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RADIOHEAD: “A MOON SHAPED POOL”, UN DISCO CHE SI ESPANDE – RECENSIONE

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di Stefano Zonca

Una cosa mi piace dei Radiohead, ed è che se ne fregano del music business. L’hanno sempre fatto, con la differenza che il pubblico ha sempre recepito cosa questa band esprime e racconta.

A MOON SHAPED POOL”, l’ultimo loro album, a mio parere è uno dei migliori lavori che hanno fatto dopo “OK COMPUTER”.
Atmosfere di  sospensione dal tempo e lo spazio. Forse un po’ tetre, m’immagino ambienti spaziosi e vuoti.

Il disco raccoglie melodie molto dolci e l’uso degli archi, con i vari trattamenti elettronici, danno un idea di cosa questo disco vuole comunicare. Secondo me le tracce “Burn the Wicht”, “Full Stop” e “Identikit” sono da ascoltare ad alto volume, oppure in cuffie, lasciandosi trasportare dalla melodia.

THOM YORKE, leader della band, sa rendere i pezzi vivi, carnali. E’ come se ci sussurrasse all’orecchio ciò che vuole dirci, stando al suo posto ma rendendo pungente il suo messaggio.

“A MOON SHAPED POOL”, come tutti i lavori dei RADIOHEAD, appartiene alla schiera degli album da smontare, annusare, vivere, fino a consumarlo – per chi ha la puntina che scorre sul vinile – perchè è un lavoro non immediato, ma che si espande giorno dopo giorno.

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Tracklist di “A MOON SHAPED POOL”:

1. Burn The Witch
2. Daydreaming
3. Decks Dark
4. Desert Island Disk
5. Ful Stop
6. Glass Eyes
7. Identikit
8. The Numbers
9. Present Tense
10. Tinker Tailor Soldier Sailor Rich Man Poor Man Beggar Man Thief
11. True Love Waits

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