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VITA DA FAN: lasciate ogni speranza, voi che lo diventate!

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Concerti, radio, firma – copie, show tv, la vita del fan è assai dura.
Eh già, perché il vero fan (quello certificato DOC per intenderci), mica sta lì a pettinare le bambole.

Lasciate ogni speranza voi che lo diventate (fan). E che è? L’inferno dantesco? Peggio, molto peggio!

Il vero fan, tanto per cominciare, ha infatti doti che voi nemmeno potete immaginare. Prima tra tutte: la pazienza!
Eh già, vi sembra facile dover aspettare settimane, mesi, o anche anni, per avere notizie del proprio “idolo”? (Termine che non mi piace usare, ma lo faccio mio per semplificare).
E quando le notizie non arrivano, è uno struggersi continuo. Uscirà il singolo? Lo farà sto concerto? Andrà in tv? Magnerà? Dormirà? (E altre funzioni vitali che tralascio).

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Quando poi si hanno finalmente le notizie (hallelujah hallelujah), subentra immediatamente l’altra dote del fan DOC, ossia lo “scatto da centometrista “ per aggiudicarsi la notizia in pole position, e sbandierarla sul proprio stato FB con tanto di cuoricini ad abbellire il tutto, facendo rosicare chi la notizia viene a saperla qualche ora dopo. I dilettanti insomma.

Finalmente la vita del fan DOC inizia ad avere un senso. L’idolo sta tornando.

Il vero fan DOC poi, è quasi sempre iscritto anche al fc (Fan club) dell’artista che segue, e per il fc di un artista, spesso ci sono degli eventi riservati solo ai soci, tipo il meeting, dove vengono presentate le canzoni in anteprima. E anche se il meet capitasse sulla luna, il vero fan comprerà la sua navicella spaziale e … tanti saluti a tutti! Non lo ferma nessuno!
Dalla luna è tutto, linea a voi che state sulla terra, cari fan – dilettanti!”. (Per la serie: faje venì il rosicamento a sti poracci!)

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Poi seguono i firma – copie (per chi li fa) o le interviste alle radio, per promuovere il nuovo album.
Ho visto cose che voi umani …
Dovete sapere, infatti, che a questi eventi hai la possibilità di incontrare l’artista che segui. E che fai? Non ci vai? Ma non scherziamo!

Ed eccoli là la mattina, improfumati e pettinati con gran cura (si fa per dire, c’è chi arriva, per esempio alla radio, sempre non esattamente “tirata a lucido”), a sfidare qualsiasi condizione climatica, fare file chilometriche, e aspettare ore, con la speranza di un selfie e/o un autografo.

Durante queste ore s’iniziano a buttare occhiate malevole a chi hai attorno, perché, soprattutto per le interviste alle radio, più persone ci sono, meno possibilità si ha di arrivare al proprio artista del cuore. E pensano: ”Pure qua è venuta/o questa/o?”, sperando mentalmente che le/gli venga un attacco di … dissenteria, e abbandoni il campo.
Oh questa è una guerra, non si guarda mica in faccia a nessuno!

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Ma se va tutto bene, e si riesce ad abbracciare il proprio idolo per qualche minuto, e nei casi più fortunati, quando ci sono veramente pochissime persone, a chiacchierarci (dicasi fortuna, o quell’altro termine che immaginate che inizia con “c”!), le ore che si è passato sotto il sole o sotto la pioggia, assumono un senso. It makes your day!

Provate poi a parlare male a un fan del suo idolo! Lo giustificherà e difenderà anche quando non è da difendere. Perché tu (fan) potrai anche pensare che ha fatto una cavolata, ma puoi pensarlo e dirlo solo tu. Dagli altri, no, non lo accetti!

E non parliamo di quando qualcuno riconosce che il suo idolo è davvero bravo/a. Gli si gonfia il petto d’orgoglio, manco parlassero di se. Mentalmente però pensano: ”Mò se ne sono accorti questi?”, con fare altezzoso, misto a disprezzo. Tu è dall’inizio della carriera che lo sai. So dilettanti pure questi.
Per questi tizi che hanno avuto l’illuminazione tardiva … per noi è NO!” (col segno alla Xfactor).

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Il vero fan conosce ovviamente a memoria ogni particolare dell’artista (che ve lo dico a fare?), le sue canzoni (gliele suggerisce lui al cantante se si dovesse dimenticà, stile gobbo, insomma), anche quelle meno famose, che tra un po’ neanche l’artista si ricorda di aver scritto/cantato. Il vero fan non si perde mai una sua intervista, intervento tv. Non sia mai.
E poi se ne discute per ore. No anzi, scusate, non per ore, per giorni, settimane…mesi.
Metti che ti è sfuggito quel piccolissimo particolare? “E non è un piccolo particolare …” (lo diceva pure la Ferreri!)

Escono finalmente le date dei concerti, e anche qui il fan DOC, allenato a … “al mio segnale scatenate l’inferno!”. Si butta su ticketone e … viaaaa, ad aggiudicarsi i posti migliori per le date che preferisce. Talvolta però i biglietti finiscono troppo in fretta anche per il fan DOC; arriva allora la speranza – altra dote del fan, mista alla disperazione – di trovare il ”salvatore” che gli venda il biglietto.

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Tempo di concerti.
Qui il fan(NISSIMO) che fa? Ma ovvio! O dorme fuori dallo stadio/palazzetto, o va lì all’alba. COME MINIMO. La prima fila va conquistata con le unghie e con i denti (poi non dite che non è quasi un lavoro quello del fan). Pioggia, caldo, freddo, vento. Non si muove da lì. La prima fila va difesa a costo della vita.

Quindi penserete … allora non c’è solidarietà tra fans?
Certo che c’è. Quando non ci sono i firma – copie, le radio, i concerti, la tv … insomma quando l’artista “va in letargo”, so tutti amici. Poi …

Per il vero fan l’ amico è colui che ti tiene il posto in transenna accanto a lui: chi trova un amico in transenna, trova un tesoro.
Ma voi … che ne sapete!?

Tratto da storie vere.

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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