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VALUTAZIONE FINALE DELLE CANZONI DEL 66mo FESTIVAL DI SANREMO

Voto Autore

di Giuseppe Santoro

A Festival concluso, posso dare le mie personali opinioni  sulle 20 canzoni dei big di Sanremo 2016. Quest’anno i brani interessanti non erano pochi, ma ci sono state anche delle eccezioni avvilenti.

Noemi – La borsa di una donna
Anche se molto simile come tema e come testo a “Nella borsa di una donna”, canzone di due anni fa del compianto Giorgio Faletti, questo è un brano che parla dell’universo femminile senza essere paraculo, racconta una storia e allo stesso tempo tante storie. Lo zampino della coppia Masini-Iammarino è evidente nella musica, con la voce intensa di Noemi che fa come al solito il suo dovere. Voto 7

Lorenzo Fragola – Infinite volte
Brutta senz’anima questa canzone, eseguita facendo il compitino e con la credibilità che può avere un ragazzo di vent’anni (Fragola è del 1995) quando canta di amori finiti. Dopo #fuori c’è il sole dell’estate scorsa, adesso nel testo possiamo leggere “brucia tutto nella testa, gela il sangue nelle vene”. Cambi climatici che non portano quella ventata di aria fresca che ci si poteva aspettare da una canzone scritta a cinque mani. Voto 4

Rocco Hunt – Wake up
Sicuro tormentone in radio, sinceramente Sanremo a parte, non la ascolterei nemmeno in preda ad allucinazioni da funghi. Ritornello che rimane in testa e poco di più. Il testo è d’impegno sociale e dice alcune cose interessanti e altre banali. Voto 5

Zero assoluto – Di me e di te
Pensavo peggio musicalmente. Questa canzone ha un bel ritmo e un sound convincente ma il testo non è all’altezza e fa troppo spesso a botte con la grammatica. Voto 5

Annalisa – Il diluvio universale
Canzone sorprendente soprattutto per il testo. Annalisa ha una bella presenza, una grande voce ma quando (come l’anno scorso) le canzoni gliele scrive Kekko tutto perde di valore. Quest’anno il contenuto della sua musica fa presagire un cambio di direzione, sotto a un diluvio dal quale piovono giù parole più mature. Voto 7

Debora Iurato e Giovanni Caccamo – Via da qui
Scritta da un Giuliano Sangiorgi molto ispirato, purtroppo non è cantata con l’intensità con la quale la canterebbe lui. I due artisti ci provano e la canzone rimane comunque bella tanto da raggiungere il podio, ma l’impressione è che non sia completamente adatta ad un duetto. Voto 6.5

Valerio Scanu – Finalmente Piove
Per cantarla servirebbe qualcuno di più carismatico. Scanu, che ha una bella voce, la interpreta in maniera troppo melodica e certi passaggi che dovrebbero rimanere non rimangono. Peccato perché il pezzo scritto da Fabrizio Moro merita. Voto 6.5

Stadio – Un giorno mi dirai
Loro sono bravi e da sempre Curreri scrive grande musica. La vittoria al Festival è stato il premio meritato per una carriera importante, che ha vissuto spesso all’ombra prima di Dalla e poi di Vasco. Questa canzone ha una musica e un arrangiamento ottimi ma come testo non mi convince completamente. Sarà che il tema “discorso del padre alla figlia” è stato trattato duemila volte e ormai è difficile scrivere qualcosa di originale, ma le parole sono importanti. Voto 6 alla canzone e 8 alla carriera

Morgan e i Bluvertigo – Semplicemente
Di semplice questo brano ha ben poco e l’interpretazione (troppo) afona di Morgan dal vivo, non ne aiuta la comprensione. Però è anche per questo che Semplicemente mi ha colpito, la voce sporca del leader unita all’arrangiamento e alla musica sofisticata, riescono a comunicare delle emozioni. Voto 7

Alessio Bernabei – Noi siamo infinito
Lui invece non mi comunica alcuna emozione e canta con una pronuncia strana, come se avesse studiato canto da qualche pastore sardo. Per questo non starò a perdere tanto tempo, anche perché ne ho già parlato nel precedente articolo. La musica è terribile, con un arrangiamento che cerca di imitare il bel pezzo di Nek dello scorso anno senza averne la scorza. Il testo è di una banalità sconcertante.
Oops ho perso troppo tempo. Voto 2

Elio e le storie tese – Vincere l’odio
Avranno pure vinto l’odio ma il primo posto per loro resta un tabù. Dovevano vincere già nel 1996(probabile truffa) e nel 2013. Quest’anno hanno portato al Festival un pezzo geniale composto da sette ritornelli che prende in giro il cliché dei brani classici sanremesi.
Chi osa e si diverte come loro merita tutti i premi non ufficiali del mondo. Poi c’è a chi piace Perdere l’amore e a chi Vincere l’odio. Voto 8

Patty Pravo – Cieli immensi
Bestemmio se dico che questa canzone è all’altezza dei grandi classici di colei che dopo Mina è l’artista donna ad aver venduto di più in Italia? Cieli immensi ha un ritornello da grande classico italiano degli anni 60-70 e un arrangiamento perfetto. Peccato che Patty spesso canti veramente male dal vivo. In compenso il carisma che porta sul palco lascia ammaliati. Voto 7.5

Neffa – Sogni e nostalgia
Non mi piace la canzone e non mi piace com’è cantata. Si parla di stile Celentano ma il molleggiato l’avrebbe trasformata in qualcosa di diverso. Neffa è bravo di solito a trovare melodie interessanti e orecchiabili, ma non è questo il caso. Vado ad ascoltare “Le ore piccole” del 2004. Voto 4

Francesca Michielin – Nessun grado di separazione
Quello che mi piace: come canta, come guarda la telecamera e l’umiltà con la quale si è presentata al Festival. Quello che non mi piace: la canzone (anche se rimane in testa).
Il secondo posto a Sanremo speriamo le dia più coraggio per osare. Voto 5.5

Clementino – Quando sarò lontano
Non è soltanto un rapper Clementino, ma un artista vero. Se dovessi giudicare le strofe di questa canzone direi che meritano un 7 ma il ritornello è banalissimo e si poteva trovare qualcosa di meglio. Lui tiene il palco bene e con la cover di Don Raffaè ha dimostrato di valere molto di più. Voto 6

Dolcenera – Ora o mai più (le cose cambiano)
La mia conterranea fa tutto da sola e lo fa bene. Questa è una bellissima canzone che non arriva immediatamente (tanto è vero che nel televoto è risultata la meno apprezzata) ma nella quale si può riconoscere uno stile blues che negli anni si è definito sempre di più. Il brano piace molto ai fans e alla critica. E a me.
Inconcepibile il penultimo posto? Non a Sanremo. Voto 7

Irene Fornaciari – Blu
Peccato che l’interpretazione di Irene non sia stata convincente in nessuna delle serate. Forse questa non è una canzone completamente adatta alle sue corde. Cantata dal padre (che secondo me ci ha messo lo zampino nella scrittura) sarebbe tutt’altra cosa. Sicuramente apprezzabile è aver portato un tema come l’immigrazione su un palcoscenico così importante. Voto 5.5

Enrico Ruggeri – Il primo amore non si scorda mai
Non so cosa voglia dire “vincitore morale”, ma se un senso questa definizione ce l’ha, penso che Enrico Ruggeri possa rappresentarla alla perfezione. Tutti dicevano bravo, bella canzone, che grinta! Ma poi non ha vinto. Si sa che i migliori raramente al Festival si piazzano nelle prime posizioni ma questo rock romantico del cantautore milanese meritava maggiore attenzione. A parer mio si tratta del brano più bello in assoluto tra i big. Voto 8

Dear Jack – Mezzo Respiro
Con un nuovo cantante la sostanza non cambia. Da giovani big del festival portano a Sanremo una canzone vecchia e che dice veramente poco. Voto 4

Arisa – Guardando il cielo 
Porta al Festival una canzone, scritta dal suo collaboratore di sempre Giuseppe Anastasi, che meritava sicuramente più attenzione soprattutto per il testo. Lei quando canta ha una comunicazione non comune ma questa volta non è arrivata come le altre volte. Voto 6.5

E adesso basta parlare di Sanremo.
Almeno per un anno.

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