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martedì, Gennaio 18, 2022

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Il produttore siciliano Daniele Grasso risponde a Roberto Vecchioni

Oggi nella rubrica “Scritto da Voi” – in cui inseriamo i migliori scritti in giro nel web – abbiamo scelto un un “post- lettera aperta” di un bravissimo produttore musicale siciliano, Daniele Grasso, in risposta alle recenti esternazioni sulla Sicilia di Roberto Vecchioni.

Di seguito quanto scritto:

di Daniele Grasso

Problemi di salute in famiglia mi hanno fatto soprassedere dal commentare prima queste e altrui dichiarazioni. Ora ho un attimo e vorrei permettermi, con tutto il garbo di cui son capace, di discutere questi fatti e i commenti come questo qua sopra. Cercherò di farlo il più velocemente possibile in modo da essere leggibile.

Personalmente trovo disdicevole il modo in cui un’artista, o un intellettuale, o un pensatore, pubblicamente conosciuto, decida di analizzare una questione e apostrofare, generalizzando su un luogo e su di un popolo.
Poi viene la marea dei consensi a tali esternazioni, fra i quali quelli della signora Rizza.

Mi salgono alla mente alcuni quesiti che, sempre rapidamente, vorrei qui porre a chi dovesse essere interessato.

Cos’è che rende, all’interno del fatiscente sistema paese, le mancanze della Sicilia maggiori di quelle di qualunque altra regione, città, paese d’Italia?

Cos’è che rende, che so, lo scandalo miliardario del Mose a Venezia meno grave di uno siciliano?

Cosa fa degli imprenditori che la notte del terremoto a l’Aquila ridevano pensando ai profitti futuri, dei galantuomini, rispetto alle magagne siciliane?

Cos’è che rende l’ascesa di mister B e del suo sistema intorno (che certo esclusivo prodotto siciliano non è) con il passaggio dai sacchi edilizi delle varie Milano 2, 3 etc, meno grave del sacco di Bagheria?

Com’è che gli scandali ripetuti di Expo, di mafia capitale, e chi più ne ha più ne metta, sono cosa da poco rispetto a quelli siciliani?

E quanto seri e rispettosi delle regole sono stati i dirigenti della Thyssen (mi pare non siciliani) e in una città che non era certo Calascibetta ma Torino?

E che dire degli Inchini di Navi che affondano e uccidono, colpa certo dei capitani, ma certo con qualche conoscenza da parte delle ditte armatrici che non mi pare di ricordare siciliane.

Non continuo perchè immagino si sia capito. Non sto nemmeno a ricordare perchè storicamente noi si parta ad handicap, col cappello a mano e il senso di colpa innato.

Qui vorrei concludere chiedendo non solo alla signora (anche per sapere la sua di scelta) ma allargando a tutti quelli che pensano che qui sia solo tutto una merd*, delle tre scelte possibili:

1) andarsene subito
2) restare facendo del proprio meglio dando l’esempio nel proprio ambito
3) diventare un “eroe” combattente di tutte le sconcezze (che si attribuiscono a tutti ma comunque sempre altri) perchè si sceglie la quarta via, quella del restare e lamentarsi incensando ad ogni piè sospinto chi qui viene “poeticamente” a ricordarci quanto siamo merda?

Scusate la lungaggine, e vi prego non è voglia di polemizzare.
La mia non è altro che l’esporre una serie di dubbi, di considerazioni che queste situazioni mi fan venire in mente.

Grazie

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