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venerdì, Giugno 18, 2021

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PINHDAR: il mondo parallelo raccontato in “Parallel” – RECENSIONE

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È da poco uscito “Parallel” il nuovo album di PINHDAR – il secondo dopo l’esordio del 2019 -, duo milanese composto dalla cantante e autrice Cecilia Miradoli e dal musicista e produttore Max Tarenzi.

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Come spesso capita di questi tempi, le produzioni in uscita risultano pesantemente influenzate dal difficile momento di obbligata rinuncia alla socializzazione, una situazione che ha costretto ad un supplemento di riflessione e alla revisione degli orizzonti personali.

Ma l’artista ha una possibilità in più, quella di utilizzare talento e competenze per costruire, sognare, proporre, viaggiare e compensare la negatività legata all’inattività con la forza creativa, una opportunità che regalerà sicure soddisfazioni.

Il risultato, nello specifico, ha portato a condensare pensieri e azioni in un “mondo parallelo” capace di vivere al fianco dell’ortodossia, un’espressione lunga 35 minuti e suddivisa su 8 brani.

Ma l’iter completo è stato più articolato, perché alla fine della registrazione nei loro studi milanesi, Miradoli e Tarenzi decidono di completare l’opera cercando la co-produzione nobile, quella del celebre musicista e produttore scozzese Howie B, collaboratore nel tempo di grandissimi artisti internazionali (Björk, Massive Attack, U2…) e già attivo nel nostro paese (Casino Royale, Marlene Kuntz).

Il lavoro a distanza non è più una novità, e la tecnologia permette ormai la riduzione di spazi e tempi, ma la necessità contingente ha spinto al massimo in quella direzione e i risultati possono essere, in taluni casi, sorprendenti, come ha dichiarato lo stesso Howie B:

Lavorare assieme ai PINHDAR è stato un autentico piacere sonoro. Lavorare in remoto a questo progetto è stata una grande sfida sia per me sia per la band. Questa lontananza geografica ha conferito un colore in più all’album. Un colore che risplende”.

Ma la realtà parallela che ognuno di noi può creare può considerarsi amica o nasconde insidie e false illusioni?

Quando ascolto un nuovo lavoro – a maggior ragione in casi come questo, dove non esiste conoscenza diretta con gli artisti – provo ad immaginare il mondo da cui può essere nato, che ha quasi sempre radici più profonde dell’apparenza.

La forza dell’immagine di copertina (l’artwork è della visual artist Elisabetta Cardella) è devastante, un quasi ossimoro capace di raccontare il significato intrinseco dell’idea proposta dai PINHDAR che affermano: “… una casa – ambiente rassicurante per antonomasia – arroccata però sull’acqua, un elemento al contrario estraneo e instabile…”.

Aggiungo le mie considerazioni condensate in poche righe…

L’accumulo di neve copre gli spigoli taglienti e traditori, ma quando la temperatura cresce e la neve si scioglie il pericolo riappare e occorre trovare rimedio duraturo, senza attendere un altro inverno che possa nascondere il ferro pericoloso…

Gli argomenti trattati dai PINHDAR non sono poi grosse novità, perché la descrizione di paure e frustrazioni sono topics usati in abbondanza, ma in questo caso appare palese la genuinità, non c’è utilizzo e abuso delle idee in funzione di un risultato commerciale, ma si avverte la necessità di utilizzare musica e skills per denunciare, cercando al contempo il benessere interiore, quello che solo l’arte e la sua proposizione possono fornire.

Ma che tipo di sonorità regalano i PINHDAR?

A seguire propongo i due video di anticipazione, pubblicati nei primi mesi dell’anno, “Parallel” e “Too Late (a big wave)”, esaustivi della loro proposta.

pinhdar

Per semplificare i termini, senza addentrarmi in etichette che non mi fanno impazzire dalla gioia, posso dire che l’album “Parallel” propone una voce incredibile che si fonde con atmosfere elettroniche che creano paesaggi onirici, a tratti distopici, con riferimenti a una musica cosmica che vede le origini negli anni ’70, in Germania. Trattasi di utilizzo della tecnologia spinta per creare un Synth Pop che avvolge e coinvolge, un’azione che risulta più efficace se l’ascolto è accompagnato da un minimo di conoscenza della storia che si cela dietro al progetto.

E se ci si avvicina con lo spirito giusto sarà possibile avere accesso ad una nuova dimensione, impossessandosi e rimodellando a propria immagine e somiglianza la musica di Cecilia e Max.
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TRACKLIST “Parallel”:

1.Anacreonte 04:56
2.Parallel 03:47
3.Glass Soul 03:37
4.Corri 04:14
5.Too Late (a big wave) 03:53
6.Atoms and Dust 02:47
7.Hidden Wonders 04:04
8.The Hour of Now 07:30

“Parallels” sarà disponibile in digitale, in CD e in un’edizione limitata in vinile pubblicata dall’etichetta inglese Fruits de Mer Records.

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