A quattro anni dalla pubblicazione del suo promettente primo album “Perceptions”, purtroppo inspiegabilmente non più disponibile sulle piattaforme digitali, Marco Abete in arte Zärat ritorna con il video del nuovo singolo intitolato “Volevo un demone”.
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Questo lungo silenzio è dovuto a diversi cambi di management e produzione che lo avevano indirizzato alla ricerca di una collocazione più mainstream, rivelatisi poco o niente proficui nonostante il materiale su cui lavorare fosse sicuramente interessante.
Finalmente Zärat ha incontrato in Gianni Testa e la Joseba Publishing un team intenzionato a portare avanti il suo progetto originale e questo primo assaggio è stato pubblicato il 20 marzo.
Il ragazzo di 4 anni fa è maturato ed è più determinato sul percorso da seguire, ben cosciente che la strada scelta è la meno facile, ma è quella che meglio rispecchia il suo ideale di artista.
Infatti il brano non è immediatamente accattivante e richiede più ascolti per essere apprezzato a pieno, ma l’autore vuole in questo modo proporsi al pubblico del circuito indie pop, più attento e ben disposto nei confronti dei contenuti che non del facile ascolto usa e getta.

Brano introspettivo che tratta un argomento comune a molti giovani, spiega l’artista, “il rapporto che esiste tra la sensazione di vuoto e l’uomo. Si uniscono in una danza in cui il disturbo è il momento in cui l’uno non ha significato senza l’altro e la cura è un momento di stupore, quando finalmente vede queste dinamiche di cui non era conoscenza. Si parla di bulimia (le dita nella gola nel video) si tratta di riempirlo quello stomaco, non svuotarlo.”
Ma esprime anche i propri conflitti interiori alla ricerca dell’essere vero racchiuso in se stesso che vuole emergere senza accettare compromessi.
Il video, rigorosamente in bianco e nero, inquietante nell’ambientazione claustrofobica e volutamente dark, rappresenta in maniera eloquente questi conflitti nello sdoppiamento tra l’immagine innocentemente candida e quella demoniacamente oscura del protagonista.
Le doti vocali e la preparazione musicale non sono certo in discussione, col tempo si sono affinate e irrobustite, lasciando ben sperare per un interessante prosieguo di una carriera ricca di proposte artisticamente più che valide.
Testo: VOLEVO UN DEMONE
Tra i nostri corpi che si sfiorano
ci sono due dita che scavano in fondo
e svuotano cercando amore.
In una piazza di gente che ride
sentivi urlare il mio stomaco stanco
che cercava solo un po’ d’amore
Volevo un demone da combattere
per sentirmi interessante agli occhi della gente
Volevo un demone da combattere
per sentirmi interessante,
ma non so più lasciare lui che è me…
E mi possiede,
apri le tue fauci lupo nero, buco dentro,
quante volte hai detto :“Starai meglio”
E mi contiene,
prima di pensarci, sono già a testa in giù,
quante volte ho detto: “Domani smetto”
Volevo un demone da combattere
per sentirmi interessante agli occhi della gente
Volevo un demone da combattere
per sentirmi interessante,
ma non so più lasciare…
Spargerai cenere
prima che l’umidità della gente
ossidi il tuo fuoco,
strizzi il tuo corpo, no, no, no!
Ora riempilo!
Ora riempilo!

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