Home Le pillole di A. Salerno TOTÒ SAVIO: chi lo ricorda?

TOTÒ SAVIO: chi lo ricorda?

5578
0
SHARE
Voto Autore

di Alberto Salerno

Ho deciso di dedicare questa pillola ad un grande compositore di canzoni come Totò Savio, che sembra davvero essere finito nell’oblio. È crudele il mondo della musica leggera: c’è chi, anche dopo la morte, mantiene viva la sua storia, e c’è chi, come Totò, sembra non averne avuta una importante.

Purtroppo non ho mai avuto l’occasione e l’onore di conoscerlo, forse ci saremo incrociati in qualche corridoio e ufficio della CGD, casa discografica con la quale lui aveva un contratto di esclusiva come autore. Però ho sempre seguito il suo percorso, ammirato i suoi successi, è proprio per questo sono andato su Wikipedia per condividere con voi quello che ha fatto, che ha scritto, che ha prodotto.

Da Wikipedia:
Comincia a suonare la chitarra fin da bambino, iniziando ad esibirsi già a dodici anni in feste di matrimonio ed in altre occasioni, affinando notevolmente la tecnica, fino a ricevere nel 1955 la proposta da parte di Marino Marini di entrare nel suo complesso. Comincia così, a diciassette anni, ad esibirsi in tutta Europa con il celebre quartetto; inoltre con Marini effettua le prime incisioni per la Durium. Proprio durante un tour in Francia conosce Jacqueline Schweitzer, con cui si fidanza e che dopo poco tempo sposerà: Jacqueline, figura importantissima non solo nella vita del Maestro ma anche nella carriera artistica (cantante anch’essa, aveva debuttato giovanissima in un programma televisivo francese del sabato sera), sarà anche quella che, dopo la dipartita, porterà avanti il ricordo e la memoria del marito, così come il fratello del maestro, Mario ed il nipote Alfonso. A seguito del matrimonio decide di abbandonare il quartetto di Marini, e forma un suo complesso (con Enzo De Simone, poi sostituito da Angelo Mirabella alla batteria, Vincenzo Bozzaotra al contrabbasso e Claudio Mattone, poi sostituito da Luciano Sangiorgi al pianoforte), con cui firma un contratto con la Celson, debuttando nel 1961 con il 45 giri Balla con me/Good Night My Baby (pubblicato con il nome Toto Savio). Inizia quindi ad esibirsi con il nuovo complesso in tutta Italia; nel 1966 il gruppo cambia la denominazione in The Shamrocks, e passa poi alla Durium. I primi successi come autore Nel 1967 Totò Savio scrive quello che diventa il suo primo grande successo, Cuore matto (su testo di Armando Ambrosino): la canzone viene presentata al Festival di Sanremo 1967 da Little Tony e da Mario Zelinotti e, pur non vincendo, diventa uno dei più grandi successi di quell’edizione del festival e, nel tempo, una delle canzoni più rappresentative del cantante sammarinese. Savio incide Cuore matto con il suo gruppo, ma le vendite vengono superate da quelle della versione di Little Tony Continuano i successi come autore, tra cui nel 1969 Addio felicità, addio amore per Caterina Valente (sigla televisiva della trasmissione Bentornata Caterina) e, l’anno successivo, Vent’anni per Massimo Ranieri (cantante che inciderà con successo molte canzoni scritte da Savio, tra cui la più nota è senza dubbio Erba di casa mia): quest’ultima vince nello stesso anno l’edizione di Canzonissima. Sempre nel 1970 vince Un disco per l’estate con Lady Barbara, incisa da Renato dei Profeti; tornerà a vincere la stessa manifestazione tre anni dopo con Perché ti amo, cantata dai Camaleonti. Dal 1975 al 1978, Savio produrrà assieme a Giancarlo Bigazzi il popolare complesso pop-rock de Il Giardino dei Semplici. Il gruppo era stato fondato a Napoli da Gianni Averardi nel settembre del 1974; Averardi era stato per alcuni anni il batterista dell’orchestra di Savio negli anni sessanta. La band è considerata un nome di punta del filone romantico della musica italiana e napoletana, e ha venduto 4 milioni di copie. Bigazzi e Savio sono gli autori di alcuni tra i brani più importanti e di maggiore successo della band: M’innamorai (Festivalbar 1975); Miele (Sanremo 1977, 1 milione di copie vendute); Vai (Festivalbar 1976) e Tamburino (1976). Savio è anche l’autore della rielaborazione di Tu, ca nun chiagne (1975), lanciata dal gruppo nel novembre del 1975, che vendette un milione di copie e si guadagnò il disco d’oro.

Nel 1971, insieme a quattro colleghi (Daniele Pace, Giancarlo Bigazzi, Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi che però abbandona il gruppo dopo il primo album) dà vita ad un gruppo fantasma, gli Squallor, pubblicando un 45 giri, 38 luglio/Raccontala giusta: il successo ottenuto (i due brani vengono trasmessi spesso da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni in Alto gradimento) fa sì che il progetto abbia un seguito; in breve tempo gli Squallor diventano un gruppo di culto nella scena demenziale della musica leggera italiana. Negli Squallor Totò Savio è autore di molte musiche, interprete di alcune canzoni (tutte quelle cantate in napoletano e qualcuna in italiano) e produttore. Altre attività Modifica Nel corso degli anni settanta, Totò Savio continua l’attività di compositore (collaborando spesso con Franco Califano) e di arrangiatore, continuando anche l’attività di musicista in proprio: nel 1972 pubblica un album, Chitarrate ‘e Napule, in cui suona tutti gli strumenti. Si dedica inoltre anche alla scrittura di sigle televisive (ad esempio Ritratto di donna, sigla del telefilm Diagnosi, contenuta nell’omonimo album) e formando un duo con la moglie (con il nome I San Francisco) lanciando la famosa canzone Da lunedìe l’album Ma che avventura è nel 1979. Gli anni ottanta Modifica Nel 1981 scrive una delle sue canzoni più note, Maledetta primavera che, presentata da Loretta Goggi al Festival di Sanremo 1981, si classifica al secondo posto, diventando però il 45 giri più venduto di quell’edizione. L’anno dopo presenta al festival Una rosa blu, canzone che non ottiene un grande riscontro al momento dell’uscita ma che, nel corso degli anni, diventa invece uno dei brani più noti cantati da Michele Zarrillo (di cui Savio è, in quel periodo, produttore). Nello stesso periodo dirige l’orchestra della RAI nel corso di moltissime trasmissioni televisive. Gli ultimi anni Modifica Nel 1990 gli viene diagnosticato un tumore alla gola: a seguito dell’operazione perde la voce e, nel disco pubblicato dagli Squallor nel 1994, Cambiamento, partecipa solo come musicista e compositore. Nel 1993, insieme a Victor Sogliani, Vincenzo Restuccia, Lelio Luttazzi e Sergio Coppotelli, è stato uno dei fondatori dei Linea Kids, nei quali hanno preso parte nel corso degli anni: Massimo Moriconi (dal 1995), Silvano Chimenti (dal 1994) e Maurizio Majorana (dal 2010). I collaboratori del gruppo sono stati: Mario Piovano alla fisarmonica e Franco Cerri alla chitarra. Questi ultimi due non hanno fatto parte del gruppo. Un altro collaboratore del gruppo è Giorgio Gaslini (solo nel 1993 e ora sostituito da Alfio Cantarella) che ha suonato il cembalo. Gli ultimi anni della sua vita trascorrono tra malattie ed ospedali, a causa di una cirrosi epatica causata da una trasfusione di sangue infetto che degenera poi in un tumore al fegato; sempre assistito dalla moglie Jacqueline, muore nel 2004. Come ha scritto la signora Savio nel suo sito, e come testimoniano tutti quelli che lo hanno conosciuto, «Il Maestro Totò Savio era un rivoluzionario, perché era un uomo gentile, e come dice il libro Cuore, ‘la gentilezza è rivoluzionaria’»“.

Mi scuso se ho dovuto ricorrere a Wikipedia, ma non avevo altri mezzi per ricordare come si deve un artista e una persona come Totò Savio.

Commento su Faremusic.it