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I Festival degli anni ’70

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di Athos Enrile
La fotografia è inedita, spuntata fuori dal cilindro di un mago immaginario a cui mi ero rivolto, senza successo, a più riprese. E alla fine, persa ogni speranza, le immagini arrivano e sono numerose.

Altare3

Quella che presento risale all’estate del 1973, in piena era hippie, quando gli echi di Woodstock erano in grado di influenzare noi giovani, trasgressivi sulla carta, quasi sempre lontani dall’osare in modo pesante, ma affascinati dalla musica, dall’abbigliamento, dagli atteggiamenti che tanto ci colpivano.

Era l’epoca dei grandi festival all’aperto, e quello a cui sto facendo accenno si svolse ad Altare, nell’entroterra savonese, e vide partecipazioni importanti: un Franco Battiato psichedelico e irriconoscibile se si pensa al suo standard futuro, un Alan Sorrenti non ancora figlio delle stelle, il Balletto di Bronzo di Gianni Leone e il Circus 2000 di Silvana Aliotta, che avrebbe conosciuto, anche, la celebrità nazional popolare, con “Regalami un Sabato Sera”, sigla finale di Teatro 10.
Ed è proprio il Circus 2000 la band presente nella fotografia. Io sono lì, seduto davanti al palco, sotto al quale dormii per una notte. Non riesco a riconoscermi ma ci sono.
Perché tanta enfasi per il ritrovamento di qualche pictures?
Erano giorni in cui la tecnologia latitava e, in ogni caso, a nessuno poteva venire in mente di immortalare il profumo dell’epoca, e se c’era da portarsi appresso un peso era di certo più indicata una chitarra.

Di quella due giorni ricordo molte cose, nonostante siano passati 42 anni: musica, certamente, ero lì per quel motivo, ma fui da subito molto critico verso quel mondo che mi spaventava e mi attraeva allo stesso tempo.
Col passare degli anni ho fantasticato molto su quella due giorni alternativa, che è diventata il motivo di molte riflessioni elaborate in età matura, tutte quante riconducibili a bilanci di vita, ed è stato un puro caso, fortuna o chissà cosa, se sono rimasto entro i binari della normalità… o forse la musica era l’unico aspetto che realmente contava per me.
L’ultimo mio ricordo del mitico Festival di Altare? I miei genitori che mi vengono a prendere, ed io felice scappo dalla musica di Battiato, troppo sperimentale per un ragazzotto che viveva a pane e Jethro Tull: col tempo anche il buon Battiato avrebbe regalato a tutti il passepartout della sua arte.

Fotografie tratte dagli “Archivi Fotobella Micalizzi

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