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martedì, Aprile 20, 2021

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Quando la MUSICA ferma il TEMPO – Ezio Bosso e l’INCANTO

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di Adrien Viglierchio

L’altra sera, in una piccola pausa del Festival di Sanremo, è arrivato un Signore in sedia a rotelle accompagnato da Carlo Conti vicino a uno Stainway Gran Coda, ed ha iniziato a parlare. Apparentemente un Uomo colpito dalla SLA che reagisce con la Musica utilizzandola come dovremmo e faremmo tutti, come una terapia. Ormai da anni seguo il divenire e le trasformazioni dell’essere umano attraverso la Musicoterapia, di certo un miracolo per il futuro.

Lui è il Maestro Ezio Bosso e non mi dilungo a spiegare il suo immenso percorso musicale compositivo perché ci vorrebbero pagine e pagine di contemporaneità della musica. Prima di essere colpito dalla malattia ha diretto e composto musiche per opere internazionali e oggi scrive per il balletto di Londra, dove vive tutt’oggi, appositamente per comporre le musiche del più grande corpo di ballo Mondiale.

Il teatro Ariston si ferma in religioso silenzio, perché lui dice che la Musica è magia grazie a una bacchetta magica, perché lui dice che la Musica si può fare solo in un modo soltanto: INSIEME.

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Il suo ultimo disco targato 2015 si intitola “The 12th Room” – la Dodicesima stanza (dentro me penso al mio Dodicesimo Pianeta e forse il mio Mondo interiore è assolutamente vicino al suo).

I suoi gesti accentuati dalla malattia e la sua mimica istrionica unita alla sua straordinaria immagine, che a tratti ricorda il Dandy Bryan Ferry, ci riportano a capire che il Gioco è molto più semplice di quanto pensiamo. Salta dalla sedia a rotelle a una posizione più faticosa, appoggiandosi allo sgabello del Grand Piano per spingere il pedale del Sustain e attaccare “Following the Birds”.

L’orchestra di Sanremo, unita al pubblico e agli spettatori da casa, comincia a buttare giù la saliva e far scendere qualche diamante dagli occhi…e dentro quello che si prova è esattamente quello che prova lui alzando gli occhi e il sorriso al cielo.

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Si Guardano e si seguono gli uccelli volare, con quelle note che dovranno far invidia a un ALLEVI personaggio, che questa sera ha da imparare qualcosa di nuovo per collegare ancora meglio il suo cuore pianistico. Siamo in visibilio nel sentire una composizione per balletto classico sul volo degli uccelli, suonato solo con le note alte, solo con un gioco di semplicità, seguendo l’insieme delle sensazioni e badate bene…non c’è nulla di scontato o preparato o sempliciotto, questo è il TEMPO che si è FERMATO.

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