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Con “29 Settembre” l’Equipe 84 portarono in Italia la psichedelia

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di Athos Enrile

Vale la pena ricordare che il 29 settembre è un giorno che riporta alle origini di certa  musica italiana, quella che, a metà anni ’60, afferrava i profumi del beat e dei suoni d’oltremanica e li trasponeva nel Made in Italy sonoro, con tanto di nobile brand appiccicato, in questo caso quello di Mogol e Battisti.

Il 29 settembre coincide anche con la nascita di Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani – la par condicio è d’obbligo –  a loro modo artisti, tra il comico e il tragico, ma questa è un’altra storia.

E’ il mese di marzo del 1967 quando la radio incomincia a diffondere il brano cantato dall’Equipe 84, “29 settembre”, un 45 giri pubblicato dalla Dischi Ricordi che proponeva, sul side B, “È dall’amore che nasce l’uomo”.

A posteriori è stato definito anticipatore, in Italia, della psichedelia, termine associato in quegli anni alla cultura hippie e a tutti quei risvolti che, oltre alla musica, facevano riferimento alla moda, all’arte, al cinema, con una buona spinta ricevuta da sostanze divenute successivamente illecite. La California rappresenta il punto di partenza, luogo dove gli esperimenti e la vita in piena comunione passano attraverso la musica dei Grateful Dead, dei The Doors, e le pazzie di Charles Manson e la sua setta.

Dovendo evidenziare in poche parole il genere musicale, si può affermare che il capolavoro riconosciuto – ma successivo a “29 settembre”, rilasciato tre mesi prima –  è considerato Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, e che in Inghilterra il più grande gruppo psichedelico fu quello dei Pink Floyd.

29 settembre” racconta la storia di un tradimento, fatto tutto sommato banale, ma la forza innovatrice risiede nella costruzione musicale, con quell’iniziale riff di chitarra, semplice e ipnotico, che trova come sottofondo le parole dello speaker radiofonico che annuncia l’inizio del Giornale Radio.

Fu un grande successo, di pubblico e di vendite, e successivamente l’Equipe 84 realizzò la versione inglese, 29th September, e anche se la pronuncia di un giovanissimo Maurizio Vandelli appare approssimativa, resta l’atto, in controtendenza rispetto al continuo saccheggio di brani stranieri, come era di moda in quei giorni, in Italia.

Anche Lucio Battisti reinterpretò la canzone nel 1969, che inserì nel suo primo album, “Lucio Battisti”.

Interessantissimo il reperto storico a seguire, relativo alla trasmissione “Per Voi Giovani”, del 1971, dove i giovani Paolo Giaccio, Lucio Battisti e Mogol, interagiscono e parlano del brano.

[youtube id=”0q9jrh6mMyA”]

 

A proposito del rapporto umano con Lucio, Maurizio Vandelli mi ha raccontato:
Eravamo molto amici nei primi tempi! Stavamo molto insieme, avevamo il gusto della battuta, dell’ironia, della musica! Firmavamo ogni muro della RICORDI in via Berchet così: Lusti Batticio e Maurelli Vandizio! Il resto… è troppo difficile e lungo da raccontare!

 

E questa è la versione dell’Equipe 84:

[youtube id=”vGCA-320cbM”]

 

Per la cronaca l’Equipe 84 era composta da:

Maurizio Vandelli: voce solista, chitarra, tastiere
Victor Sogliani: voce, basso
Alfio Cantarella: batteria
Franco Ceccarelli: voce, chitarra
Patrizio Janniello: basso

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