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Mauro Ottolini Careless Love Six – Il jazz è per tutti

Voto Autore

di Andrea Amati

Allora, lo dico così, senza alcun preambolo, se volete sentire un concerto bello, ma bello davvero, dovete andare ad ascoltare Mauro Ottolini ed i suoi Careless Love Six. Se capitano dalle vostre parti andate e non ve ne pentirete.

Ma chi è Mauro Ottolini, che genere fa? La faccio semplice. Ottolini è un jazzista di prim’ordine, ma non sto qui a tesserne lodi o a scriverne la biografia, avete Google per questo. Vi dico solo di andare ad ascoltarlo dal vivo. Si, lo so, molti di coloro che ascoltano musica pop quando sentono parlare di jazz pensano subito ad una cosa noiosa, ma vi garantisco che non è questo il caso. Qui parliamo di una cosa bella e per chiunque, non del jazz autoreferenziale fatto di mille interminabili assoli. Qui si tratta di andare ad ascoltare una sonorità ormai quasi perduta nel tempo e che non sentirete in giro così facilmente. Prima di tutto perché ci vuole esattamente una formazione come la loro, ossia: voce, trombone, clarinetto, sousaphone, batteria e pianoforte. E poi perché loro, i protagonisti, sono professionisti di altissimo livello.

I Mauro Ottolini Careless Love Six eseguono in prevalenza un repertorio di brani di William Handy, compositore e musicista blues/jazz statunitense degli anni ‘20 e ‘30, noto come “il padre del blues“. Non storcete il naso, non è roba per pochi eletti, vi garantisco che invece è tutto il contrario di ciò che l’ascoltatore medio può immaginare. E’ un concerto per tutti. Vi dico solo che come hanno iniziato a suonare ho visto ragazzini quindicenni con la bocca spalancata, meravigliati di ascoltare quei suoni e quel timing ormai persi nel tempo. Perché la bellezza è per tutti, e la musica, quando è bella, delizia l’anima. Non conta quando è stata fatta, non conta il genere, non conta l’età di chi ascolta o di chi suona, conta ciò che ti lascia dentro. Non mi rimane che presentare la band:

Vanessa Tagliabue Yorke (Voce)
Mauro Ottolini (Trombone)
Guido Bombardieri (Clarinetto)
Roberto de Nittis (Pianoforte)
Glauco Benedetti (Sousaphone)
Paolo Mappa (Batteria)

Tutti bravissimi!!! E non cominciate a dire che non li conoscete perché non li avete mai visti in TV. Essere famosi non significa essere bravi, così come essere bravi non significa (purtroppo) essere famosi. Loro sono bravi, anzi bravissimi, e tanto basta.

E poi parliamo spesso di “cultura”… Ecco, per una volta smettiamo di parlarne ed andiamo ad ascoltarla, la cultura. Ed in ultimo mi sia concesso di dire che ho visto questa meraviglia nell’ambito dell’Ortaccio Jazz Festival di Vasanello, i cui organizzatori sono amici che, con grande fatica e fra mille difficoltà, ma con enorme entusiasmo, portano avanti questa bellissima manifestazione.
Andate ad ascoltare Ottolini e la sua magica band, non ve ne pentirete…

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