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Iskra Menarini ricorda Lucio Dalla

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di Athos Enrile

Il giorno 4 del mese di Marzo riconduce fatalmente alla figura di Lucio Dalla, artista mancato ormai da tre anni.

La voglia di ricordare Lucio mi ha portato, un po’ di tempo fa, verso colei che gli ha vissuto accanto, professionalmente parlando, per quasi cinque lustri, con attimi di collaborazione nascosta mischiati a momenti di evidenza solistica, come accadde nel 2009, quando Iskra Menarini si esibì al Festival di Sanremo, quasi accompagnata sul palco da Lucio. Sì… ad Iskra ho chiesto di raccontarmi qualcosa, di dipingere un ritratto costruito da distanza ravvicinata, di provare a superare il dolore provocato dal ricordo per regalarmi qualcosa che potesse rappresentare una testimonianza e al contempo un dono ad un amico.
A conti fatti Iskra è risultata perfetta, anche se so di averle procurato qualche turbamento interno, ma come si sa, scrivere di qualcuno significa anche renderlo immortale, e lei, fedele collaboratrice, ha contribuito con le sue parole a posare un tassello in un grande mosaico che probabilmente non giungerà mai alla fine, ma che grazie ad Iskra presenterà almeno un elemento caratterizzante.
Ecco cosa ho estratto da quello scambio di battute.

Quale combinazione fortunata ti ha condotto sulla via di Lucio Dalla?
Penso sia tutto scritto da quando nasci… io credo sia così;  e stato cosi con Lucio, quando nel corso di  una serata di beneficenza mi guardò e mi disse: ”ma sarai strana!”, ed io di rimando: ”pensa chi parla!”, e da li è partita la mia favola, a 40 anni, proiettata in un mondo di giganti della musica. Io non ascoltavo la sua musica, ma poi ho scoperto che lui non era solo un grande autore, cantante, musicista e jazzista, ma era geniale in tutto ciò che faceva, e poi non so perché ha scelto me, forse anche per la mia dolcezza, per il diventare rossa e imbarazzata per una sua sgridata… forse si divertiva e lo stimolava il farmi credere che ero bravissima.

Mi racconti un aneddoto positivo ed uno meno bello relativo al vostro percorso di vita artistica comune?
Non saprei, è chiaro… 24 anni cosi intensi, concerti, viaggi in tutto il mondo, dischi… beh a volte ci mandavamo a “vaffa”, a volte facevo le valige per un suo comportamento severo e distruttivo, come si fa in una famiglia, senza peli sulla lingua; io ero timida e romantica e lo vedevo come un Dio, quindi intoccabile, e non mi azzardavo a rispondere quindi… valige… poi ecco che cosa era… mi telefonava, mi cercava, dolcissimo, e tutto ricominciava; si sa, una persona come lui,  sempre in movimento, intelligentissimo, curioso, assetato di tutto, l’arte, la musica, il mondo… non poteva essere altro che così!

Chi era Lucio dal punto di vista umano?
Che domanda… era anche generoso, in silenzio ha aiutato bambini malati, i poveri della Caritas di Bologna, e poi  sai com’è, io ero innamorata, e quindi i miei occhi così vedevano, e poi sono sincera, non mi va di spiegare cos’è un essere umano, lo renderei riduttivo, lasciamo libertà di pensiero.

A guardare dall’esterno, Lucio Dalla era un fantastico solista che amava però il gioco di squadra, lasciando spazio adeguato ai collaboratori. E’ un’immagine corretta la mia?
Sì, è vero, infatti i suoi musicisti stavano con lui anche da 30 anni, io 24, era come una famiglia; musicalmente amava confrontarsi, discutere anche alle 2 o alle 3 di notte, con grandi arrangiatori… non faccio nomi  perché dovrei fare un elenco lunghissimo, comunque a lui restava sempre l’ultima parola.

Che cosa amava intensamente e cosa non riusciva proprio a sopportare negli altri e nel mondo con cui interagiva?
Non amava il mondo dei VIP, amava la semplicità, anche se era innamorato della bellezza intesa come cultura, e adorava le sue case, una in Sicilia e l’altra alle Isole Tremiti, bellissime, piene di storia, intrise di cultura e sensibilità, come colto e sensibile era Lucio.

Sempre guardando dall’esterno, sembrava che Lucio fosse oggetto di stima incondizionata da parte di chiunque. Era davvero così?
Penso che sia stato stimato incondizionatamente come musicista, un uomo sicuramente geniale; come persona  avrà vissuto anche lui, come tutti gli esseri viventi, dei contrasti, ma non so… non ero con lui dalla mattina alla sera, nel suo taschino!

Che cosa ha significato per te partecipare a Sanremo con una sua canzone, cantata assieme  a lui sul palco italiano più prestigioso?
Che dire, mi sono trovata con le nuove proposte a 62 anni, con un brano bellissimo, anche difficile, con un’emozione che taglia le gambe ed il respiro… non so se mi sono comportata bene, so solo che  Sanremo  è un posto strano; pensa io ci abitavo da ragazza, e trovarmi su quel palco  mi ha reso felice, ma un pò a disagio; sembravo smarrita, eppure Lucio mi faceva cantare un brano nei suoi concerti in tutto il mondo, ma lì, mannaggia, lì che potevo veramente spaccare il mondo… ma, lasciamo stare…

Che ricordo hai del giorno della sua prematura dipartita?
Nessun ricordo, solo il silenzio, il vuoto, le lacrime, e  anche adesso quando ci penso mi viene un nodo alla gola; lui mi ha cambiato la vita, mi ha fatto conoscere al pubblico, così, solo così ora posso fare musica;  grazie a lui quindi, e che dire… niente.

Che cosa ti ha più infastidito di quanto accaduto dopo?
Quello che è successo  e stato… amore verso Lucio, la gente, e non solo in italia; il resto… no comment.

Raccontami ciò che vuoi, una storia, un evento, un concerto… a ruota libera, per descrivere chi era il vero Lucio Dalla.
LUCIO è  luce, gioia, colore, pianto, malinconia, mare, terra, sogno, paura, silenzio, ironia, simpatia, e molto altro. Ecco… che cosa era Lucio nei concerti .

Un’ultima cosa: quale è stata secondo te la canzone più bella che Lucio ha scritto?
Come si fa a dire  una canzone! “Cara? “Henna”? “Anna e Marco? “Attenti al lupo”? Caruso? Visto che lui ha scritto un’opera, “Tosca Amore Disperato”, forse dentro a quella meraviglia c’è  tutto Lucio… IL GENIO E LA FOLLIA.

 Iskra e Lucio 

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Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

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