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RECENSIONE: Concerto dei Deep Purple a Padova

Grande concerto l'altra sera a Padova dei sempre giovani Deep Purple, leggenda del rock d'altri tempi.

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di Marco Fioravanti

Avevamo già annunciato questo importante concerto in un articolo precedente, e alle 21.30 in punto di Venerdì 30 ottobre Ian Gillan e soci arrivano il palco della Kioene Arena di Padova, dando il via a quasi due ore di puro e sano hard rock vecchio stile, senza più strafare dati i limiti di età, ma creando una perfetta armonia di suoni e luci tipiche dei ruggenti anni ’60 e ’70.

Una piccola considerazione bisogna farla, parliamo di una band in vita da 47 anni e con i loro 100 milioni di dischi venduti, spiega forse ancora la loro voglia di tour e dischi che con gli anni non  è mai svanita. La quintessenza del rock’n’roll, i padri, insieme a Led Zeppelin e Black Sabbath, dell’Hard Rock e di tutte quelle divulgazioni che ne sono state prodotte. Padova rende onore ai Deep Purple.

La bravura della band britannica sta nel proporre i pezzi nuovi del disco uscito due anni fa, “Now What?!”, dove ad aprire il concerto troviamo proprio “Après vous”, e già dall’inizio si capisce che a fare da padrone del concerto sarà più la parte strumentale che la stupenda voce di Ian Gillan.

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Pezzo dopo pezzo viene lasciato molto spazio agli assoli dei vari componenti della band, Steve Morse alla chitarra è più di una conferma solida del sound della band e vedere Ian Paice alle prese con un chiassoso assolo di batteria al totale buio dell’Arena fa soltanto che bene. Dopo le più che ottime “Into the storm”, “Hard Lovin man” e “Vincent Price” arriva uno dei tanti classici della band, la stupenda “Strange Kind of Woman”.

Senza mai fermarsi per un attimo arriva la strumentale “The Well dresser guitar” e l’inedito “Got my hip boots”e via via arrivano anche i classici “The Mule” e “Picture of home”. Finale ad alto contenuto nostalgico, l’immortale “Smoke on the water”, “Hush” e “Black Night” roba da veri rockers. Da non trascurare “Wring thath neck”, pubblicata nel 1968 da “The Book of Taliesyn” che Gillan non cantava da 6 anni.

Prestazione più che brillante per una delle band che ha fatto la storia del rock. Non è facile arrivare dove sono arrivati loro ed avere ancora la voglia di divertirsi sul palco come dei “fottuti ragazzini”. Il rock mantiene giovani!

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Scaletta Deep Purple Palafabris Padova 30-10-2015

Après Vous
Demon’s Eye
Hard Lovin’ Man
Strange Kind of Woman
Vincent Price
Contact Lost
Uncommon Man
The Well-Dressed Guitar
The Mule
Ain’t No More Cane on the Brazos
Got My Hip Boots On
Wring That Neck
Mary Long
Hell to Pay
Pictures of Home
Space Truckin’
Smoke on the Water


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