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“Sei quel che sei”… #rompiamoilsilenzio

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di Blumarin
Anche noi vogliamo rompere il silenzio!

Con l’hashtag #rompiamoilsilenzio Mika risponde a chi vigliaccamente lo ha insultato scarabocchiando volgarmente i suoi manifesti riguardanti la tappa del suo tour a Firenze.

In un certo qual senso è anche un bene che questo insulto sia “toccato” ad un personaggio noto dello spessore di Mika perché almeno abbiamo avuto l’effetto di alzare un po’ tutti gli occhi su quanto odio e discriminazione c’è ancora oggi nel nostro paese.

E la domanda che mi pongo è proprio questa: ma perché l’omosessualità genera nelle persone ancora così tanto odio e fastidio?

Voi direte. Ma tu che sei una semplice fan, tra l’altro neanche di Mika, perché oggi parli di questo?

Perché credo che sia un tema che riguardi un po’ tutti noi, perché sono stanca di vivere in un paese dove i “diritti” sono “conquiste”, perché trovo assurdo che si possa giudicare una persona dal colore della pelle, dall’orientamento sessuale o dall’orientamento religioso.

Tutte le forme di intolleranza hanno in comune il voler discriminare un altro perché diverso in qualche cosa.

Se analizziamo la questione ognuno di noi potrebbe essere discriminato per mille motivi perché ciascuno di noi è unico e irripetibile. E chi suddivide le persone per categoria senza guardare la totalità dell’essere mira solo ad un livellamento della personalità altrui per aumentare il proprio potere e poter così controllare il prossimo. Ma perché alcuni hanno questa necessità di “controllare” gli altri?

Perché hanno paura! Hanno paura della diversità perché la persona che riteniamo “diversa” costringe il nostro “io” ad interrogarsi e quello che ci fa paura non è tanto l’altro ma le risposte che potremmo trovare dentro di noi. Fondamentalmente “aggredendo” l’altro che riteniamo “diverso” scappiamo da “noi stessi” per paura di trovare in noi qualcosa che ci spaventa.

Gli intolleranti di solito credono che la “loro verità” sia una verità assoluta, hanno paura di confrontarsi, hanno paura di perdere “il controllo” della situazione, sono insicuri, temono una “destabilizzazione interiore” e hanno paura di perdere il loro potere. Le persone intolleranti, inoltre, sono egocentriche, narcisiste ed egoiste e vivono un senso di onnipotenza.

Al contrario quelli che hanno la capacità di accettare la “diversità”, qualunque essa sia, hanno rispetto per le idee altrui, hanno una mentalità aperta, tendono all’altruismo, sono capaci di relazionarsi con gli altri. Le persone “tolleranti” sanno immedesimarsi nell’altro e sentire le emozioni di un altro ma, cosa più importante, non hanno paura di sentire “in sé stessi” una diversità che si scontra con il mondo esteriore.

Fatta questa breve “analisi” mi viene da pensare che forse è giunto il momento di insegnare ai bambini che l’omosessualità non è una malattia, che non è una scelta o una moda, che non si può pretendere da una persona di essere diversa da quella che è. Bisognerebbe iniziare ad insegnare ai nostri ragazzi che l’odio e la violenza genera solo altro odio e violenza e che prima di giudicare gli altri dovremmo avere la forza di guardare dentro di noi perché quello che vediamo nell’altro è anche in noi. Perché la dualità, il maschile e il femminile, è in ognuno di noi. Dovremmo insegnare ai bambini e ai ragazzi che chi discrimina non è il più forte ma è solo il più vigliacco.

Ed è per questo che voglio chiudere questo mio pensiero con un testo di una canzone di Virginio che trovo molto significativo:

Sei costantemente attratto da qualcosa che sai
che non potrai raggiungere fin quando sarai
tutto tranne che te stesso.
E sai che ciò di cui hai bisogno non è quello che hai,
che forse un giorno o l’altro
poi ti perdonerai
per avere messo via te stesso.
Ma sei quel che sei
senza fingere
e mai doverti arrendere per essere chi sei.
No, non sarà sempre facile
ma non ha senso essere
qualcosa che non sei.
Sei l’istante che precede tutto quello che sai
per non dover rischiare di distruggere ciò
che hai protetto e sai
che proteggerai.
Ma in fondo no,
non vale più la pena sostenere l’idea
che ciò di cui hai bisogno non è quello che hai,
e ti ringrazierai,
ti ringrazierai.
Sei quel che sei
senza fingere
e mai doverti arrendere per essere chi sei.
No, non sarà sempre facile
ma non ha senso essere
qualcosa che non sei.
E poi un giorno ti risveglierai
senza più paure,
e poi capirai che in fondo
sai essere chi sei…
Sei quel che sei
senza fingere
e mai doverti arrendere per essere chi sei.
No, non sarà sempre facile
ma non ha senso essere
qualcosa che non sei.
Perché sei quel che sei
quel che sei
Sei !

 

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