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DAVID BOWIE – QUEL FILO SOSPESO NELL’ETERNITA’. FLASH MOB IN SUO RICORDO IN ITALIA

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Riuscire a vincere la morte è un’impresa impossibile, che sfiora il divino.
Eppure David Bowie, per tutti il Duca Bianco, è riuscito a vincerla, non lasciandosi cogliere da essa con lo sguardo fisso verso il basso, come ad aspettarla inerme. L’ha guardata negli occhi, invece, sfidandola, e facendolo nell’unico modo possibile. Con la vita. La vita di chi non si arrende, nonostante un destino segnato.

Come racconta Tony Visconti – amico fraterno di Bowie e produttore da sempre dell’artista, compreso dell’ultimo, l’album/ testamento Blackstar Bowie, una settimana prima di morire, lo aveva “video – chiamato” per esporgli un suo nuovo progetto. Un album per cui aveva già scritto e registrato cinque canzoni. Per questo voleva tornare in studio, per registrarle professionalmente.

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Sapeva da novembre che il cancro al fegato non gli avrebbe lasciato ancora molto tempo, ma non immaginava di doverci dire “addio” così presto.

Visconti racconta di aver scoperto della malattia circa un anno fa, quando Bowie entrò nello studio di registrazione senza capelli e sopracciglia:
Aveva appena fatto la chemioterapia e naturalmente chi era lì ha subito capito di cosa si trattava. Poi mi ha preso da parte e me l’ha detto: sentirlo parlare di un tumore al fegato mi ha tolto il respiro“.

Bowie scopre di avere un tumore nell’estate del 2014, e da subito decide di prendere la vita per i capelli, sfidando anche le sue paure, come quella dell’aereo, e portando così moglie e figlia a visitare Londra e i luoghi della sua infanzia. Al ritorno, completa la scrittura delle canzoni, e a fine 2014, inizia a registrare l’album.

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Intanto la chemioterapia concedeva la speranza di una remissione del tumore; illusione che svanisce quasi subito, poiché a novembre dello scorso anno Bowie scopre di avere metastasi ovunque.

Blackstar è già finito; quando Bowie mesi prima aggiunge i testi alle basi strumentali, Visconti capisce che sta scrivendo un album d’addio. Glielo dice, ricevendo per risposta una risata:
È stato coraggiosissimo, aveva un’energia incredibile e nessuna paura. Della malattia non parlava mai, ma sempre e solo del nuovo album“.

Ridere della morte e vivere la vita fino alla fine, concedendosi completamente al suo amore per la musica, è il l’ultimo atto di chi resterà sospeso in quel filo eterno che lo legherà a noi per sempre.
Un filo che non si spezzerà mai.

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L’artista ha scelto di andarsene in punta di piedi, come i più grandi uomini, decidendo di non voler alcun funerale. E’stato infatti cremato in gran segreto a N.Y., e nessuno, eccetto la famiglia, saprà dove è stato sepolto. David Bowie voleva infatti essere ricordato come Freddie Mercury, suo amico, per quanto fatto nella vita, e non diventare un monumento, fonte di pellegrinaggio degli ammiratori e curiosi.

Intanto il mondo non si rassegna ad aver perso il suo “starman”, continuando a rendergli omaggio, con malinconica rassegnazione, testimoniando la bellezza toccata nell’ascoltare e vedere uno degli artisti che più di tutti ha segnato la scena musicale degli ultimi 50 anni.

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Una costellazione a forma di fulmine: è questo uno dei tributi più appropriati per onorare la memoria di David. L’idea viene dalla stazione radio Studio Brussels, che ha chiesto agli astronomi belgi di individuare nel cielo notturno la forma del fulmine che il Duca bianco porta dipinto sul volto, sulla copertina dell’album Aladdin Sane, del 1973. La posizione della saetta in questo periodo, tra l’altro, è molto vicina a Marte, altro corpo celeste che ha ispirato Bowie, per uno dei suoi pezzi più celebri, come Life on Mars, collegandosi idealmente a una petizione in atto, dedicata all’artista.

Una petizione dal sito Change.org, rivolta all’International Astronomical Union (IAU), per dare a Marte il nome David Bowie; al momento ha oltre 3mila sostenitori: “Bowie ha ispirato milioni di persone con la sua musica, ponendo attenzione allo spazio e ai pianeti, portandoci a osservare le stelle e aprire la mente. E’ il più grande riconoscimento che possiamo dare a quest’uomo“.

Un tributo a Bowie è arrivato anche dal profilo Twitter ufficiale della Missione Kepler-K2 della Nasa, che ha il compito di individuare pianeti simili alla Terra:
Una ‘space oddity’ è passata davanti ai nostri occhi, era un frammento spaziale chiamato David Bowie. Grazie Starman, riposa in pace“.

Anche in Italia, a Roma, Milano, e Firenze, ci sono stati dei tributi al grande artista, convogliati nei flash mob delle 3 città, che hanno radunato centinaia di fans truccati come il Duca Bianco, a cantare in un unico grande coro le sue canzoni.
Perché è la musica il suo testamento più grande. Quel filo sospeso nell’eternità.

Di seguito la Foto Gallery  del Flash Mob in Memoria di David Bowie presso le colonne di San Lorenzo a Milano – Crediti Foto Beatrice Bellanti

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