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TERZA SERATA DEL 66mo FESTIVAL DI SANREMO

SANREMO 2016, IL RACCONTO DELLA TERZA SERATA

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di Emanuele Ambrosio

“Buonasera”. Così Carlo Conti apre la terza serata della 66ma edizione del Festival di Sanremo dedicata alle canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana.

Prima dell’omaggio alla musica del passato, Carlo Conti entra subito nel vivo della gara con la sfida tra gli ultimi quattro giovani in gara.

Si parte con Miele con “Mentre ti parlo” e Francesco Gabbani con “Amen”. Passa il turno col 53% delle preferenze Miele, ma….a sorpresa durante la serata il presentatore comunica un problema tecnico nelle votazioni.

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La sala stampa, infatti, non era riuscita ad esprimere il proprio voto perchè è saltato il sistema Wifi. Si torna così a votare: a passare il turno col 51% dei voti è Francesco Gabbani. Conti ci tiene a precisare: “Ci scusiamo, è stato un problema tecnico. Facciamo un applauso per Miele, cercheremo di farla cantare comunque domani sera”.

L’ultima sfida tra i giovani vede confrontarsi Michael Leonardi con “Rinascerei” e Mahmood con “Dimentica”. Passa il turno quest’ultimo complice un’esibizione una spanna sull’avversario.

I vincitori Francesco Gabbani e Mahmood si sfideranno durante la finalissima di questa sera, venerdì 12 Febbraio, con Chiara Dello Iacovo ed Ermal Meta.

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Pausa pubblicitaria e la 66ma edizione del Festival di Sanremo riprende con la teatralità di Marc Hollogne che regala al pubblico un momento di grande magia. Dal parterre Carlo Conti lo ringrazia per le emozioni e per la fantasiosa esibizione e ricorda gli ottimi ascolti della seconda serata con uno share del 49,91%.

Si parte con la serata di cover – nostalgia.  I 20 big, suddivisi in quattro gruppi, sono chiamati a sfidarsi sulle note di alcuni classici della musica italiana. A votarli per il 50% la sala stampa e per il restante il pubblico da casa con il televoto.

La prima ad esibirsi è la leonessa Noemi che ha scelto di confrontarsi con “Dedicato”, celebre brano di Loredana Bertè. Il paragone non sussiste, ma la voce graffiante c’è e si fa sentire.

Finalmente fanno il loro ingresso i “valletti” Madalina Ghenea e Gabriel Garko che ironizza sulle sue qualità da presentatore dicendo “mi apprezzereste di più come attore”. Si ritorna alla musica con i Dear Jack che omaggiano il Quartetto Cetra sulle note di “Un bacio a mezzanotte” e gli Zero Assoluto che propongono un classico di Actarus, “Goldrake”, in una inedita versione, a mo’ di ballad.

E’ il momento di Virginia Raffaele, vera mattatrice di questo Festival, che questa sera si trasforma in una riuscitissima Donatella Versace, scherzando su moda, chirurgia estetica e sui Pooh, super ospiti della serata.

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Chiudono il primo gruppo la coppia Deborah Iurato – Giovanni Caccamo con “Amore senza fine” di Pino Daniele.

La prima cover vincente è “Dedicato” interpretata da Noemi.

La gara prosegue con Patty Pravo che coverizza se stessa sulle note di “Tutt’al più”, celebre brano del 1970. Per l’occasione la propone in coppia col rapper Fred Di Palma in una versione rap – moderna che non ne scalfisce la bellezza senza tempo. Poi è il turno di Alessio Bernabei con “A mano a mano” di Riccardo Cocciante in coppia col duo Benji & Fede. Segue Dolcenera con “Amore Disperato” di Nada coverizzato in un’inedita versione dance. A chiudere il secondo gruppo è il rapper Clemetino con “Don Raffaè”, canzone di Fabrizio De Andrè che conquista la platea dell’Ariston vincendo nel suo gruppo.

Pausa pubblicitaria e si ritorna con la reunion dei Pooh al completo con Riccardo Fogli. Momento nostalgia con la band italiana che propone un medley dei loro più grandi successi: “Dammi solo un minuto”, “Noi due nel mondo e nell’anima”, “Piccola Katy”, “Pensiero”, “Chi fermerà la musica” e “Tanta voglia di lei”. Pubblico in delirio ed immancabile standing ovation a conferma del successo di un gruppo che ha segnato la storia della musica italiana e ancora oggi continua ad emozionare diverse generazioni.

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Milioni di dischi venduti, 11 anni ai vertici delle classifiche e 3000 concerti. Sono questi alcuni dei numeri da record dei Pooh che quest’anno hanno deciso di riunirsi per festeggiare 50 anni di carriera con il loro pubblico. “Il gruppo è come la famiglia, ti sta vicino, ti fa sentire la presenza e ti aiuta” ha detto Red Canzian facendo riferimento ad un periodo difficile della sua vita. Nonostante gli anni trascorsi l’entusiasmo per i prossimi impegni è alle stelle complice anche il ritorno di Riccardo Fogli accolto dagli altri come un grande fratello nonostante un’interruzione durata 43 anni. I Pooh al completo, infatti, sono attesi negli stadi di Milano, Roma e Messina, all’Arena di Verona e nei palasport italiani per il loro “arrivederci alla musica”. Previsti anche una serie di spettacoli televisivi tra cui l’evento dell’11 Marzo prossimo su Raiuno che ripercorrerà la loro storia.

Dopo il 31 Dicembre 2015 ognuno prenderà la sua strada, ma saremo amici per sempre. Una cosa è certa: la musica non l’abbandoneremo mai. La musica è vita, ma anche fantasia…” ha detto Roby Facchinetti prima di ricantare “Uomini Soli”, brano vincitore del Festival di Sanremo 1990.

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Riprende la gara “cover” tra i Big con Elio e Le Storie Tese sulle note di “Quinto Ripensamento”, versione italiana di Fifth of Beethoven. Rivisitazione che conferma ancora una volta la genialità del gruppo che per l’occasione richiama Sergio Antibotice ossia Rocco Tanica. Guest star di Elio, per la serata, è  Adrian Belew, ex chitarrista di David Bowie.

Ennesimo siparietto di Gabriel Garko che questa sera vuole a tutti i costi risultare simpatico, a cui spetta il compito di presentare Arisa con la splendida “Cuore”, celebre brano di Rita Pavone che l’interprete lucana impreziosisce con la sua voce. Impeccabile, si conferma la voce più bella di questo Festival.

A seguire Rocco Hunt che omaggia NiSa & Renato Carosone col classico “Tu vuò fa l’americano” facendo ballare e saltare in piedi la platea dell’Ariston. Chiude il gruppo Francesca Michielin con “Il mio canto libero” di Lucio Battisti. Forse una canzone troppo impegnativa per la sua giovane età, ma nonostante ciò la sua emozione è palpabile ed arriva.

Tra le quattro cover il pubblico da casa e la sala stampa premiano Rocco Hunt.

La serata “cover” prosegue con il terzo gruppo: Neffa canta un classico della canzone napoletana “O’ Sarracino”, sempre di NiSa & Carosone, rivisitato per l’occasione con la partecipazione dei The Bluebeaters, Valerio Scanu si confronta con un classico di Battisti, “Io vivrò senza te”, non bello nell’arrangiamento ma cantato benissimo. Chiudono il gruppo Irene Fornaciari con “Se perdo anche te” di Gianni Morandi e i Bluvertigo con “La lontananza” di Modugno. Entrambe le cover fanno rimpiangere le originali. A spuntarla in questo gruppo è Valerio Scanu.

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E’ il momento del terzo ospite della serata: l’atleta paralimpica Nicole Orlando entrata nella storia. Vincitrice di cinque medaglie ai mondiali in Sudafrica è stata citata durante il discorso di fine anno dal presidente Mattarella. La 22enne affetta dalla sindrome di down ha ricordato la sua canzone del Festival: “Angelo” di Francesco Renga dedicata alla nonna scomparsa.

Ultima tornata di cover in gara. Si parte con Lorenzo Fragola con il capolavoro “La donna cannone”. Un confronto difficile, difficilissimo con il grandissimo Francesco De Gregori.

Enrico Ruggeri va a pescare “’A Canzuncella”, brano de gli Alunni del Sole, complesso musicale nato alla fine degli anni settanta dai fratelli Paolo e Bruno Morelli, mentre Annalisa interpreta “America”, hit di Gianna Nannini del 1979. La cantante genovese si allontana moltissimo dal suo territorio, non convincendo, anche se canta benissimo.

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Gli ultimi ad esibirsi sono gli Stadio che cantano “La sera dei miracoli” di Lucio Dalla. Per un attimo la voce di Lucio torna sul palcoscenico dell’Ariston regalando il momento più emozionante della serata. Vincono Gli Stadio che dovranno sfidarsi con Noemi, Clementino, Rocco Hunt e Valerio Scanu.

Si riapre il televoto per il rush finale prima dell’arrivo dell’ ospite internazionale della serata: Hozier con la sette volte disco di platino “Take Me To Church”. Un brano divenuto un successo internazionale e manifesto della lotta contro l’omofobia, che non poteva capitare più a pennello in questo momento particolare in Italia, vista la discussione sui diritti civili in Parlamento.
Ovviamente anche Hozier, come quasi tutti gli artisti sanremesi e non anche in questa serata, ha “mostrato” qualcosa che riportasse all’Arcobaleno (lui sulla chitarra, un cuore di arcobaleno), come adesione all’iniziativa #SanremoArcobaleno pro Unioni Civili.

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Carlo Conti prima di salutare il pubblico comunica il vincitore della serata.

Nella sfida delle cover trionfano gli Stadio con “La sera dei miracoli” omaggio al grandissimo Lucio Dalla seguiti da Valerio Scanu, Clementino, Noemi e Rocco Hunt.

Appuntamento a questa sera con la quarta puntata del 66mo Festival della Canzone Italiana di Sanremo che entrerà nel vivo della gara con la proclamazione del vincitore della categoria “Nuove Proposte” e dei quattro big eliminati.

 

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