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Ricorrenze musicali: Augusto e Yoko

di Athos Enrile
 La nascita di Yoko Ono e la morte di Augusto Daolio.

Da qualche anno mi è venuta la mania di annotare su di un file xcell le date di nascita dei personaggi significativi, per me, all’interno del panorama musicale.

Colonna a parte per le dipartite premature, sempre più frequenti. Tutto ciò mi serve solo per ricordare e condividere un pensiero, magari una canzone, che sottolinea il rispetto e l’ammirazione per chi ha saputo regalare al mondo momenti indimenticabili.

Il mio calendario oggi suggerisce due nomi: Yoko Ono e di Augusto Daolio, accomunati dal giorno in cui sono nati, il 18 Febbraio. Mi sono sforzato di trovare un legame tra i due, giusto per dare organicità a questo post, ma ci vorrebbero articolati voli pindarici, che gioverebbero forse all’estetica letteraria, ma nulla più.

E allora vado a ruota libera, usando solo la mia memoria, che forse un personale trait d’union lo può trovare.
Ero poco più che un bambino quando incontrai “Please please me”. I Beatles stavano nascendo ed erano proiettati verso la scrittura della storia: a distanza di oltre mezzo secolo nessuno è ancora riuscito a provocare una rivoluzione musicale globale come accadde a loro.

In un sistema in cui l’informazione era davvero precaria, gli echi delle vicende legate agli scarafaggi arrivavano attraverso filtri ed interpretazioni, ma ai giovani bastavano le canzoni, sfornate a ripetizione. All’improvviso il giocattolo si ruppe – azzardare in questo spazio le ipotesi non é possibile – e Yoko Ono diventò per molti la causa dello sfacelo. Yoko non era certo una donna qualsiasi, e appare improbabile che John sia stato soltanto “usato”.

Col passare degli anni il suo talento e la versatilità hanno riproporzionato i giudizi, anche se il tifo calcistico, pro o contro Yoko, non è mai cessato.

Imagine-John Lennon e Yoko Ono
[youtube id=”EEE1B3wEf20&feature=youtu.be”]

 

E ritorno a bomba… ero poco più che un bambino quando incontrai i Nomadi e quindi Augusto Daolio. Dal registratore Geloso, meraviglia tecnologica del mio papà, si materializzavano Mal, Patty Pravo, The Who e… “Noi non ci saremo”, brano di Guccini che però ho sempre amato nella versione di gruppo.

Noi non ci saremo- Nomadi
[youtube id=”WUMEczhcqYA&feature=youtu.be”]

Ma la musica non significa solo “canticchiare un pezzo orecchiabile”, spesso è un motore che smuove la memoria, gli odori, i sapori, le azioni, anche se lontane nel tempo. E così, mentre ascolto Augusto e i Nomadi, ritrovo il gusto delle famiglie riunite, accomunate da un vecchio registratore a bobine, insieme a “Cicci e Nano”, marito e moglie di Novellara – il paese di provenienza dei Nomadi – che ci raccontano di quel gruppo di musicisti loro amici: “ … ma come… amici di persone che sono dentro a un disco?”. E quando arrivai a Novellara, su di una seicento multipla, avevo 8 anni… davvero un bimbo, che già conosceva Beatles e Nomadi

Queste poche righe hanno un solo obiettivo, il ricordo, e spero che questo mio piccolo contributo quotidiano inneschi qualche positivo effetto domino musicale.

A pensarci bene il 18 Febbraio nasceva anche un certo Fabrizio De Andrè… ne riparleremo!

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