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TOSCA, il nuovo album “FEMINAE” e il “Feminae a teatro” dal 30 Novembre – RECENSIONE

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A distanza di sette anni dall’acclamato album “Morabeza”, Tosca ritorna con un nuovo progetto discografico intitolato “Feminae”, lavoro che rappresenta un’autentica espressione dell’essenza artistica della stessa artista. In “Feminae”, la femminilità viene declinata come simbolo di pace, accoglienza, nutrimento e protezione, valori che Tosca racconta con coerenza e passione. L’album, che segna inoltre il ritorno di Tosca in BMG, si arricchisce di collaborazioni preziose con artisti sia italiani che internazionali, conferendo al progetto una dimensione ancor più ricca e sfaccettata. Dopo l’uscita del disco, l’artista intraprenderà un imperdibile tour teatrale, il “Feminae a teatro”, a partire dal prossimo Novembre.  

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Il giorno prima della serata, a cui ho partecipato, di “Incontri ravvicinati con la musica” di Diano Marina (leggi qui l’articolo), passava nell’impianto Bose della mia auto il brano “Primavera” cantato dalla mia amica Tosca, e lei, che ha una voce ancestrale, è una delle poche voci che riesce a commuovermi. Ho dovuto proprio accostare e fermarmi.

Sono sincero mi successe anche con altri suoi capolavori come “Il suono della voce” di Ivano Fossati e qualche anno più tardi a Sanremo dinanzi a lei quando per la prima volta mi fece ascoltare “Ho amato tutto” di Pietro Cantarelli (che vinse il Premio Bigazzi come miglior componimento) e poi ancora con “Normalmente” di Joe Barbieri.

Succede che il suo suono arriva sempre all’anima. Ma questa volta accade con “Primavera”, scritta per lei dalla splendida penna di Pacifico durante una loro conversazione sui loro papà in una serata Parigina.

Luigi dopo quella sera le ha donato un testo di emozioni talmente potenti per il pubblico da generare lo  specchiarsi dei ricordi ed è per questo che puntualmente tutta la platea piange in automatico beandosi di tale bellezza.

Il videoclip di Primavera è stato diretto da Stefano Ricco, e si costruisce sull’incontro tra filmati in Super 8 dell’archivio familiare dell’artista e riprese contemporanee, intrecciando passato e presente senza distinzioni nette, lavorando su una continuità emotiva più che narrativa. Le immagini d’archivio non sono trattate come ricordo, ma come qualcosa che continua a esistere nel presente.

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Questo dialogo costruisce un percorso interiore di rielaborazione che conduce a un distacco. Il brano segna questo passaggio e trova una chiusura nel gesto finale: una fotografia viene affidata alla corrente del fiume, elemento che rappresenta la trasformazione e il lasciar andare.

E’ un anno in cui, grazie a FareMusic e alla mia opera sui Coldplay, ho avuto la fortuna di intervistare vari artisti, soprattutto internazionali. Tra questi un’altra donna straordinaria, Sarah Jane Morris  (QUI la video intervista) che mi ha parlato del suo secondo bellissimo album “Sisterhood” dedicato alle grandi donne della musica reinterpretandone magistralmente alcuni dei loro più grandi capolavori.
E insieme a lei mi accorsi che anche Tosca aveva dedicato il suo ultimo disco alle donne, alla femminilità, all’unione di bellissime collaborazioni e voci femminili intitolando questa perla sonora “FEMINAE” titolo suggeritogli dal suo mentore, il grande Renzo Arbore.

“Feminae” arriva a sette anni dal precedente “Morabeza” e si presenta come un attraversamento di voci, repertori e scritture diverse, tra adattamenti e nuovi brani. Un album di inediti con collaborazioni italiane e internazionali in cui identità, ricerca musicale e libertà artistica trovano un filo conduttore preciso: il femminile.

Sul piano musicale, Tosca si affida ancora una volta a Joe Barbieri, che firma produzione artistica, arrangiamenti e adattamenti in italiano, accompagnando il progetto verso un impianto sonoro coerente e riconoscibile. Feminae” si sviluppa in una dimensione di libertà creativa che privilegia lo scambio e l’autonomia espressiva, senza subordinarsi a logiche di mercato o dinamiche di esposizione. Per costruirla, Tosca coinvolge artiste della scena internazionale e italiana: Carmen Consoli, Ornella Vanoni, Maria Bethânia, Sílvia Pérez Cruz, Stacey Kent, Mama Marjas, Cristina Branco, chiamate a condividere temi meravigliosi della tradizione mondiale o nuove composizioni scritte per il disco. A completare il disegno musicale, gli interventi di Paolo Fresu, Rita Marcotulli e dei Flowing Chords. Ne emerge un lavoro che non si limita a descrivere il femminile, ma lo attraversa come territorio vivo e in continuo movimento.

Il progetto si avvale inoltre delle firme di autori come Pacifico, Jorge Dexler, Gegè Telesforo, Giovanni Truppi, Michele Santoleri, Gnut, Pietro Cantarelli, Fabio Ilacqua, Tony Canto, Ivano Fossati, accanto a nomi illustri della tradizione come Vinicius De Moraes, Antonio Carlos Jobim, Rafael Hernández, Fausto Bordalo Gomes Dias, Sergio Bardotti e Maurizio Piccoli 

Feminae – dice Tosca – è su tutte le piattaforme ormai da due mesi e non posso che essere felice per tutte le soddisfazioni che mi sta dando, lo amate, lo ascoltate, lo scaricate e questo per me significa che lo avete accolto con lo stesso amore con cui l’ho concepito e realizzato. Me ne accorgo anche in questi giorni d’estate, portando in giro il mio Le Feminae si fanno aspettare, ConversaConcerto ricco di dialoghi – sempre con grandi interlocutori o interlocutrici – e musica”.

“Feminae a teatro” partirà il 30 novembre al Piccolo Teatro Strehler di Milano e sarà particolarmente importante perché ogni biglietto venduto sarà una donazione al Banco dell’Energia”.

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LA RECENSIONE  

Ho aspettato un po’ prima di pubblicare questo scritto, perché Tosca e la sua famiglia di Musicisti meritano del tempo da dedicare loro, non si possono pubblicare solo i comunicati stampa ma qui ci vuole rispetto per il lavoro della produzione e dei creatori di ognuno di questi brani. Per questo motivo ve li elenco uno ad uno, cercando di sollevarvi un po di emozioni e di voglia di ascoltare “FEMINAE” (prodotto e arrangiato dal suo fratello d’arte Joe Barbieri) dove la vostra anima staccherà davvero dal vostro giorno per farvi prendere un meritato spazio di meditazione.

La rivoluzione è un lavoro poetico.

Questa è una delle frasi più belle che contraddistingue Tosca. Ed è per questo che questo progetto si apre con una dichiarazione poetica. Una reinterpretazione di “Vissi d’arte, vissi d’amore” dalla Tosca di Giacomo Puccini. Da questo incipit, l’album si espande in un viaggio musicale che inizia subito coi profumi di “Primavera” e vi apre immediatamente verso la scatola dei ricordi, di ognuno di noi, inevitabilmente vi si aprirà il coperchio del cuore e arriverete a comprendere che vi sono due frasi importanti che vi solleveranno dalla sedia.

La prima è “a capirsi veramente non si riesce quasi mai” e vi verrà voglia di alzarvi e di correre ad abbracciare (per chi ha la fortuna di poterlo fare) il proprio papà o mamma e dir loro “Ti Voglio Bene”…perchè glielo diciamo sempre troppo poco. E se sono già volati in cielo… beh alzate lo sguardo e pensateli con tutto l’amore del mondo perché la seconda frase che salirà in vetta al vostro cuore sarà “se anche è debole il segnale io non ti ho perso mai”. (Io solo a leggere queste parole mi commuovo).

E passa qualche minuto prima di poter andare avanti con l’ascolto verso “Che sarà Terra, che sarà Amore” del bravissimo Fabio Ilacqua, un matrimonio “maledetto” di una giovanissima sposa, costretta all’altare, prende forma in un racconto in cui il giudizio degli altri diventa motore di un dramma silenzioso, con la sola pioggia a fare da testimone. Una storia narrata con la leggerezza salvifica di quella saudade capace di trasformare in luce anche il cielo più cupo. Tutta da ballare.

Da qui andiamo verso un adattamento musicale splendidamente orchestrato da Joe Barbieri, Io non esisto senza te (Eu não existo sem você, dei grandi Vinicius De Moraes e Antonio Carlos Jobim) un’altra piccola perla cantata in duetto con Maria Bethânia, Rita Marcotulli al pianoforte & Paolo Fresu alla tromba. Pura meditazione.

Il viaggio continua e torna in Italia riportandoci a quello che per noi è un inno, o meglio la canzone delle canzoni popolari di Ivano Fossati, un modo per far alzare il pubblico verso la Storia. E nei loro Live tutti i musicisti si ritrovano uniti a suonare lo stesso tamburo per unire tutti i cuori ribelli di ogni serata. Un risultato di un efficacia magnetica. Tosca e’ grande in questo perché trascina le coscienze, compie una scelta e le persone si soffermano a riflettere su chi siamo. Se lo vogliamo…possiamo scegliere di essere dei rivoluzionari.

Facciamo ora spazio interiore per guardare il nostro giardino attraverso “Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa (Silencio, di Rafael Hernandez, adattato in italiano da Joe Barbieri) con la partecipazione della cantantessa Carmen Consoli che qui torna e ci regala la delicatezza di una ballad di protezione dal dolore verso la dalia e il biancospino, affinché non sappiano della sofferenza e non muoiano di pena. Una metafora sul canto alle piante e ai fiori perché esso e’ un piacere vitale, e loro ti restituiranno sempre la vita.

Esiste la Vergogna? e’ il prossimo brano cantato con Mama Marjas, radicata nella cultura del reggae ma allo stesso tempo versatile con una solida cultura musicale multietnica. Qui ci si scandalizza dell’indifferenza con cui la società moderna assiste a guerre e genocidi. Riflessiva

Tosca coi suoi dischi ci porta sempre a riflettere ma lo fa permettendoci di volare tra Roma, Berlino e Lisbona (Porque me olhas assim, Fausto Bordalo Gomes Dias, un altro adattamento in italiano di Joe Barbieri) con Cristina Branco un eccellente artista portoghese che ci ha abituato bene coi suoi dischi di Fado e la considero la miglior esponente di musica Lusofona insieme alla mia amica compianta Sara Tavares, che ho sempre sognato potesse duettare con Tiziana. (Balance’ il suo più grande disco).

Si parla di Feminae ed era giusto citare anche Sara prima di tornare all’ascolto di “Creatura Naturale” un brano del bravissimo musicista siciliano Tony Canto che tira fuori una delle sue perle affinché possa dare ritmo folk al disco di Tosca, ma soprattutto al Tour che continuerà la sua cavalcata teatrale aprendo le danze di un secondo atto dove la gente possa alzarsi e ballare come succedeva con De Andre’, “una rosa tra le rose, una voce in mezzo al mare”, una creatura naturale.

Ora però abbiamo uno stop necessario. Perché arriva “Per un’amica” (di Sergio Bardotti, Ornella Vanoni, Maurizio Piccoli), eh si, tra gli autori di questo brano c’è proprio Ornella Vanoni, forse l’ultimo brano chiuso prima che venisse a mancare. E’ una di quelle canzoni che lei definiva “orfanelle”, tra le meno conosciute del suo repertorio. Si tratta di un brano in cui due donne si incontrano e si raccontano le proprie prigioni immaginarie. Un grandissimo regalo per tutti noi.

Dopo una voce come quella di Ornella poteva solo arrivarne un’altra, quella di Sílvia Pérez Cruz, una delle voci più belle al mondo. Il brano si intitola “C’è” ed è scritto dal maestro Pietro Cantarelli (autore di Ho Amato Tutto) che non poteva assolutamente mancare in questo disco capolavoro. I suoi archi sono inconfondibili e lo stile tra pop d’autore e cameristico ci regalano la delicatezza dell’ascolto e tutta l’eclettica maestria delle vincitrici della serata cover di Sanremo 2020 con “Piazza Grande”. (Al termine del disco nella versione spagnola sarà riadattata una speciale bonus track intitolata “Hay” in chiusura).

Penultima traccia di Feminae è Soledad (di Jorge Drexler, adattata magistralmente in italiano da Joe Barbieri) con Stacey Kent, statunitense naturalizzata inglese che dal Jazz si cimenta in questa traduzione azzeccata ma forse un filo difficoltosa nella pronuncia italiana per Stacey. Forse il brano che mi è arrivato meno e che avrei inserito in Tracklist subito dopo “Creatura Naturale” per poi voler sentire Ornella e Silvia Perez subito dopo. (Mio piccolo e personale appunto del mio sentire musicale).

Scelta di grande finezza invece la chiusura del disco con “Tutt’ ‘e sere” dove l’ultima Feminae di tutte le nostre serate vuole essere la chitarra di Claudio Domestico, in arte Gnut, cantautore napoletano che ci porta a nanna coi grilli e la dolcezza della voce di Tosca che tutti vorrebbero avere accanto prima di addormentarsi. Perché raccontare l’amore attraverso piccoli gesti quotidiani e presenze silenziose, restituisce un’atmosfera sospesa per questo disco, profondamente emotivo.

 

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Tracklist “FEMINAE”

1. Vissi d’arte (Giacomo Puccini, Giuseppe Giacosa, Luigi Illica)

2. Primavera (Pacifico, Tosca)

3. Che sarà terra e che sarà mare (Fabio Ilacqua)

4. Io non esisto senza te (Eu não existo sem você, Vinicius De Moraes – Antonio Carlos Jobim, adattamento in italiano Joe Barbieri) con Maria Bethânia, Rita Marcotulli & Paolo Fresu

5. La canzone popolare (Ivano Fossati)

6. Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa (Silencio, Rafael Hernandez, adattamento in italiano Joe Barbieri) con Carmen Consoli

7. Esiste la vergogna? (Giovanni Truppi, Gegè Telesforo, Tosca, Michele Santoleri) con Mama Marjas

8. Roma, Berlino, Lisbona (Porque me olhas assim, Fausto Bordalo Gomes Dias, adattamento in italiano Joe Barbieri) con Cristina Branco

9. Creatura naturale (Tony Canto)

10. Per un’amica (Sergio Bardotti, Ornella Vanoni, Maurizio Piccoli) con Ornella Vanoni

11. C’è (Pietro Cantarelli, Tosca) con Sílvia Pérez Cruz

12. Soledad (Jorge Drexler, adattamento in italiano Joe Barbieri) con Stacey Kent

13. Tutt’ ‘e sere (Gnut)

14. Hay (Pietro Cantarelli, Tosca, adattamento in spagnolo Sílvia Pérez Cruz) con Sílvia Pérez Cruz

* versione in spagnolo di C’è, che esce come bonus track solo nelle versioni deluxe di vinile e cd

“Feminae” è un progetto di Tosca, prodotto e arrangiato da Joe Barbieri.

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