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Lukas Graham: Welcome to his funeral – Dai suoi 7 anni fino al suo Funerale. RECENSIONE

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Voto Autore

di Adrien Viglierchio

Arrivano i Lukas Graham con il loro omonimo album e fanno subito la differenza.

Sembra quasi che questa band passi in sordina in Italia perché la gente non è più istruita nell’ascolto, non si cimenta più nella voglia di ricercare qualcosa più avanti del proprio naso e del proprio orticello. Cosa deleteria per tutto il paese che confido vivamente possa cambiare e tornare verso la riappropriazione della nostra Cultura unica al mondo.

Forse un gruppo italiano di grande talento potrebbe, dopo almeno un anno di lavoro forzato nella passione, nello studio e nella ricerca, arrivare a qualcosa di similare a questo bellissimo album di Lukas Graham e i suoi ragazzi.

Un disco prima di tutto suonato interamente e composto dall’intero gruppo, arrangiato minuziosamente con un Mix altrettanto bilanciato nei suoni e nella pulizia del risultato finale. La Voce, quella di Lukas, ha raggiunto una maturità armonica che può variare dall’Urban Voice, della sua comunità Hippie, all’interpretazione classica passando per note anche piuttosto alte senza per nulla perdere quella faccia da schiaffi che si ritrova.
Nel disco, in molte sequenze sonore, la duttilità vocale e interpretativa Lukas Graham sembrano addirittura proiettare l’ascoltatore all’interno di un Musical. Un Mix davvero riuscito per un ragazzo Danese che è venuto su a sani/malsani principi e valori che ci racconta proprio nello straordinario testo del suo primo capolavoro, 7 Years.

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RECENSIONE ALBUM

“7 Years” Ne abbiamo ampiamente parlato nel mioprecedente  articolo dedicato a questa piccola grande perla della musica, con un testo che attraversa i valori di un ragazzo che proietta la sua vita nel suo passato, presente e maturo futuro da uomo grato a tutto il suo accaduto, e lo fa con il giro di Piano incalzante che ormai ha dato un marchio alla riconoscibilità del pezzo, l’arrangiamento cresce con l’emozione e non stanca mai, il consiglio è sempre gustarselo col video davanti, la pelle d’oca arriva in tutti i casi. Ad oggi siamo a quasi 70 milioni di View su YouTube.

“Take the World by Storm” Dopo un inizio alla Seven Years passiamo a un brano che può diventare a tutti gli effetti una colonna sonora col suo “Oh Oh Oh Ouuh” che fa da protagonista al Mantra del pezzo e resta in testa come i controcanti, un viaggio di riscoperta, una pausa di respiro musicale nello Special e il finale canonico ma efficace, piacevole da sentire. “Prendo il mondo dalla Tempesta” ci dice Lukas. “Voglio abbattere i confini, Voglio salutare i miei nemici, Voglio vedere quello che non ho visto, Perché’ so che c’è più”.

“Mama Said” Altro singolo di successo, anche lui con milioni di View su YouTube, un brano che ricorda la felicità dei Musical stile “Annie” e precisamente il brano “It’s the Hard Knock Life” dove Lukas ci sta a pennello con la sua voglia di vivere. “La mamma mi ha detto che andava abbastanza bene”…il papà diceva lo stesso che erano bravi ragazzi e magari nessuno credeva a loro fino a quando erano tutti in piedi ad applaudire. Rifuguarsi dagli amici era la strada migliore, oggi i Lukas Graham possono raccontare il loro viaggio.

“Happy Home” Ecco un altro brano che entra nel cuore e che ripercorre i rapporti con la sua famiglia felice. Spesso menzionata nell’intero disco. Pezzo pubblicato già nell’Aprile 2015 e che tocca l’anima attraverso gli archi, il suo modo di incalzare la vocalità ricorda Ryan Tedder degli One Republic e la gran cassa ti sbatte dentro tutta l’emozione. Se il bravissimo coreografo Peparini si accorgerà di alcuni brani di Lukas non ci metterà molto a creare uno dei suoi capolavori danzati, diciamolo, unico Pilastro Vero che regge in piedi il suo Talent. Happy Home è incentrato sul fatto che Lukas ha avuto una famiglia felice, gli insegnamenti di suo nonno che gli ha fatto scoprire la poesia e dato che ha avuto un perfetto padre ora vuole essere il figlio perfetto, anche se si ascolta a volte, si sente solo comunque…ma sa che ha avuto un sacco di amore in una casa felice.

“Drunk in the Morning” Dalla Ballad alla ritmica, l’album è godibilissimo proprio perché altalena le dinamiche ritmiche e ci dona Ritmo e Respiro nelle dosi giuste. Questa la storia di una telefonata notturna alla sua donna dove alle 5 del mattino, assolutamente ubriaco lui chiama e si racconta, vuole essere ascoltato e farle un po’ di complimenti. Il Pianoforte di Kasper Daugaard è quasi sempre presente nel suo sound lounge blues che caratterizza soprattuto i brani con BPM veloci.

“Better Than Yourself (Criminal Mind, Pt 2)” Torna la pace e la commozione delle note notturne. Ed è proprio dalle prime note che sembriamo immergerci nella “Sonata al chiaro di Luna” di Beethoven, ma quando aspettiamo la voce pianistica della mano destra ecco che al suo posto arriva la voce di Lukas e scopriamo che la melodia è assolutamente nuova. Il pezzo rappresenta la seconda parte del brano “Criminal Mind” pubblicato nel 2012 con grande successo. Un brano struggente che sfoga tutto l’amicizia nei confronti di un suo caro amico che sembra stia scontando una pena. Lukas urla e interpreta la sua rabbia.

“Don’t You Worry ‘Bout Me” Parte l’anima Soul delle tastiere di Kasper e qui l’arrangiamento è coadiuvato dal bellissimo basso di Magnus “Magnùm” Larsson che ci trasporta in questo pezzo un po’ cantato e un po’ parlato che rasenta il ricordo al mood dei “Blood Sweat and Tears” che tanto mio padre mi ha fatto ascoltare e ancora oggi inneggia. “Non preoccuparti per me” dice Lukas a un suo amico, sono successe tante cose, ma sto Bene.

“What Happened to Perfect” La voce si trasforma nella delicatezza di un Will Young. Ma invece è sempre Lukas che si racconta in una ballad dove predomina la somma tra il basso e la grancassa di Mark “Lovestick” Falgren passando per l’innalzarsi di archi che arrivano a un inciso da super singolo. La struttura del pezzo è classica ma talmente bella da essere perfetta ed efficace con l’acuto finale a voce aperta che conclude il successo. Sempre un brano d’amore autobiografico

“Strip no More” Grancassa asciutta nella ritmica quasi alla “Grease” che evidenzia l’anima da Musical Performer di Lukas. Cori da Serial TV Britannica dal sapore R&B. Il Frontman è un attore cantante che sicuramente sul palco dal Vivo promette gran divertimento. Brano anch’esso pubblicato nel 2015 che parla di una Notte Pazza passata a veder strisciare sul palo da Lap Dance una bellissima ragazza ben più grande di età che lo porta in un privè, ricordo assolutamente vivido e lucido…tanto da farci un pezzo stuzzicante.

“You’re note There” Parte un altro brano in stile “Will Young”, la timbrica si atteggia proprio nel suo stile. Brano caratterizzato dalla tenuta dell’Organo anni 80 e qualche svisa elettrica di chitarra per mantenerci allenati all’ascolto. Ancora una volta il suo “Tu non ci sei” è una nostalgia nella vita di Lukas che manca all’appello nel mentre che ne scrive e ne canta. Forse si riferisce al padre quando canta “non ci sei a celebrare l’uomo che hai creato” e a noi piace pensare che questo orgoglio se lo sia davvero meritato.

“Funeral” Quando si parla di Funerali non può mancare il Soul dell’Anima. Ed eccolo qui, un brano voce e piano che celebra il finale di un disco davvero riuscito e fatto bene, un disco che concettualmente apre con un racconto da Bambino fino a completare la sua vitalità attraverso un ultimo saluto. Trovata stile “Amazing Grace” di Ellington che fa onore al ragazzo prodigio. Qui però siamo molto ma molto più allegri dato che lui stesso ci da un graditissimo “Welcome to my Funeral” con tanto di coro Gospel e sincopata finale di Kasper. Davvero gran classe per questa sua vita raccontata attraverso un disco che assolutamente mancava.

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Adrien Viglierchio
Mi occupo di Musica e di Medicina Alternativa Olistica da oltre 22 anni. Unire queste 2 grandi Discipline Insieme è stato lo scopo della mia Vita. Il Pianoforte in Conservatorio, gli studi di Canto, le Esperienze col Jazz per 3 anni, con la Lirica per 7 anni e col Musical in Europa nei 4 anni successivi, mi hanno portato a realizzare il mio Disco d’Esordio Etno Pop “Il Dodicesimo Pianeta” come autore e compositore, mansioni che svolgo tutt’ora per altri Artisti ed Eventi. Ho unito la mia scrittura inserendomi con “La Voce che Guarisce” nel libro Accademia di Canto dell’amica e collega Vocal Coach Danila Satragno, conducendo la rubrica radiofonica “Vibrazioni Musicali” per Radio Oltre Roma e partecipando come special guest all’evento “Lumiere” San Gimignano 2014 con la colonna sonora ufficiale del 12°mo Pianeta. Sempre alla ricerca di Nuove Sculture Sonore in grado di far Vibrare i Grandi, ma soprattutto i Piccoli…i Nuovi Piccoli che dovranno cambiare la Nuova Era. Il Futuro per me è la Musicoterapia…realizzata con Studio, Evoluzione e Consapevolezza.

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