Home Musica RUFUS WAINWRIGHT HA PUBBLICATO LA SUA PRIMA OPERA LIRICA, “PRIMA DONNA”

RUFUS WAINWRIGHT HA PUBBLICATO LA SUA PRIMA OPERA LIRICA, “PRIMA DONNA”

Dopo varie peripezie e una lunga gestazione, è stata incisa, con la BBC Symphony Orchestra, la prima opera lirica di Rufus Wainwright, "Prima Donna", presentata lo scorso 16 settembre ad Atene, presso il Teatro Odeon di Erode Attico, nell’ambito dell’Athens Democracy Forum.

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di Adrien Viglierchio e Mela Giannini

Il bravissimo cantautore americano – e altrettanto bravissimo pianista – Rufus Wainwright ha sicuramente dato inizio ad una “nuova era” della sua carriera, quella da compositore d’opera.

Lui non ha mai fatto mistero di questa sua vocazione per l’opera, spinto soprattutto dalla sua passione per Verdi e Puccini.

Nel 2009 l’artista presentò, nei teatri, la sua prima opera dal titolo “Prima donna“, un’opera incentrata sulla figura di Régine Saint Laurenin (nome ispirato al soprano francese Régine Crespin e al locale di travestiti di Montréal Sain-Laurent Boulevard), un personaggio inventato, una diva della lirica che medita di tornare sui palchi.

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VIDEO – Prima Donna (Making of Part1)

Il sogno di Rufus, successivamente, è stato quello di poter incidere l’opera. Primo scoglio da superare: raccogliere fondi.
E per questo il cantautore ha aperto campagne di crowdfunding, riuscendo a centrare l’obbiettivo.

Per cui, l’opera, dopo varie peripezie e una lunga gestazione, è stata incisa con l’apporto dalla BBC Symphony Orchestra diretta da Jayce Ogren, con il soprano Janis Kelly (nel ruolo della protagonista), e l’11 settembre è stata pubblicata dalla Deutsche Grammophon, etichetta discografica tedesca specializzata nella produzione di dischi di musica classica.

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VIDEO – Prima Donna (Making of Part2)

In merito al personaggio principale, Régine Saint Laurenin, durante una recente intervista a repubblica.it Rufus ha dichiarato che: “In Régine c’è molto di mia madre e di me. Mi è venuta l’idea guardando una vecchia intervista di Lord Harewood (a Maria Callas) in TV, ma non ho voluto scrivere un’opera sulla Callas anche se rimane una presenza costante, soprattutto in momenti speciali come lo scorso 16 settembre ad Atene: ‘Prima donna’ è andata in scena il giorno della sua morte (1977), una coincidenza sinistra e romantica“.

Rufus Wainwright propose tempo fa all’artista Francesco Vezzoli di realizzare un lavoro insieme. Da quella proposta è nato il progetto “Prima donna”. A Symphonic Visual Concert, un’opera «totale» che, come detto su nell’intervista, è stata presentata lo scorso 15-16 settembre ad Atene, presso il Teatro Odeon di Erode Attico (nell’ambito dell’Athens Democracy Forum).

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VIDEO – Prima Donna (Making of Part3)

Vezzoli ha girato e diretto un intero film, un mediometraggio di circa 30 minuti, creato appositamente per essere proiettato solo insieme al concerto dal vivo di Wainwright, in uno stretto dialogo tra il momento musicale e quello visivo. Idee di contemporaneità finalmente realizzate per proporre l’arte in multidimensione.

In Prima donna Vezzoli si misura, come già fatto in passato, con alcuni artifici filmici decostruendoli, e rimandi espliciti alla storia del cinema (Fassbinder, Visconti, Leone) vengono inseriti in una trama anti-cinematografica. Il film evoca la vicenda di Maria Callas, paradigma della diva per eccellenza. Ad interpretarla è Cindy Sherman (Glen Ridge, New Jersy, 1954), bravissima, quasi impressionante per le sue doti di maschere teatrali ed interpretative, una personalità diventata celebre per i cicli fotografici dove ha cancellato la sua identità sottoponendosi a ininterrotti travestimenti e mascherate: rivisitazioni dell’arte del Rinascimento, stereotipi femminili, clown.

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Nel film Vezzoli si interroga su vanitas e egotismo (il bisogno dell’artista di esibire se stesso) mettendo in scena il resoconto melodrammatico di un declino.

Per concludere si ricorda che Rufus Wainwright  sarà prossimamente il primo ospite della rassegna “Barezzi Festival” il 6 Novembre al Teatro Regio di Parma.

Questo festival, come già scritto in un precedente articolo, è dedicato e s’ispira alla figura di Antonio Barezzi, piccolo produttore di alcolici di Busseto che intravide il talento del giovanissimo Giuseppe Verdi e ne finanziò la formazione e gli studi. L’evocazione della figura di Barezzi intende fornire e continuamente riscoprire un modello di mecenatismo illuminato da diffondere e provare ad emulare, che nella realtà quotidiana è praticamente scomparsa.

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Quindi il festival nasce con lo scopo di promuovere la musica di qualità, costituendo un punto di incontro tra l’Opera e la musica classica in generale e la contemporaneità. Per portare avanti il filo rosso di questa unione, vero e proprio tratto distintivo del Barezzi, tutti gli artisti ospiti sono invitati a interpretare liberamente un brano del repertorio verdiano, secondo il loro stile, cosa che farà ovviamente anche Rufus Wainwright, che come già detto, è sempre stato affascinato, tra le altre, da Giuseppe Verdi.

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