattutto in riferimento alla supervisione della prevendita dei biglietti dei lor concerti.

E poi, cari voi di Live Nation, non si può prima lanciare il sasso e poi nascondere la mano con un comunicato stampa che lascia comunque aperti mille interrogativi dopo quanto ascoltato durante la trasmissione su Italia Uno.

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Intanto Claudio Trotta scrive – sempre in seguito al servizio de LeIene – una lettera aperta ad Assomusica:

Caro presidente e cari membri del consiglio direttivo e cari associati

A seguito delle dichiarazioni di Roberto De Luca durante il servizio delle Iene vi comunico quanto segue:
1) Sto verificando insieme ai miei legali se esistano i presupposti per una azione giudiziale collettiva da parte di Assomusica e/o degli Associati che reputino di volerla sottoscrivere e di altre componenti della Filiera della Musica dal Vivo nei confronti di Live Nation per gravi danni di immagine e di credibilità a tutta la categoria.
2) Sto verificando con i miei legali i termini di una causa per Concorrenza Sleale da parte di Live Nation nei confronti di quei produttori e promoter che non adeguandosi alle pratiche emerse dalle dichiarazioni dispongono ovviamente di risorse inferiori.
3) Reputo che il Presidente ed il Consiglio Direttivo di Assomusica a prescindere dalle procedure di routine che coinvolgono il Collegio dei Probiviri, debbano immediatamente prendere posizione chiara dissociandosi da quanto emerso e dichiarandosi contro queste pratiche cancerogene che sono dannose per i nostri consumatori, i nostri lavoratori ed i nostri artisti

È evidente che non mi è possibile restare in questa Associazione ancora un secondo qualora la Associazione stessa non prenda i provvedimenti logici e conseguenti a quanto inconfutabilmente emerso dal filmato delle Iene.
Cordiali saluti,
Claudio Trotta

E’ ormai evidente che la bomba scoppiata ieri sera ha scatenato una catena di effetti e conseguenze, destinati sicuramente a non finire qui, nella speranza – aggiungo – che non si trovi “il perfetto capro espiatorio” (vedi Roberto De Luca) a cui addossare TUTTE le responsabilità, mettendo così a tacere in fretta tutto il resto.

D’altronde non mi stupirei se accadesse, siamo in Italy e da noi si usa fare (quasi sempre) così.

 

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