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Le colonne stanno cadendo

di Davide Martello

Le ultime colonne portanti di quello che noi attualmente consideriamo come universo musicale stanno sparendo.

Le colonne non sono semplici campioni d’incassi, non sono solamente musicisti capaci e dalle carriere longeve, sono elementi fondanti della musica stessa, ispiratori, fautori di concetti, approcci e stili che hanno contribuito e ancora oggi contribuiscono alla crescita e all’evoluzione della musica per come noi la conosciamo.

Opere e “affronti” del passato, scelte a volte discutibili ma motivate e quasi mai sterili, hanno decretato e definito delle epoche musicali vere e proprie. Con il tempo e lo sviluppo del mercato dalle epoche siamo passati alle stagioni e dalle stagioni si è instaurato un meccanismo sempre più omogeneo dove il diverso è dovuto ad una ricerca e non un dato di fatto, l’originalità è studiata e preannunciata e non scoperta e definita.

Paradossalmente ciò che emerge e resta in alto, salvo quello che già lo era e mai cadrà, è dettato da leggi non scritte per cui si produce a tempo determinato e ben scandito dove si deve dire anche quando non si ha qualcosa da dire che valga la pena di essere detto. Il mercato è quantomeno imposto e una poca volontà da parte del “consumatore” di capire i propri interessi e di capire che essi possono spaziare in un campo ben più ampio di quello imposto, porta un’affermazione per cui si accetta ciò che viene definito come valido e non si perde tempo a cercare qualcosa per confutarlo.

Ed in tutto questo i pilastri portanti di un mondo appariscente e ricco di speranze stanno cadendo, uno dopo l’altro. Chi resta è noto, la vera domanda è: chi potrà prendere il loro posto? Chi ha lo spessore e per poterlo fare e soprattutto, anche avendolo, in un sistema come quello attuale dove la curiosità è in secondo piano, come possono riuscire a far anch’essi la storia?

Il genio di David Bowie, il testamento che ha lasciato e la cura che ha avuto per lasciarcelo con consapevolezza proprio in un periodo che con alta probabilità sarebbe stato vicino alla sua dipartita, rendono l’idea di come la musica sia stata La Vita per questo uomo e come questa vita sia stata ad essa dedicata sino all’ultimo momento, lasciando in noi oltre all’amaro in bocca un senso di stima ancor più forte che fanno di lui, se ancora non lo fosse, un vero immortale e una delle colonne più splendide che la musica abbia avuto nella sua storia contemporanea.

Il mondo della musica, oramai strettamente commerciale e potrei azzardare indottrinante, dove solo un settore e ciò che gli si avvicina sembra funzionare, che ha cancellato con con abili manovre la stessa curiosità del suo pubblico, riuscirà mai a tornare ad un suo periodo d’oro dove il nuovo veniva scoperto, seguito, sicuramente sfruttato ma ancora libero di avere una possibilità ?

Tra 50 anni avremo delle colonne al pari di queste o saranno delle copie sbiadite dove “si dice abbiano fatto la storia” senza in realtà aver fatto nulla fuori dall’altrui copione che semplicemente interpretano? E’ come con lo scioglimento dei ghiacciai: riusciremo a salvarci prima della ormai già scritta conseguenza? Francamente, non ho parole. Letteralmente. Se non un senso di ansia al solo pensare che il 2015 (e ora questo inizio 2016) ha portato via per sempre persone, pensieri, musiche che sono nate, cresciute per far si che la musica stessa potesse vivere più a lungo.

Le colonne stanno cadendo, una dopo l’altra. Quando cadranno tutte, apriremo gli occhi. Forse.

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