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INTERVISTA:MAIELLO, PALMOSI, SALVATI,TENISCI – VI PRESENTO IL BRANCO

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Succede, a volte succede, che la tanto “decantata” competizione sia messa da parte per permettere la nascita di qualcosa di raro, una sorta di macchina pulsante con un motore destinato a funzionare nel tempo.

Tale “fenomeno” si verifica se s’incontrano quattro talenti e personalità differenti, che diventano addirittura amici – tra loro – e iniziano a lavorare insieme, dando vita a qualcosa a cui, in qualche modo, auspichiamo tutti.

Essere parte integrante di una “squadra” di cui potersi fidare, in cui dare il proprio meglio e ricevere altrettanto. Sia a livello umano sia a livello professionale.
E di strada le persone che sto per presentarvi ne hanno fatta eccome. Compatti per arrivare al risultato.

E’ fine giugno quando “incontro” Tony Maiello, Enrico Palmosi, Michael Tenisci (Sabatino Salvati non è presente, ma loro fanno anche le sue veci).

E’ ora di cena, uno dei pochi momenti di pausa dalla loro sezione di scrittura ‎ (o songwriting -‎session: fa più figo dire così) – che li impegna per tutta la settimana – ma si prestano ugualmente, con grande simpatia e disponibilità, a parlare del loro lavoro, della nascita de “Il Branco”, che di traguardi ne ha già tagliati molti, e la chiacchierata risulta da subito piacevole.

Parto proprio dalla prima domanda che ho fatto – per spiegare a chi ipoteticamente non li conosce – chi sono.

Ciao ragazzi, propongo di darci del tu, se per voi va bene (sono d’accordo).
Prima di iniziare con le domande, devo fare una cosa che – non si fa, lo so – ma io la faccio lo stesso, perché sono fatta cosi. (Hanno sicuramente pensato di avere a che fare con una svitata!)

Tony… devo farti avere i saluti delle mie amiche/tue fan, altrimenti non torno a casa stasera, capiscimi. (Carta canta, io il mio “dovere” l’ho fatto raga!)

E dopo questa cosa… poco professionale… divento seria, e partiamo dalla prima domanda … che probabilmente vi avranno già fatto tante volte, ma è quasi “doveroso” farvela di nuovo: Come nasce la vostra passione per la musica? E quando?

Enrico Palmosi (che da questo momento – per semplificare – chiameremo Kikko): per me è stato molto naturale, mi piaceva suonare il pianoforte, studiavo, e per gioco facevo arrangiamenti per amici e poi per una piccolissima etichetta.
Le cose a mano a mano sono diventate sempre più serie; per diverso tempo ho fatto però più lavori, da tecnico informatico a web designer, finchè sono riuscito a vivere “solo”di musica.

Tony: ho iniziato cantando nel coro della chiesa (ride); poi mi sono innamorato artisticamente di Alex Baroni. Da lì ho iniziato a studiare canto e a 19 anni sono entrato ad xFactor

Michael Tenisci – per abbreviare d’ora in poi lo chiameremo solo con il nome – (qui faccio la prima gaffe della serata, lo chiamo per sbaglio Michele, ma lui mi riprende subito, come a dire – e daje però, pure il nome sbagli, iniziamo male -): mio nonno era un musicista, e insieme a mio padre mi ha trasmesso la passione per la musica.
Ho adorato (e adoro) i Red Hot Chili Peppers, e da li ho imparato a suonare la chitarra.

Tony… come hai già accennato … hai fatto il primo xFactor, eri nella squadra di Mara (è arrivato quarto); poi hai firmato con l’etichetta – Non ho l’età – di Salerno e Maionchi, e con loro sei andato a Sanremo, vincendo Sanremo Giovani con il “Linguaggio della resa”. Come sei arrivato poi a firmare con la casa discografica indipendente – “Rosso al tramonto”? (Che è di Sabatino Salvati… che manca alla nostra chiacchierata)

–  Tony: In realtà ero già libero da contratti, da tempo; poi per varie vicissitudini ho incontrato Kikko e Sabatino.
E con loro si è instaurato da subito un feeling sia umano sia artistico.

Michael… tu invece come sei arrivato allo studio di registrazione Upmusic… di Kikko e Sabatino?

Michael: da tempo stalkerizzavo Kikko su facebook, proponendo cose mie.
Lui mi ha sempre risposto, anche se per molto tempo era un semplice scambio di opinioni sul mio materiale.
Poi è arrivata la svolta; cercavano un assistente/collaboratore nel loro studio, e mi è stato proposto questo ruolo, perché le mie demo pare avessero colpito sia Kikko sia Sabatino.

(La tenacia premia, che ve lo dico a fare)

Arriviamo al più “anziano” del gruppo, Kikko (che – tra le altre cose – ha prodotto e collaborato con i Modà per tanto tempo, e vinto Sanremo con “Non è l’inferno“), a cui chiedo come nasce l’idea di mettere insieme i loro talenti, dando vita a “Il Branco”.

Kikko: ho sempre creduto nella forza dei team, forse perché ho sempre ammirato team internazionali tipo Stargate, o Max Martin ai tempi del Maratone.
Si dice che si deve imparare dai grandi, no? Ed io ho sempre sostenuto che più teste possono sicuramente alzare il potenziale creativo, se ovviamente sono compatibili fra di loro. Sia artisticamente sia caratterialmente. Noi ci sentiamo davvero un team, perché siamo amici, prima di tutto.
E questo fa si che ci sia prima di tutto grande rispetto, tranne quando giochiamo alla play.

(ridono)

L’idea è nata da me, Tony e Sabatino, quando la Pausini ha preso il brano – “200 note” -, scritto da Tony.
Era un brano che avevamo nel cassetto da diversi anni, che qualcuno in passato aveva anche snobbato con la classica frase “non mi sembra niente di che”.
A quel punto abbiamo pensato che sarebbe stato bello e utile avere un proprio marchio editoriale.
Da lì, Il Branco.

Bè se posso permettermi… direi che quel brano è tra i più belli di “Simili”. Qui lo dico e non lo nego. Non per fare un complimento paraculo, che non sono proprio il tipo. (E gliel’ho detto pure, che linguaccia che ho!)
Tra l’altro ho visto un video in cui la Pausini ti dedica la canzone… Tony…non ricordo in quale concerto. Una bella emozione, immagino.
A questo punto devo chiederti come siete arrivati a Laura…

Tony: sì, è stato a Bari, qualche giorno fa. (Era fine giugno, ve lo ricordo)
E’stata un’emozione bellissima esser stato nominato, una bella forma di rispetto e riconoscenza per chi fa l’autore, che spesso è dietro le quinte.
A Laura inizialmente avevamo mandato un altro brano, reputato interessante, ma alla fine non era stato preso. Insieme ai complimenti ci è stata data però la possibilità di mandarne altri.
In seconda battuta quindi abbiamo pensato a “200 note” 

Dopo Laura Pausini è arrivato Francesco Renga. Nel suo album avete due pezzi (mi riprendono: sono tre!), e uno di questi, “Scriverò il tuo nome”, dà il titolo all’album (su questo ero preparata, fiu!).

Gli altri due pezzi, me lo dicono loro, sono: “Guardami amore” (primo singolo estratto dall’album); “Cancellarti per sempre”. E sono coinvolti tutti e quattro come autori.

A questo punto do voce a una delle mie curiosità (mi rispondono pazientemente a tutto, devo dire), e chiedo loro:
Come lavorate ai pezzi. Se scrivete prima la musica, prima il testo, chi scrive cosa, o se non c’è una regola nel vostro modo di lavorare.
Ad esempio… in questa settimana di “session”… come lavorate?

Kikko: in pratica cazzeggiamo alla grande. (Ridono).
No seriamente… buttiamo giù tante idee, magari anche solo spezzoni da 30 secondi. Poi nelle pause magari ci facciamo una sfida alla play (rigorosamente messa in valigia), o ci prendiamo un caffè in spiaggia.
Cerchiamo ispirazione, che stando lontani da casa e dai normali posti di lavoro, è sicuramente stimolata da paesaggi come questi. (Erano in Puglia, al mare, un posto brutto brutto proprio eh)

Michael arriva per ultimo nel gruppo… però… zitto zitto, cacchio cacchio.. come si dice, firma un pezzo con Tiziano Ferro.
Questo pezzo finisce nell’album “Vivere a colori” di Alessandra Amoroso.
(L’album più venduto nel primo semestre 2016: insomma… un inizio col botto per lui!).

Mike… come sei arrivato a Ferro? E com’è andata questa collaborazione con lui?

– Michael: avevo un mio classico cd demo, con le mie canzoni, e ho provato in tutti i modi a farlo arrivare a Tiziano e ai suoi vari collaboratori. Invano. Finché ho pensato di mandarlo al suo fan club ufficiale, anche senza troppe speranze, diciamocela tutta…

(ragazzi, non iniziate a mandare cose al suo fan club, vi conosco mascherine! Michael non sa il danno che ha fatto dicendo questa cosa ahahah)

Succede poi che un giorno ricevo una chiamata dal suo management: volevano un mio brano, perché Tiziano voleva lavorarci sopra.
Da lì è nata “La vita in un anno”.

Anche nell’ultimo album di Lorenzo Fragola ci sono dei loro pezzi.
Mi ricordano quali sono, la title track, ossia il pezzo che dà il titolo all’album, “Zero Gravity”, e “Land”, scritte con altri autori in un camp Sony ATV (con cui Il Branco ha firmato un contratto – recentemente)

A questo punto dovreste darmi qualche anticipazione (ci provo più volte a scucire qualche “anteprima”…). Cosa c’è nel futuro de Il Branco?

– Risponde Tony per tutti: purtroppo anticipazioni non ne possiamo dare, altrimenti veniamo linciati.
Però possiamo dirti che stiamo lavorando su diversi brani con artisti molto importanti. Sono brani che vedranno la luce dopo l’estate, per cui non dovrai proprio aspettare tantissimo.

E dopo questa risposta si chiudono in un “ostinato” silenzio stampa sull’argomento.

Non riuscendo a scucire altro, cerco di mettere un po’ di pepe…e di tanto in tanto torno alla carica sulle “anticipazioni” (che non mi daranno – per la cronaca – non li ho “presi” nemmeno per sfinimento!)

Ve la butto lì questa… se vi chiedessi un pregio e un difetto dei vostri compagni di “avventura”?

– Pregi e difetti di Tony: il pregio… ci fa morire sempre dalle risate, tra imitazioni e altro, riesce sempre a tenere alto l’umore della squadra.
Un difetto… Bisogna ripetergli le cose mille volte perché ha una memoria molto labile.

– Pregi e difetti di Michael: E’ una persona molto pacata, il tranquillo del gruppo, che non si arrabbia mai. In pratica un punchball su cui possiamo scatenarci per scaricare le tensioni! (ma poverino, ho pensato io!)
Il difetto è che ha l’ansia di voler fare mille cose tutte insieme.

 

– Pregi e difetti di Kikko: È la persona che risolve tutti i problemi musicali e non. Il difetto è l’estrema pigrizia.
E un altro pregio importante…È quello con la battuta sempre pronta!

 

– Pregi e difetti di Saba (Sabatino Salvati, l’assente della situazione): Il pregio di Saba è che è molto versatile, passa dal fare un arrangiamento a fare il bilancio societario! E poi è un generoso!
Il difetto, te lo diciamo, sperando ci lasci in vita…
Noi  l’abbiamo soprannominato “l’iracondo”, perché è molto impulsivo, quindi in alcuni casi è come un toro quando vede rosso.

(Direi che iracondo – a volte – si potrebbe adattare benissimo anche a me… quindi… non ti arrabbiare con costoro Sabatino, non “ci capiscono”!!!Oh… la pazienza ha un limite eh!)

Torniamo alle domande “serie”: Vi arrivano demo di autori? Insomma… se qualcuno volesse farvi sentire qualcosa, siete disponibili ad ascoltare o ormai lavorate tra di voi?

– Certo che ascoltiamo, abbiamo la nostra pagina de “Il Branco” e una mail istituzionale dove ci vengono mandate le demo: info@ilbrancoedizioni.it

Bene, saranno sicuramente interessati in tanti…
E avete già trovato qualcosa di…  rilevante… tra le cose inviate?

Kikko: Qualcosa sì, devo dire…
Abbiamo conosciuto diversi autori non “famosi”, ma con un bel potenziale, e per noi soprattutto come gruppo editoriale interessa molto la questione.
Ci teniamo a creare una ragnatela di rapporti artistici anche con autori esterni.

Sul finire riesco a farmi dare almeno una “piccola” anticipazione, ossia che Tony sta lavorando anche a un suo progetto, indipendente dal lavoro autorale.

Ci salutiamo con una domanda che tendo a fare spesso nelle interviste…
Qual è stato il momento più bello della vostra vita … finora… a livello professionale?

Kikko: per me… quando ho vinto Sanremo con un brano che ho co- scritto (“Non è l’inferno”).

Michael: quando ho sentito la gente cantare “La vita in un anno” al Forum di Assago, al concerto di Alessandra Amoroso.

Tony: è un po’  scontato, quando ho vinto Sanremo, con “Il linguaggio della resa”.

Per Saba, non lo sappiamo – dicono – (se ce lo vuole rivelare ora… commentando l’articolo… io avevo proposto la telefonata da casa, ma l’hanno bocciata!)

Mi salutano dicendo che hanno avuto un’idea – che provano a buttare giù – proprio durante l’intervista (dovrei quasi “pretendere” i diritti, se è stata l’intervista a ispirarli: scherzo!)

Non so se quest’idea poi si è “concretizzata”, ma so che è concreto e valido il loro gruppo di lavoro.

Mentre parlavo con loro mi sono tornati in mente i moschettieri…
Ve li ricordate? Quelli del romanzo di Dumas. In origine erano tre (la storia si ripete anche qui); poi si aggiunge il quarto.
I moschettieri avevano un motto: tutti per uno, uno per tutti.
I quattro erano inseparabili, a formare come una sola figura, un corpo che si muove compatto; insomma… l’unione fa la forza!

La descrizione si adatta benissimo a Il Branco (il cui nome deriva dal “nomignolo” con cui chiamano il loro gruppo di amici), a cui auguro di tagliare tutti i traguardi possibili.

Buona fortuna moschettieri! Alla prossima.

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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