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domenica, Aprile 11, 2021

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INTERVISTA ESCLUSIVA AI JALISSE

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di Marco Fioravanti

Ho conosciuto qualche giorno fa Fabio Ricci. Forse non tutti si ricordano il suo nome, ma insieme con la sua compagna, Alessandra Drusian, 19 anni fa sconvolse un po’ le regole del gioco. Formarono un duo, che ebbe un fulminante successo, ma molto contrastato. Si chiamavano, anzi, si chiamano ancora Jalisse. Vediamo di farci spiegare cosa successe.

Ciao Fabio. Raccontaci un po’ la storia dei Jalisse.

I Jalisse, io e Alessandra, si formano nel 1994. Nel 1995 ci fu a Sanremo giovani con “Vivo”, nel 1996 ancora a Sanremo nelle “nuove proposte” con “Liberami”. Poi nel 1997 arrivò la famosa “Fiumi di parole”.

Il 1997 fu il vostro anno… in tutti i sensi!

Infatti, contro ogni previsione e anche contro ogni nostra piu rosea speranza, risultammo vincitori del Festival della Canzone italiana di Sanremo. “Fiumi di parole” divenne immediatamente un tormentone, tutti la citano, sui giornali, in tv da Antonio Ricci a Striscia la notizia. E poi arriva l’Eurofestival, a Dublino. Noi ci sentiamo vicini alle persone e tra le persone, la nostra vittoria è una vittoria del popolo, della gente che ci ha sostenuto e che ancora oggi ci segue facendo diventare il nostro brano popolare e ricordato ancora oggi.

Si parla di una vittoria persa dell’Eurofestival, vero?

Tante persone lo affermano e lo testimoniano. Certo che si. Tutti intorno a noi durante le giornate precedenti ci davano per sicuri vincitori dell’Eurofestival, tutte le altre nazioni amiche ci dicevano che ci avrebbero votato. Poi la sera della gara i voti sono magicamente spariti, siamo arrivati al 4′ posto e da lì in poi anche il nome dei Jalisse venne cancellato dai media nazionali e da un potere che ha scelto di estrometterci dal mercato musicale italiano. Molte radio e stampa locali invece continuano a far girare la nostra musica.

Come ti spieghi questa circostanza?

Secondo noi abbiamo un po’ destabilizzato le regole. Eravamo con una piccola etichetta indipendente, distribuita dalla Columbia e prodotti da Carmen di Domenico. Siamo stati l’unica produzione indipendente ad arrivare alla vittoria del Festival. Questo ha dato fastidio a qualcuno di più potente di noi e siamo stati banditi dalle prime serate e dai canali musicali tradizionali.

Ma la vittoria all’Eurofestival c’era?

Penso di si. Almeno così dissero sia Gigi Vesigna nel suo libro “Vox Populi”, sia Ettore Andenna che conduceva i collegamenti della trasmissione sulla Rai tv. Si sa che per l’Italia organizzare l’Eurofestival in casa propria sarebbe una spesa ingente mal ripagata dagli ascolti tiepidi. L’edizione del 1990 fu un fiasco totale e quindi in molti dei piani alti della tv di stato dissero “Mai più!”.

E voi che fine avete fatto?

All’indomani di Sanremo pubblicammo un lp, “Il cerchio magico del mondo”, incentrato sulla storia degli indiani nativi americani, che non venne molto pubblicizzato per le ragioni che dicevo prima, ma che venne inserito nella lista dei 100 dischi più belli del 1997 dalla classifica di Billboard redatta da Fred Bronson. Una bella soddisfazione.

E dopo il 1997?

Abbiamo continuato la nostra carriera. Successivamente all’Eurofestival, un’esperienza per noi comunque straordinaria, abbiamo iniziato a fare tour in giro per il mondo. Con “Fiumi di parole” partecipammo nel 2005 ottenendo il terzo posto al “Baltic Song Contest” a Karlshamn in Svezia. Nel frattempo abbiamo pubblicato altri due cd, nel 2006 “Siedi e ascolta” e nel 2009 “Linguaggio universale”. Essendo un prodotto indipendente non è facile, ma noi non molliamo, anche nelle grandi difficoltà che la musica oggi affronta. Noi siamo piccoli artigiani della musica, promuoviamo la filosofia cantautorale nelle scuole, collaboriamo con artisti e personaggi mondiali come il poeta Younis Tawfik, il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, i detenuti del San Vittore per un progetto con la Fondazione Mike Bongiorno. Per esempio abbiamo scritto Tra Rose e Cielo con Younis Tawfik dedicato ai volontari, agli uomini di Pace. In Italia sento dir dalle radio network che il nostro prodotto non è in linea editoriale con la radio, mentre siamo arrivati sul canale iracheno cristiano Ishtar a Mosul (ora trasferito per la guerra dell’Isis).

L’anno prossimo saranno 20 anni dalla vittoria sanremese. Pensate di festeggiare?

Magari tornando sul luogo del delitto! In tutti questi anni abbiamo cercato di partecipare ancora alla gara, ma non siamo mai stati scelti… chissà perché?

Speriamo allora che Carlo Conti vi senta e vi inviti a Sanremo 2017!

Abbiamo delle canzoni molto belle. Vedremo. Sarebbe fantastico. Noi continuiamo ad ogni modo con la nostra attività live, stiamo girando le varie piazze italiane con uno spettacolo in cui raccontiamo a nostro modo le canzoni che hanno fatto la storia del festival, Sanremo Live Songs. La musica è la nostra vita!

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