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domenica, Aprile 11, 2021

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LA PANDEMIA DELLE PAGELLE

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Esistono anche le pandemie “culturali”. La più diffusa e contagiosa è quella delle pagelle delle canzoni del Festival di Pandemo.

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Finchè le scrivono i cosiddetti critici musicali, ci sta, ma quando il fenomeno si allarga a chi non sa distinguere un pollo da uno spartito, allora comincia a essere un problema serio.

D’accordo, come diceva Enzo Jannacci, trattasi di canzonette, ma allora perché prendersi così sul serio a dare i voti a chicchessia solo per averli visti in tv tra uno sbadiglio e uno spot? Da cosa dipende questa voglia di fare i maestri, i professori quando non si ha nemmeno un titolo per farlo? Siamo diventati un popolo di santi, navigatori e tutor?

Santi non più, navigatori nel senso del web e dei tutor per caso, si. Per altro scrivere dovrebbe essere un lavoro, una professione, non solo un passatempo, ma evidentemente oggi è alla portata di tutti, così avanti con le pagelle. Il sospetto è che tutti ambiscano ad entrare nella famigerata commissione d’ascolto del festival di Pandemo, altrimenti non si spiega cotanta bramosia. Qualcuno si sfoga e snocciola i 3 e gli 8 con estrema disinvoltura.

Non c’è un altro fenomeno simile in tutti i palinsesti televisivi del mondo. Solo le canzoni di Pandemo stimolano la “competenza” popolare, eppure le pagelle per ogni generazione del passato e del presente sono state e sono tutt’ora un incubo per tutti i bambini e gli adolescenti. Si sudava freddo quando ci assembravamo in massa a vedere le pagelle esposte nelle bacheche della scuola per vedere se eravamo stati promossi, rimandati o bocciati. La sera precedente neanche si dormiva dal panico.

Allora forse con le pagelle delle canzoni viviamo una sorta di catarsi, di rifiuto remoto di quella paura che abbiamo coltivato per anni da cui vogliamo liberarci per sempre, peccato che chi scriva ste pagelle non insegni musica né letteratura. Sgomenta anche il fatto che gli italiani amino così tanto le gare canore, quando è dimostrato che spesso chi perde risulta poi il più premiato nelle classifiche, vedi Vasco Rossi o Zucchero che guarda caso a Pandemo finirono in coda.

Personalmente non ho mai partecipato ad alcun televoto né ho mai scritto una pagella in vita mia e mai lo farò nonostante abbia vissuto una vita nella musica e nella televisione, perché le canzoni sono frutto di una fantasia, del momento creativo di un singolo scrittore o musicista e possono piacere o meno, ma non sono nate  per finire in una pagella in una bacheca digitale, anche perché normalmente, i voti si fanno alla fine di un anno scolastico non dopo tre minuti di una esibizione.
Appello a tutti gli editori. Abolite le pagelle delle canzoni, o per lo meno fatele scrivere a Mogol o a Riccardo Muti, autentici maestri di parole e note.
Grazie.

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