Sui social si tende ad addossare tutte le colpe del cattivo andamento della musica ai discografici. Errore. I discografici, se proprio volete saperlo, sono gli ultimi a fare degli errori. La colpa principale è degli artisti che, dopo il primo successo, tendono a eliminare chi li ha scoperti ed aiutati quando non erano nessuno, e anche con i discografici cambiano atteggiamento.
Grazie al valore economico che rappresentano, i discografici devono subire. Un esempio su tutti di qualche anno fa, La Fabbrica di Plastica di Gianluca Grignani. Si sapeva che era un flop annunciato dopo un primo disco che aveva fatto faville e che era molto pop. Mentre la Fabbrica era agli antipodi. Eppure la Polygram di allora dovette subire questa scelta, che nonostante tutto trovò anche dei sostenitori tra i fan, ma a livello economico il disco andò male.
Con i giovani, invece, il discorso cambia. Magari fanno sentire il peso delle loro scelte, ma spesso ci imbroccano. Inoltre, non possiamo non considerare i tempi difficili, le lotte che hanno dovuto sostenere contro la pirateria e la tecnologia che ha sovvertito il mondo
Con questo non voglio dire che siano degli angeli, che siano perfetti, dico che dietro quelle scrivanie bisogna anche starci, e non è così facile come sembra quando poi dipendi economicamente dalle decisioni prese negli Stati Uniti nelle sedi centrali, decisioni globali che tendono sempre a favorire il prodotto anglo americano.
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