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Quando il rock italiano scopre Carmelo Bene – Recensione di “Non c’è più un Carmelo Bene” delle Pillole in featuring con Morgan

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Il 14 ottobre per la label indipendente Banksville Records è uscito il singolo “Non c’ è più un Carmelo Bene” della rock band italiana Pillole in featuring con Morgan.

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In contemporanea su tutti i social network è in rotazione il video clip con varie citazioni del drammaturgo, poeta, attore, regista e protagonista della” neoavanguardia” teatrale italiana del Novecento. Carmelo Bene detestava l’immobilismo delle istituzioni culturali dello Stato italiano. Ne era un fiero oppositore:

“Teniamoci lontani dal nostro tempo, lontani da questo sociale che ci frana addosso come una montagna di nulla. Non ne posso più del sociale, della politica gestita dai partiti, delle masse, ovvero delle plebi che sono al potere sotto forma di opposizione, ma non sono più minoritarie”

I suoi moniti datati ormai trent’anni fa, alla fine del secolo breve, appaiono oggi come una perfetta fotografia dei tempi correnti. Il trio Pillole, ne ha colto la straordinaria contemporaneità, e con la complicità di Morgan, da sempre ammiratore di Carmelo Bene, lo ha riscoperto in un ambito diverso, quello del rock, ormai da troppo tempo orfano di ispirazioni eccellenti. Uno degli ultimi esempi nobili è stato quello dei Timoria, quando prima dei concerti, Omar Pedrini leggeva sul palco, le poesie di Majakovskij. Stiamo parlando agli anni Novanta, da allora, poco o nulla. Il testo di “Non c’è più un Carmelo bene” scritto da Daniele Mignone, Paolo Baltaro e Giuseppe Garavana, esprime una trasparente insofferenza verso il soffocante mondo mediatico popolato di chef e “maiali sezionati appesi a testa in giù”. In particolare, è preso di mira il cosiddetto “intrattenimento televisivo” che è stato spesso nel mirino di Carmelo Bene. Ricordo quando fu ospite al programma “Macao” su Rai Due condotto da Alba Parietti. Entrò in scena declamando “Sono venuto qui per conoscere il nulla assoluto”. Fu ancora più esplicito al Costanzo Show: “Sono qui per disgustarmi”. E’ praticamente certo che le nuove generazioni non conoscono affatto il sommo Maestro salentino, colpevolmente dimenticato non solo dai media e dalle istituzioni culturali ma anche dallo stesso ambiente artistico e musicale. Ecco perché operazioni del genere sono importanti e necessarie, dato che non hanno alcuna pretesa nostalgica, ma solo il merito di divulgare il pensiero di uno dei più grandi geni del Novecento Italiano, Non a caso il videoclip si apre con una citazione di Carmelo Bene:

“Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può” .

pillole

Il singolo dei Pillole, prodotto da Roberto Vernetti, fa scoprire la stessa band, più nota come Pillheads, spesso apparsa al Roxy Bar di Red Ronnie. Il trio piemontese, stanco di sentire storpiare il nome inglese dagli italiani, ha scelto la traduzione italiana più breve, che in realtà sarebbe testa di pillole, ma Pillole suona meglio : breve, conciso, diretto, simbolico. Le pillole infatti si prendono per sentirsi meglio, per mitigare ansie, mal di testa, insonnie e nevrosi contemporanee. Hanno già all’attivo due album, di cui uno doppio inversione italiana e inglese: “Digitare prima dei pasti” distribuito da Egea Music, con all’interno un 45 giri in vinile: “Sei una mente creativa?”, prima operazione discografica sulla contaminazione dell’ intelligenza artificiale nella canzone. Disco che è stato premiato dall’AVI ( Associazione Vinili Italiana) per l’innovazione discografica, nell’ambito del convegno “Sanremo Music Business” all’Ariston.

Altra particolarità della band è l’eterogeneità della formazione nei live. Essendo tutti e tre polistrumentisti, si alternano alla batteria, alle chitarre e ai synt. A memoria non ricordo di aver mai visto musicisti scambiarsi strumenti nella stessa band con tanta sapienza e originalità. Per maggiori particolari, consiglio di consultare con attenzione il loro sito, molto istruttivo e professionale: www.pillole.net

La critica musicale afferma spesso che il rock è morto, ma ad ascoltare le Pillole, pare vero il contrario. Del resto, per Carmelo Bene, il critico è “colui che cerca un letto in un domicilio altrui”.
Buon ascolto.

 

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