8.1 C
Milano
domenica, Dicembre 14, 2025

Ultimi post

Ozzy Osbourne, l’addio e l’eredità: 50 tracce per non dimenticare

Voto Utenti
[Total: 2 Average: 4]

“Ozzy 4Ever” è la playlist-omaggio per attraversare la luce e l’oscurità di un’icona immortale del rock: Ozzy Osbourne

.

Hit Non Hit rende omaggio a Ozzy Osbourne con una playlist su Spotify: 50 tracce selezionate da Ugo Stomeo (io) e Andrea Butera (il mio partner d’ascolto), i cuori musicali di Hit Non Hit.

Una guida emotiva, sonora e spirituale per metterci sulle tracce di Ozzy e ripercorrere – e respirare – quello che ci ha lasciato con la sua carriera e discografia.
Benvenuti in Ozzy 4Ever. 

Morte

Il 22 luglio 2025 il mondo ha perso una delle figure più leggendarie del rock e del metal, 

Ozzy Osbourne è morto all’età di 76 anni, dopo anni di lotta contro malattie degenerative e complicazioni legate al morbo di Parkinson, diagnosticato nel 2003 e reso pubblico nel 2020. 

“Non ho paura della morte. Cerco solo di godermi le cose il più possibile”. —  Ozzy Osbourne, intervista a Kerrang!, 2020 

Un guerriero dell’oscurità, fino all’ultimo respiro. 

Biografia

John Michael Osbourne, detto Ozzy, nasce a Birmingham il 3 dicembre 1948, in una famiglia operaia.
Il padre lavorava in una fabbrica d’auto, la madre come commessa.
Cresciuto tra povertà e visioni allucinate, Ozzy trovò nella musica l’unico rifugio.
Sposato con Sharon Osbourne, manager e complice di una vita, ha avuto sei figli e attraversato decenni di eccessi, reality show, fragilità e amore. 

Carriera

Nel 1969 fonda i Black Sabbath, dando inizio al metal.
Con la band pubblica album storici come: 

  • Black Sabbath (1970) 
  • Paranoid (1970) 
  • Master of Reality (1971) 
  • Sabbath Bloody Sabbath (1973) 
  • Sabotage (1975) 

Cacciato nel 1979 per abuso di droga e alcool, Ozzy risorge da solista: 12 album in studio, tour leggendari e collaborazioni epiche.
Tra i suoi dischi più noti: 

  • Blizzard of Ozz (1980) 
  • Diary of a Madman (1981) 
  • No More Tears (1991) 
  • Ozzmosis (1995) 
  • Ordinary Man (2020) 
  • Patient Number 9 (2022) 

Ha venduto oltre 100 milioni di dischi, influenzato generazioni, inventato l’Ozzfest e fatto della follia la sua arte. 

Playlist 

“Ozzy 4Ever”. Una playlist in due atti, come un doppio vinile della memoria: Lato A – by Andrea Butera, Lato B – by Ugo Stomeo.

Si apre con Mama, I’m Coming Home – ballata dolce e sofferta scritta con Lemmy – e si chiude con Tonight, traccia oscura e gotica, ma piena di melodia. In mezzo, tutte le anime di Ozzy: 

Canzoni d’amore 

Ozzy ha saputo raccontare l’amore con sorprendente delicatezza, mostrando il lato vulnerabile del principe delle tenebre. 

  • Mama, I’m Coming Home: La ballata più celebre di Ozzy, dedicata a Sharon. Dolce e malinconica, scritta con Lemmy dei Motörhead. Un inno al ritorno e al perdono, un crescendo emotivo perfetto, con un ritornello aperto e una melodia intensa. 
  • Dreamer: Atmosfera sognante alla Lennon, piano e archi in primo piano, melodia pop e toccante. Una riflessione sulla fragilità del mondo e la speranza di cambiamento. 
  • Changes: Una toccante ballata al pianoforte sul cambiamento nelle relazioni e sul passare del tempo. Forse la più lontana dal metal. La voce di Ozzy è pura emozione. 

Canzoni sperimentali 

Ozzy ha spesso osato, anche nei territori meno battuti, mescolando il metal con sonorità elettroniche, psichedeliche e orchestrali. 

  • Under the Graveyard: Atmosfere elettroniche e post-grunge: una riflessione esistenziale con produzione moderna. Prima parte soft rock, poi esplode nel ritornello senza perdere dolcezza. Molto melodica. 
  • Who Are You: Sintetizzatori Moog, groove ipnotico: una svolta psichedelica per il sound Sabbath. 
  • See You on the Other Side: Struttura non convenzionale, arrangiamenti orchestrali e atmosfera onirica. 

Canzoni contaminate 

Ozzy ha contaminato il suo stile con elementi trap, pop, cinematografici e gotici, rinnovandosi senza perdere identità. 

  • Take What You Want: Trap‑rock sorprendente, Ozzy si adatta a un sound contemporaneo fondendo voce ultraterrena su beat hip-hop e chitarre distorte. 
  • Perry Mason: Hard rock mischiato a influenze cinematografiche e corali da musica classica. 
  • Scary Little Green Men: Alterna elementi di pop gotico e metal teatrale, quasi cartoonesco. 

Contaminazioni con jazz, soul, folk 

Ozzy è sempre rimasto radicato nel metal, hard rock e goth, ma ci sono accenni, contaminazioni e ispirazioni minori. 

 Jazz

  • Planet Caravan: Una delle poche tracce con influenze jazzistiche e psichedeliche. Voce filtrata, groove laid-back, atmosfera cosmica. Una delle più “morbide” in assoluto, con una melodia ipnotica e vocale trattata. 
  • A National Acrobat: Seppur hard rock, ha strutture armoniche che flirtano con il jazz progressivo. 

Soul

  • Nessun brano propriamente soul, ma la voce di Ozzy, specialmente nelle ballate, ha un timbro caldo e bluesy che in alcuni momenti ricorda la profondità emotiva del soul. Dreamer e Changes sono i casi più vicini. 

Folk

  • Solitude: Forse il brano più folk dei Black Sabbath. Voce delicata e malinconica, flauto e chitarre acustiche. Ozzy quasi sussurra, molto folk-oriented. 

Canzoni politiche 

Ozzy Osbourne non è mai stato un attivista in senso classico, ma ha spesso lanciato stoccate al potere, alle guerre, alla religione e all’ipocrisia politica. Pur dichiarandosi lontano dalla politica istituzionale, ha mostrato disprezzo per Donald Trump durante il suo mandato, chiedendo che Crazy Train non venisse usata nei comizi repubblicani. Il suo pensiero anarchico, disilluso e critico affiora in diversi testi. 

  • War Pigs: Una delle più iconiche denunce contro la guerra e l’élite politica corrotta. 
  • Bloodbath in Paradise: Critica alla violenza e paranoia della società americana post-Vietnam. 
  • Thank God for the Bomb: Ironia nera sulla deterrenza nucleare e l’assurdità della guerra fredda. 

Canzoni sociali 

Al di là della politica, Ozzy ha spesso analizzato l’alienazione, il caos e le pressioni della società contemporanea, offrendo ritratti disincantati ma profondi. 

  • Crazy Train: Sottolinea la follia collettiva dell’umanità e l’urgenza di cambiare mentalità. 
  • Children of the Grave: Appello alle nuove generazioni per combattere la guerra e il conformismo. 
  • Trap Door: Riflessione cinica sul destino e sulla società moderna che inghiotte l’individuo. 
  • Road to Nowhere: Ballata autobiografica con chitarre acustiche e cori epici e una melodia limpida, dolce e decadente che evoca il disorientamento dell’esistenza contemporanea. 

Canzoni vocalmente virtuosistiche 

La voce di Ozzy è inconfondibile: nasale, lacerata, ma capace di voli lirici e teatralità. 

  • Mr. Crowley: Una delle migliori performance vocali di Ozzy: tensione, acuti e teatralità. Non è una ballata, ma il suo tema melodico di tastiera e l’interpretazione teatrale di Ozzy ne fanno una delle più “cantabili”. 
  • Revelation (Mother Earth): Epica, con modulazioni complesse e un climax vocale straordinario. 
  • The Writ: Alterna sussurri, urla e pathos lirico con grande intensità. 
  • Tonight: Vocalmente struggente, con una linea melodica molto marcata e cori quasi gotici. Il peso del presente, il tempo che fugge. 

Canzoni queer-friendly 

Ozzy non ha mai pubblicato canzoni LGBTQ+ esplicite, ma è diventato una icona queer per il suo stile androgino e ambiguo, l’uso di make-up, smalti, pizzi e teatralità fin dagli anni ’70. Ha influenzato il glam rock e la cultura queer con canzoni che hanno saputo parlare a chi si è sempre sentito diverso. 

  • Perry Mason: La teatralità e l’eccesso come linguaggio queer. 
  • Bark at the Moon: L’essere “diverso”, la trasformazione, il mostro come metafora. 
  • Ordinary Man (feat. Elton John): Due leggende in una ballata malinconica e simbolica, con una certa risonanza emotiva per chi ha vissuto da outsider. Tappeto orchestrale e melodia quasi pop barocca.  

Duetti celebri 

Ozzy ha sempre amato la collaborazione, sia nei testi che nei duetti. 

  • Lita Ford – Close My Eyes Forever: Una potente ballata dark e romantica anni ’80. Uno dei duetti più celebri del glam metal. 
  • Lemmy Kilmister (Motörhead): co-autore di molte canzoni. Lemmy ha scritto con Ozzy pezzi come Mama, I’m Coming Home, Hellraiser e Desire. Una penna grezza e poetica che ha scolpito l’anima più rock di Ozzy. 
  • Tony Iommi: Sodalizio storico più che duetto. Dalle reunion ai dischi Black Rain e 13, un legame che ha definito l’identità del metal. 
  • Post Malone, Travis Scott – Take What You Want: Incrocio tra trap, rock e metal, con Ozzy voce ultraterrena tra beat urban e chitarre distorte. Un successo globale che ha riportato Ozzy in classifica. 
  • Slash, Zakk Wylde, Jeff Beck, Eric Clapton: Nell’album Patient Number 9 (2022), Ozzy duetta strumentalmente e vocalmente con chitarristi iconici, fondendo metal con blues, classic rock e psichedelia. 

Ascolta ora la playlist “Ozzy 4Ever” su Spotify:

Clicca qui per mettere “Mi piace” a 

HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

 

 

 

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.