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Addio al “KING” del Blues. Morto B.B. King

1999
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di Mela Giannini

Il RE se ne è andato stanotte lassù…e noi oggi, sudditi della musica, siamo un po’ più soli quaggiù! Nella sua pagina di facebook oggi si legge: “Mr. King passed peacefully in his sleep at 9:40pm Pacific Time on May 14 2015”.

Lucille” da oggi è “orfana”. Lucille, quella chitarra scampata miracolosamente ad un incendio, strumento tanto amata dal “KING” del Blues, ora non sentirà più scivolare su di se le dita di quel grande artista, che con maestria e genialità, dava anima a note di un blues così vicino alle radici di quella  musica che ha dato il “la” alla maggior parte  dei generi musicali che oggi conosciamo.

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Purtroppo il maestro B.B.King ci ha lasciati, è morto la notte scorsa nella sua casa di Las Vegas, a quasi 90 anni (li avrebbe compiuti a Settembre). Causa della morte sono state le conseguenza di un diabete che lo affliggeva ormai da tanto tempo. Proprio a causa del diabete era stato ricoverato qualche giorno fa in un ospedale a Los Angeles, ma sembrava avesse superato l’ennesima “crisi”.

E’ inutile dire che il maestro, con la sua particolare tecnica dello “staccato“, ha influenzato una folta schiera di chitarristi di ogni generazione, primo tra tutti Eric Clapton.
Nella sua lunga e grande carriera ha scritto innumerevoli hit. Ha pubblicato la bellezza di 50 album in studio, una enormità!
E’ stato in classifica quasi 75 volte, quasi un record! Ha vinto la bellezza di 15 Grammy (l’ultimo nel 2009, per il miglior disco blues), tanta roba davvero! Inoltre King era membro storico della Rock’n’roll Hall of Fame.
Non si contano poi tutti i concerti tenuti da questo immenso artista, musicista che fino all’ultimo ha calcato i palcoscenici senza risparmiarsi, girando costantemente città, stati, nazioni e continenti.
Addirittura, nel 2010, alla veneranda età di 85 anni, aveva fatto uno dei suoi tour più lunghi, con ben 150 tappe.
Ha sacrificato ben due matrimoni per la sua musica, per non essersi fermato mai durante la sua attività concertistica.

Lui, più di tutti, ha contribuito alla causa del “blues“, e nessuno più di lui è riuscito a diffondere il blues nel mondo, specie con brani come “Three o’clock blues” , “Rock me baby” e altri. Tante le sue collaborazioni artistiche tra cui quella con gli U2, con cui aveva inciso “When love comes to town“. Ma sono stati davvero in tanti a suonare con lui, da Elton John a David Gilmour, da Jeff Beck a Phil Collins, da Van Morrison a Zucchero, lo stesso Eric Clapton e tanti altri.

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Riley B. King , in arte B.B.King, aveva origini umili. Era nato da una famiglia di contadini a Itta Bena, nel Mississippi, il 16 settembre del 1925.
Come la sua famiglia, anche lui, in quel del Delta del Mississippi, aveva lavorato duramente nei campi di cotone, in un periodo in cui la segregazione razziale imperversava.
Nel mentre lui scoprì la sua passione per la musica ed entrò in un coro gospel. Successivamente un suo cugino lo avvicinò alla chitarra e al country blues Bukka White. Questo successe a Memphis, dove negli anni ’40 King si trasferì. Ancora oggi a Menphis, la strada dei club di blues, Beale Street, è un luogo dove in molti vanno per rivivere il blues del grande King, perchè in questi club si suonano e si cimentano musicisti, suonando musica del “King”.

Il suo grande talento non passò indifferente in quegli anni, tanto che le radio di zona cominciarono a trasmettere i suoi live.
Si racconta che nel ’46,  di ritorno dal servizio militare, già sposato, fece duecento chilometri, dalla sua piantagione a Memphis fino ad un locale, da Rice Miller. Quella sera suonò e guadagnò 12 dollari, somma che era il doppio della paga di una giornata di lavoro nei campi di cotone. Quella sera King decise che quella sarebbe stata la sua strada e non tornò più nei campi.

Il suo debutto discografico non tardò, perchè nel ’49 firmò il suo primo contratto. Molti primi lavori gli vennero prodotti da Sam Phillips. Gli anni ’50, a livello commerciale, furono i suoi anni d’oro, perchè vendette tantissimo.
Fu proprio in questi anni e durante i concerti di questo periodo d’oro che King battezzò la sua chitarra Gibson “Lucille“.
Si narra che durante un concerto nell’Arkansas, due tipi nel pubblico litigavano per una donna di nome Lucille. Fecero cadere una lampada con del liquido infiammabile che originò un incendio. Tutti scapparono via dal locale, compresi i musicisti. King si accorse di aver dimenticato la sua Gibson all’interno del locale in fiamme e a rischio della sua vita, l’artista si precipitò all’interno per recuperarla. Alla fine artista e chitarra ne uscirono illesi e da quella sera King chiamò la sua Gibson “Lucille”.

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Il suo continuo “sperimentale” e la sua innata curiosità artistica sono stati gli elementi fondamentali della sua longevità artistica. E’ grazie a questo che è passato “illeso” attraverso vari generi ed epoche, senza mai venir meno alle sue primordiali caratteristiche da bluesman.

La notizia della sua morte ha rattristato tantissimi nell’ambiente musicale. Ad esempio Eric Clapton ha postato oggi su facebook un video scrivendo a corredo:
un mio caro amico e un faro del blues […] Vi voglio soltanto comunicare la mia tristezza e dire grazie al mio caro amico B.B. King“.
Ha invitanto inoltre tutti ad ascoltare il suo album B.B. King Live At The Regal del 1964, scrivendo a commento:
quello che ha messo in moto la mia voglia di diventare un chitarrista“.

Anche Zucchero lo ha ricordato nella sua pagina di facebook, scrivendo le parole del testo “Hey man“, canzone con cui avevano duettato con il maestro, e terminando il messaggio con una foto dei due, con commento a corredo “Lots of love. RIP BB King“!

RIP grande Maestro…e che il blues sia sempre con te, anche lassù nel cielo!

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VIDEO: U2, B.B.King – When Love Comes To Town /live/ ( Rattle And Hum) /1988/
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