Santana, il leggendario chitarrista, nasce infatti nel 1947 in Messico e approda negli States con la famiglia nel 1961, in California.
Al periodo del folgorante esordio a Woodstock era quindi poco più che ventenne, oltre che sconosciuto ai più; la sua performance nel celeberrimo Festival viene considerata la nascita del cosiddetto “latin rock”, un riuscitissimo cocktail tra la chitarra del nostro, nasale, distorta ma non troppo, lirica e intensa, blues ma di ascendenze più centro-sudamericane che africane, e le percussioni più varie.

Il mondo del rock era in quel periodo in piena espansione, per citarne solo alcuni: Hendrix aveva folgorato tutti, praticamente stilando il linguaggio chitarristico da cui tutt’ora nessuno osa prescindere; erano in fase propulsiva i Deep Purple con il loro massiccio bagaglio di energia e classe; i Pink Floyd stavano per sfornare “Atom Heart Mother” ed ogni commento è superfluo; Crosby Stills Nash & Young si accingevano a pubblicare “Deja vu” e ad indicare la via maestra della canzone west coast, subito seguiti da Carol King, James Taylor e Joni Mitchell; i Beatles stavano per dividersi dopo otto anni di incredibile prolificità produttiva, probabilmente tuttora inarrivabile dal punto di vista del pop song-writing.

In questo panorama si inserisce una sonorità mai sentita, fatta di colori percussivi e timbrici che fino ad allora non erano mai stati abbinati con la saturazione degli amplificatori per chitarra e con le tastiere; negli anni e nelle varie vicissitudini la cifra stilistica dei “Santana” si riconferma e si approfondisce, i brani più famosi come “Europa”, “Samba pa ti”, Moonflower” sono melodici, una sorta di prosecuzione del linguaggio compositivo di hits come “Besame mucho” o “Manha de carnaval” ma sono suonati con l’energia del rock blues, con un uso delle possibilità espressive della chitarra elettrica che prende una strada alternativa rispetto ai vari guitar heroes che nello stesso periodo si imponevano sulla scena.
Il tutto è supportato dall’energia della pronuncia ritmica di originario stampo latino ma con influenze le più disparate, sempre con tanti agguerritissimi musicisti sul palco: il risultato è quello di una formazione caposcuola, artefice di album e di esibizioni dal vivo assolutamente memorabili.

Nel corso della sua lunghissima carriera Carlos Santana intraprende varie digressioni, soprattutto verso il jazz, subisce inevitabili alti e bassi di popolarità, ma rimane e rimarrà uno dei massimi esponenti della chitarra elettrica; mai domo, è in imminente uscita un altro lavoro che ascolteremo molto volentieri e di cui riferiremo prontamente.
Nel frattempo a distanza di decenni i suoi brani e i suoi fraseggi più famosi costituiscono ancora il banco di prova degli adolescenti aspiranti chitarristi che popolano le cantine e le camerette in tutto il mondo.

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