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UN ANNO SENZA PINO DANIELE

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Un anno fa, nella notte tra il 4 e il 5 gennaio, Pino Daniele ci lasciava, stroncato dal suo cuore “pazz“, come quello del suo amico Massimo (Troisi), altro “grande” pezzo di Napoli (e non solo).

Il ricordo della sua scomparsa è ancora vivo, come quello di un parente, un amico un po’ più grande di te.
Uno che ti può insegnare tutto “pure da lontano“.
E’ qualcosa che non può capire chi non ha mai avuto Pino “dentro”.

Pino era Napoli sì, ma era la mia terra, tutta.
Il primo artista che ho “imparato” ad amare.
A casa mia, da bambina, avevo preso a imparare a memoria le parole delle canzoni di Pino e a memoria le battute dei film di Massimo (Troisi). Li vivevo senza riuscire a separarli l’uno dall’altro (anche se Massimo già non c’era più).
E inseparabili lo sono stati davvero, lavorando tante volte insieme, firmando pagine di musica e cinema che resteranno nella storia.

La musica di Pino era la colonna sonora delle nostre giornate. Anche i miei nonni, cresciuti con la musica classica napoletana, avevano imparato ad amare quella di chi aveva portato un guizzo di “nuovo” nella tradizione della sua Napoli e della musica in generale. Diventando tradizione a sua volta. Diventando Storia. Quella che si scrive con le dite stanche, ma che continuano a dar vita (a una chitarra), come solo Pino sapeva fare.

Oggi non solo Napoli ricorda il suo “nero a meta’“.
Un amore ricambiato, e come tutti i grandi amori vissuto anche “da lontano”. Perché i grandi amori non si spengono con la distanza.
Col tempo che scappa via, velocemente.
Ci lasciano invece un ricordo indelebile.
Un ricordo che non sarà mai passato.
Perché Pino è il presente e il futuro. Non solo della mia terra.

Dall’album “Nero a metà”, una delle canzoni che più amo di Pino Daniele.
Perché oggi chiove ancora…

[youtube id=”GR210yf43nc”]

P.S. Rai2, stasera, con “Unici”, ricorda Pino Daniele.

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