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Trenta anni senza Freddie Mercury

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Trent’anni fa ci lasciava un grande artista, Freddie Mercury, indimenticabile cantante dei Queen, voce irripetibile e ineguagliabile, autore di canzoni iconiche, grande frontman e trascinatore di folle, dotato di una immensa presenza scenica. 

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Farrokh Bulsara (vero nome di Freddie) ha lasciato sicuramente e inequivocabilmente un grande vuoto nella musica contemporanea. E’ stato artista coraggioso, istrionico, ironico, travagliato, ostinato, intelligente, dotato di pura energia.

Ancora giovane, nel 1970, fonda insieme agli altri componenti della band, i Queen, uno dei gruppi rock britannici considerati ormai dei miti della storia musicale inglese.

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Freddie ha fatto parte dei Queen fino alla sua morte e negli anni ’80  ha anche intrapreso una carriera solista pubblicando due album, Mr. Bad Guy e Barcelona, disco in cui si trova una importantissima collaborazione, quella con la soprano spagnola Montserrat Caballé.

La sua mano ha firmato capolavori quali “Bohemian Rhapsody”, “Somebody To Love”, “Don’t Stop Me Now”, “We Are The Champions”, “Crazy Little Thing Called Love”, “It’s a Hard Life”, “Killer Queen”, “Love of My Life”, “Play the Game”.

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E’ morto il 24 novembre del 1991, a soli 45 anni, a causa di una grave broncopolmonite provocata dall’AIDS, da cui era affetto. L’ultima sua apparizione pubblica live risale al 18 febbraio 1990, quando gli è stato dato un importante un premio ai BRIT Awards per il contributo che i Queen hanno dato alla musica britannica.

L’ultima apparizione in video invece è stata nella clip del singolo These Are the Days of Our Lives, in cui appare terribilmente magro, quasi irriconoscibile. Il video – tratto dall’ultimo album con i Queen “Innuendo” pubblicato 10 mesi prima della dipartita – è stato mandato in onda e reso pubblico solo dopo la sua morte, come da sua volontà.

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Freddie ha continuato a lavorare e registrare fino all’ultimo. Infatti la sua ultima incisione l’ha realizzata per il brano Mother Love, il 22 maggio 1991. Dopo di allora, ormai debilitato e ammalato, si è ritirato nella sua villa di Earls Court a Londra, dove poi è morto accudito dalla sua sodale amica di una vita Mary Austin.

Soltanto il giorno prima della sua morte Freddie ha rilasciato alle agenzie stampa un comunicato ufficiale in cui parlava della sua malattia.
Queste le parole del comunicato:

Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa terribile malattia“.

Nel febbraio 1992 i restanti componenti dei Queen, durante i BRIT Awards, hanno annunciano un grande evento in omaggio dell’amico scomparso, il Freddie Mercury Tribute Concert, concerto commemorativo che si è tenuto il 20 aprile 1992 al Wembley Stadium di Londra, a cui hanno partecipato numerosi artisti internazionali. I proventi dell’evento sono stati devoluti in beneficenza all’associazione The Mercury Phoenix Trust.

A 4 anni dalla morte di Mercury, gli altri componenti dei Queen hanno deciso di regalare al mondo un album postumo, con canzoni inedite registrate anche da Freddie e scartate per l’album “Innuendo”. Così il 7 novembre 1995 viene pubblicato lo storico l’album Made in Heaven. Il disco contiene le ultime tracce vocali di Mercury, registrate poco prima di morire, brani quali A Winter’s Tale, You Don’t Fool Me e soprattutto Mother Love, traccia incisa e registrata da Freddie ormai da seduto a causa delle precarie condizioni di salute.

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