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Fedez lascia la SIAE: una rondine che non fa primavera

di Mariafrancesca Mary Troisi

Faccio una piccola premessa per chi leggerà quest’articolo: parlare di diritto d’autore per chi ne mastica poco – in fondo sono solo un’(aspirante)autrice, cosa pretendete, suvvia! – è come addentrarsi in un’insidiosa giungla oscura.

Ma si sa, le sfide mi gasano. La curiosità verso quello che non so o che mi affascina è il motore che spinge le mie dita quando scrivo, e quindi eccomi qua a parlarvi di Fedez che dice bye bye alla Siae.

Come saprete, infatti, il rapper nazionale ha deciso di passare a Soundreef, scatenando una marea di commenti pro e contro. Chi lo santifica e ne fa un eroe; chi gli dà solo del venduto e venditore di fumo. Chi affonda ancora una volta, senza clemenza alcuna, il pugnale nel cuore della Siae, e chi difende la Siae anche a costo di nasconderne le magagne.
Perché la verità, signori miei, sta sempre nel mezzo. E anch’io che ne so poco l’ho capito.

Ho letto svariati commenti di persone che ne sanno più di me. Mi sono appuntata nella testa le loro riflessioni, le ho fatte mie, ci ho ragionato, ho assimilato quello che non sapevo, e ora ve ne rendo partecipi.

Fedez lascia la Siae, ma come lui poteva farlo chiunque, da tempo, iscrivendosi a una società estera.
E ora che l’ha fatto Soundreef sicuramente lo assisterà, ad esempio, se un suo brano sarà utilizzato – senza compenso.

Ma qualche domanda, anche se può sembrare banale, sorge spontanea:
E se Fedez ospitasse in un suo concerto artisti tutelati dalla Siae, “costringerà” chi organizza l’evento a pagare sia la Siae sia Soundfreef?
E se una radio straniera, tutelata da soundreef, passasse una canzone tutelata dalla SIAE?
Siamo sicuri che Soundreef – società privata – ci restituirà esattamente quello che dobbiamo ricevere come diritto d’autore?

Pare che tutto passi ancora per la Siae in Italy, nonostante il recepimento della direttiva europea Barnier, con cui si sancisce l’apertura del mercato dei diritti d’autore (ne ho parlato in un precedete articolo).

D’altro canto … Fedez fa semplicemente promozione galattica a Soundfreef? Molto probabilmente.

La Siae qualche peccatuccio certamente sulle spalle ce l’ha, è inutile negarlo. Ma è anche giusto dire che negli ultimi tempi si sta virando verso una sorta di cambiamento della società, cosa che pare di buon auspicio, grazie anche all’attuale “gestione” di Filippo Sugar che sta cercando, insieme ai suoi collaboratori, di snellire e modernizzare il tutto.

Perché poi quello che ci interessa veramente – a noi piccoli insignificanti aspiranti “qualchecosa”– è assicurarci quei pochi soldi che ci toccano, e vorremmo essere sicuri di avere una società forte alle spalle, che ci tuteli. Una società che sappia rispondere alle nostre richieste.

Se la Siae è vista come un mostro a tre teste, sarà che magari proprio bene bene non ha fatto in passato. Ma a demonizzarla voi ve la sentite? Noi no, io no. La Siae è un organismo che ci invidiano anche all’estero, una struttura organizzata in modo capillare sul territorio, che non ha sicuramente rivali e che difficilmente ne avrà in futuro.

Noi comunque siamo solo dei piccoli pesci; gli squali hanno già mangiato abbastanza.
Buon viaggio Fedez. Per uno – al tuo livello – è “facile” trovarsi bene anche tra gli squali.

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