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domenica, Novembre 28, 2021

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Analisi: Il Nostro Caro Angelo

di  Alberto Salerno
E’ stato lo stesso Mogol a dichiarare, all’epoca, forse non rendendolo troppo noto, che questo testo è un vero e proprio attacco alla Chiesa Cattolica.

Oltre a questo, in rete, ho trovato spunti che avvalorano questa tesi, dunque dobbiamo per forza cercare di interpretarlo sotto questa luce. In effetti, fin dalle prime righe, si può intuire che lo sia… “La fossa del leone è ancora realtà, uscirne è impossibile per noi, è uno slogan falsità…” qui immagino una Chiesa fasulla e l’accostamento cristiano-schiavo con la fossa del leone. “Uscirne è impossibile per noi…” dovrebbe equivalere a dire che è difficile liberarsi dalle catene di una Chiesa che ha perduto il suo ruolo di guida spirituale. “Il nostro caro angelo si ciba di radici e poi lui dorme nei cespugli sotto gli alberi ma schiavo non sarà mai…” A questo punto “il nostro caro angelo” potrebbe essere la fede, che si nutre di cose semplici…” Poi torna di nuovo sul ruolo della Chiesa… “Gli specchi per le allodole inutilmente a terra balenano ormai, come prostitute nella notte cercano un gaio cesto di amore che amor non è mai…” E’ evidente che gli specchi per le allodole sono i richiami a una moralità che la Chiesa stessa non persegue. “Paura alienazione, e non quello che dici tu, le rughe ha troppi secoli oramai truccarle non si può più”. in questo caso io ci leggo che i giochi di potere tentano di oscurare le vera fede, ma ormai il gioco è svelato, le rughe hanno troppi secoli e si vedono. Poi torna nuovamente a parlare della fede… “Il nostro caro angelo è giovane lo sai, le reti in volo aperto gli precludono ma non rinuncia mai. Cattedrali oscurano le bianche ali bianche non sembrano più. Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano traccianti luminose gli additano il blu…”. Splendido questo finale. La fede è fresca, è giovane, le reti della Chiesa paludata cerca di impedirle di volare, ma la vera fede non si stanca mai di lottare. Persino le ali delle statue degli angeli non sono più bianche, oscurate dalle cattedrali, e nonostante questo le nostre aspirazioni attraversano la notte e al caro angelo, la fede, gli indicano la strada verso il blu. Ora, al di là delle bellissime metafore, io ho dato questa interpretazione solo perché Mogol aveva a suo tempo dichiarato quello che ho scritto all’inizio. Poi, è evidente, che ognuno ci può vedere quello che gli pare, anche perché, benché molto criptico, le tante metafore utilizzate si prestano a svariate possibilità.

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