Home Musica La truffa legalizzata del secondary ticketing per le tappe milanesi dei Coldplay...

La truffa legalizzata del secondary ticketing per le tappe milanesi dei Coldplay – Posti da 46 a 2500 EURO

1262
0
SHARE
Voto Autore

di Mariafrancesca Mary Troisi

I Coldplay – una delle band più rappresentative del nuovo millennio – saranno a Milano, con il tour promozionale per l’album A Head Full of Dreams, il prossimo 3 e 4 Luglio, in quel di San Siro, nelle uniche date previste in Italia, così come già scritto in un nostro precedente articolo.

Come noto ai più, la seconda data è stata aggiunta quasi subito dagli organizzatori della Live Nation, e questo per compensare l’immediato sold out della prima data milanese.

Infatti, dopo due giorni di vendite riservate ai possessori di un’American Express, nel momento in cui è scattata la vendita al pubblico per la data del 3 luglio, in meno di un’ora si è registrata una vendita di circa 50 mila biglietti, e buona parte di coloro che provavano a comprare i biglietti non riuscivano neanche a connettersi ai siti dei rivenditori ufficiali, come Live Nation e TicketOne.

1475503746_57f268ebc15d3
Stesso scenario, ripetuto nei minimi dettagli, per il raddoppio della tappa del 4 luglio: i biglietti sono “scomparsi” in un attimo, e solo i più veloci sono riusciti ad accaparrarsi il “bottino”.
Sui circuiti ufficiali è quindi ormai impossibile trovare un ingresso per una delle due date.

D’altronde – verrebbe facile pensare – i concerti della band di Chris Martin&Co sono un evento attesissimo dai fans italiani, e sono andati ovviamente “a ruba”.
E “ruba-re”, lo sottolineerei, è il termine più esatto da usare, perchè calza a pennello alla vicenda non proprio “chiara & legale” in conrso.

Migliaia di biglietti sono stati infatti presi dalle agenzie, e rivenduti su siti “di bagarinaggio legalizzato” (come viagogo), a prezzi esorbitanti, che triplicano – e oltre –  l’iniziale cifra riportata sul circuito ticketone.

14633059_10209525024150206_824243526695471932_n
Il secondary ticketing – com’è definito il “bagarinaggio online” – è una truffa bella e buona, perpetuata da anni (non solo in Italia, anche se da noi è molto più facile “bagarinare”), ed esplosa in questi giorni con il “caso dei Coldplay ”.

Le conseguenze sono state immediate, con polemiche (sacrosante) a non finire, sui social, esposti in procura – con relativa motivazione: “Non sorprende tanto il sovraccarico del sito Ticketone al momento dell’apertura delle pre-vendite. Quel che sorprende è che alcune agenzie siano riuscite ad accaparrarsi migliaia di biglietti mentre il pubblico poco o nulla” -, all’antitrust – con una segnalazione di pratica commerciale scorretta verso Ticketone: “Sia dalle segnalazioni che dalle prove che abbiamo effettuato tutti i biglietti disponibili erano già esauriti nel giro di pochi minuti e durante tutta la fase di scelta e acquisto del biglietto il sito presentava enormi difficoltà di accesso e navigazione“-, e una petizione su change.org rivolta alla guardia di finanza, intitolata “Stop ai bagarini online”.

typ-393076-3429230-de-luca-livenation-g
Roberto De Luca, amministratore della Live Nation, dal canto suo afferma: ” Noi più di tanto non possiamo fare, ma quel poco lo facciamo, penso al limite di 4 biglietti a persona o alla messa in vendita tra qualche tempo di una nuova tranche d’ingressi, proprio per combattere il bagarinaggio come possiamo“.

E mentre su facebook proliferano gruppi come “Ascoltare il concerto dei Coldplay dal parcheggio (EVENTO Poveri) “,  si scatenano i commenti degli aficionados, che ipotizzano (quelli che possono permetterselo) una trasferta in una data estera facendo sfumare di fatto l’ipotesi di un terzo concerto a Milano.

Per finire, non sottovaluterei la possibilità che i biglietti “andati a ruba” in pochi minuti con il secondary ticketing, e rivenduti a un prezzo esorbitante, restituiscano poi l’immagine di uno stadio mezzo vuoto, come risposta ai tanti che non avranno “ceduto” alla truffa legalizzata, accontentandosi di ascoltare il concerto davvero dal parcheggio.

Un’occasione sprecata per chi voleva vedere lo show della band.
Una figuraccia colossale per la gestione dei biglietti in Italia.

Commento su Faremusic.it