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SECONDA SERATA DEL 66mo FESTIVAL DI SANREMO

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di Corrado Salemi

Eccoci alla seconda serata del 66° Festival di Sanremo. Si parte con Carlo Conti da solo sul palco che annuncia, visibilmente soddisfatto, che la prima serata ha raggiunto uno share del 49,5% pari a 11 milioni di spettatori circa, quasi un italiano su due.

Anche ieri al fianco di Carlo Conti la bella Madalina Ghenea, che durante la serata cambierà ben tre abiti, l’attore Gabriel Garko che non riesce ancora a trovare un minimo di naturalezza, e una strepitosa Virginia Raffaele nei panni della divina Carla Fracci, interpretata con spumeggiante e frizzante verve.

Si parte subito con le sfide dei primi quattro giovani in gara.

La prima vede contro Chiara Dello Iacovo con Introverso e Cecile con N.E.G.R.A. Vince Chiara con il 64% dei voti, grazie ad un ritornello accattivante ad alla convincete performance vocale caratterizzata da una buona intonazione.

Nella seconda sfida si confrontano Irama con Cosa resterà e Ermal Meta con Odio le favole. La spunta Ermal con il 59% dei voti, complice il flusso sovrabbondante e incontenibile di parole in fuga del brano di Irama, che poco ha potuto contro il buon testo ed il ritornello ben funzionante del brano di Ermal.

Ben cinque gli ospiti di questa puntata, distribuiti in momenti differenti della serata: i primi ad esibirsi le Salut Salon, quartetto femminile di Amburgo formato da due violini, un violoncello ed un pianoforte. Bello lo show musicalmente molto valido ed allo stesso tempo ricco di ironia e comicità spiccatamente ginnica. Torneranno, con meno grinta, a fine serata.

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Ospite d’onore Eros Ramazzotti, sul palco di Sanremo dopo trentadue anni dal suo esordio nel 1984. Bello il meddley dei suoi successi: Terra Promessa, Una storia importante, Adesso tu e Più bella cosa. C’è spazio anche per l’ultimo singolo Rosa nata ieri tratta dal suo ultimo lavoro Perfetto. Ottima performance e grande professionalità. Standing ovation del pubblico del Teatro Ariston. Da aggiungere che anche Eros ha mostrato sul palco i nastrini colorati dell’iniziativa #SanremoArcobaleno, affermando sull’argomento: “I figli fanno una famiglia, qualunque essa sia“.

Intensa e piena di autentica commozione la partecipazione a Sanremo di Ezio Bosso, pianista e compositore di levatura internazionale. Disarmante il carisma e la capacità di entrare in sintonia col pubblico dimostrata, nonostante i segni evidenti della sua malattia. Presenta Following a bird dal suo disco The 12th Room: brano strumentale leggero e ipnotico, capace di crescere vertiginosamente in dinamica e ritmo (proprio come il volo degli uccelli) per poi richiudersi con ritrovata leggerezza, a sancire quel volo ormai perso e distante. “La musica ci insegna la cosa più importante che esista:ascoltare” e ancora “La musica, come la vita, la si può fare in un solo modo: insieme”. Grazie, davvero!

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Terzo ospite Ellie Goulding: forte dei 20 milioni dei singoli venduti e della vittoria ai Brit Awards, ha presentato i suoi brani Love Me Like You Do e Army estratti dall’album Delirium.

Quarto ospite l’attrice premio Oscar Nicole Kidman, bellissima ed impeccabilmente elegante. Degno di nota il suo riferimento agli “eroi” che vivono ogni giorno dietro le quinte con dedizione e passione spesso senza un premio o un riconoscimento. Molto toccante la risposta su cosa sia la serenità: “poter odorare, quanto torno a casa, il profumo dei miei figli”.

Ultimo ospite Nino Frassica, capace di proporre una comicità per tutti, semplice ma non scontata, geniale e sorprendete nella sua apparente banalità. C’è spazio anche per un brano recitato sulle morte di migranti in mare: lodevole il tema, ma forse troppo ovvia la scrittura.

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Torniamo alla gara: anche oggi dieci campioni.  Apre Dolcenera con Ora o mai più (le cose cambiamo). Un buon blues con un bell’attacco e un bel climax, magari già sentito in alcuni punti, ma capace di mettere in mostra la qualità del timbro e la precisione della cantante pugliese. Segue Clementino con Quando sono lontano: brano insignificante con un ritornello starnazzato dalla sua inqualificabile voce. Largo al fascino irresistibile di Patty Pravo che festeggia sul palco di Sanremo, caparbiamente in gara, i suo cinquant’anni di carriera. Il brano Cieli immensi è difficile all’ascolto ed è cantata con troppa personalità. Meglio sospendere il giudizio e riascoltare.

Quarto in gara Valerio Scanu con Finalmente piove: canzone di spessore, scritta da Fabrizio Moro. Forse il brano avrebbe avuto bisogno di un timbro meno pulito e più graffiato. Comunque la canzone è lontana dai canoni sanremesi, è di difficile struttura e che va sicuramente riascoltata, perchè non è certamente un brano “Easy”.
E’ il turno poi di Francesca Michielin: Nessun grado di separazione è una canzone meritevole, cantata però con fiato rotto e con troppa emozione da Francesca. Alessio Bernabei, in gara con Noi siamo infinito,  non convince affatto: la canzone si fa dimenticare subito, tranne le quattro misure prima del ritornello, le peggiori quattro misure del Festival.

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Elio e le Storie Tese, al loro terzo appuntamento con Sanremo, portano Vincere l’odio: brano spumeggiante, fatto di soli ritornelli, che fa il verso a molti successi del festival (anche nel titolo, antitesi di Perdere l’amore). Tecnicamente ineccepibili e stupefacenti, per una volta potevano forse resistere alla tentazione di stupire sempre tutti e tutto. Neffa, con Sogni e Nostalgia, ci trasporta in ambienti sonori vintage, finendo però per proporre qualcosa di già sentito tante volte (da Celentano), tra l’altro cantando anche male. Il ritornello è appena appena gradevole.

Penultimo campione in gara Annalisa: purtroppo l’unico neo si manifesta subito, con un attacco troppo simile ad un altro brano ben più noto. Peccato perché Il diluvio universale è un brano molto interessante, che si allontana dai brani più facili tipicamente affidati ad Annalisa. Inoltre cantato molto  molto bene. Chiudono gli Zero Assoluto con Di me e di te, brano che per loro è normale amministrazione, per quanto piacevolmente ritmato, e quindi né bello né brutto.

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Come Eros Ramazzotti, anche ieri sera molti artisti in gara e non solo (la sala stampa), hanno aderito alla campagna #SanremoArcobaleno, presentandosi sul palco con strisce di stoffe multicolore (Valerio Scanu, Dolcenera, Zero Assoluto), o disegni sulla mano (Annalisa), o braccialetti (Francesca Michielin, Patty Pravo), o cravattini (Beppe Vessicchio), o le giacche (Nino Frassica), o addirittura scenografie (Elio E Le Storie Tese), e tutto in favore delle unioni civili.

Alle 00:50 il verdetto provvisorio: bocciati e quindi in zona rossa Alessio Bernabei, Neffa, Dolcenera e Zero Assoluto.
Sul Dopo Festival, invece, meglio e di gran lunga sorvolare.

Comunque, il momento più alto della serata è stato quello della presenza sul palco del Maestro Ezio Bosso:

Ezio Bosso Sanremo 2016La musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme.Ezio Bosso

Pubblicato da Musica e poesie su Mercoledì 10 febbraio 2016

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