Home Le pillole di A. Salerno Soundreef vs SIAE

Soundreef vs SIAE

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di Alberto Salerno

Appartengo alla SIAE da quando ho compiuto sedici anni, in pratica dal 1966, quando feci l’esame e vidi finalmente su uno spartito musicale la dicitura “Testo di A.Salerno“.

A quel tempo la SIAE amministrava solo i diritti di esecuzione, ossia tutte le esibizioni dal vivo, grandi o piccole che fossero. Invece ad una società chiamata SEDRIM, con sede a Roma, era affidato il compito di amministrare i profitti derivanti dalla vendita dei dischi.

Poi gli Editori e i Discografici decisero, per maggiore comodità e per semplificare le cose, di affidare anche i diritti dei fotomeccanici alla SIAE.

Dunque, ho un lungo stato di servizio, come autore, presso la SIAE, ma non ho mai avuto compiti all’interno di essa. Non che non mi sia capitata l’occasione, ma non mi sono mai candidato per alcuna carica in alcuna commissione. Ciò nonostante ho sempre avuto la massima fiducia nella SIAE, non mi sono mai dovuto lamentare di nulla, i diritti mi sono sempre stati pagati puntualmente.

Ora, detto così, e alla luce degli ultimi avvenimenti, ho la spiacevole sensazione che parlare bene della SIAE sembra quasi di dover difendere dei privilegi. Ma quali privilegi? L’unico privilegio di cui godo, insieme ad altri miei colleghi, è quello di incassare dei buoni diritti d’autore, e questo, ovviamente, grazie ai successi che ho scritto, e non perché mi vengono regalati soldi.

Leggo che si mette in dubbio la trasparenza della SIAE, ma quando si affermano certe cose bisogna portare delle prove tangibili, che dimostrino eventuali misfatti, perché a parole sono bravi tutti.

Leggo che una certa società, la famigerata Soundreef, creerebbe nuovi posti di lavoro. In questo caso basterà aspettare qualche tempo per vedere quanti e quali posti di lavoro creeranno. Per ora la cosa certa è che la SIAE ha un comparto di quasi 1.200 impiegati su tutto il territorio nazionale, gente che vigila e opera per il buon funzionamento della stessa.

Leggo un’altra cosa che mi fa sorridere, e cioè che Soundreef raccoglierà i diritti chiedendoli direttamente a tutte le società di collecting, e cioè in Italia alla SIAE. Dunque cosa cambia? Se uno non si fida di come la SIAE amministra i diritti, perché si rivolge a un altro ente, che poi deve comunque avere a che fare con la SIAE?

Vorrei anche ricordare che la SIAE è una società a base associativa e non ha scopo di lucro. I suoi azionisti sono gli autori e gli editori. Una considerazione mi sembra necessaria, ed è che la forza del Diritto d’Autore si esprime con l’aggregazione degli autori e non la loro divisione.

A me tutta questa situazione risulta confusa e senza capo e né coda. Non vorrei che dietro a certi movimenti ci fosse qualcosa o qualcuno che ha un unico scopo: togliere di mezzo la SIAE.

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