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domenica, Maggio 16, 2021

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L’impatto economico dell’industria musicale in Europa in un rapporto internazionale

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In occasione della Milano Music Week è stato presentato un rapporto internazionale sull’impatto economico dell’industria musicale in Europa.
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Il settore musicale sostiene due milioni di posti di lavoro e contribuisce annualmente con 81,9 miliardi di euro all’economia nei 27 Stati membri dell’UE e nel Regno Unito secondo The Economic Impact of Music in Europe, un approfondito studio di Oxford Economics commissionato da IFPI.

Il report, estremamente significativo sul ruolo dell’industria musicale in Europa, quantifica il valore aggiunto lordo, l’occupazione e i contributi fiscali con i quali il settore musicale contribuisce all’economia dei 27 Stati membri dell’Unione europea e del Regno Unito nel 2018.

Si tratta del primo importante sforzo di misurazione dell’impatto economico del settore compiuto nel continente, un’area nella quale l’industria musicale – nel suo complesso – è stata sempre analizzata in maniera poco approfondita dagli istituti nazionali di statistica.

Nel report si delinea con chiarezza una metodologia basata sui principi dell’Organizzazione mondiale della Proprietà intellettuale (OMPI/WIPO) che riunisce case discografiche; editori musicali; studi di registrazione; autori; artisti; management degli artisti; organismi di gestione collettiva; radio musicali; televisioni musicali; servizi di musica digitale; rivenditori di musica fisica; produzione di eventi musicali dal vivo; location di concerti; produzione e vendita al dettaglio di strumenti musicali; strumenti e attrezzature musicali; merchandising; e insegnanti di musica.

La metrica chiave analizzata in questo rapporto è il Valore Aggiunto Lordo (GVA) di contributo al PIL. Tale valore è una metrica di produttività che misura il contributo a un’economia o di un settore. In termini più semplici: il valore aggiunto lordo fornisce un valore in euro per la quantità di beni e servizi prodotti, meno il costo di tutti gli ingressi e le materie prime direttamente attribuibili a quella produzione, quindi qualcosa che non si ottiene solo sommando il fatturato del settore.

Le stime dell’impatto del settore sono state realizzate con quattro metriche:

  • il suo contributo lordo al valore aggiunto al PIL;
  • occupazione;
  • entrate fiscali;
  • ricavi da esportazione.

E’ così emerso che nel 2018 il settore musicale ha contribuito con 81,9 euro miliardi di valore aggiunto lordo al PIL nell’UE27 e UK.

La stima di 81,9 miliardi di euro d’impatto economico totale dovrebbe essere considerata un contributo globale minimo al PIL, che sarebbe notevolmente superiore se fossimo in grado di stimare meglio il valore del contributo della musica in film, televisioni, pubblicità e videogiochi. Per dare un’indicazione di scala, il valore complessivo rilevato è maggiore del PIL di nove dei 28 paesi dell’UE (Lussemburgo, Bulgaria, Croazia, Slovenia, Lituania, Lettonia, Estonia, Cipro, Malta) nello stesso anno.

Se osserviamo l’impatto economico diretto, il contributo GVA del settore musicale è stato pari a 37,5 miliardi di euro. Una volta e mezzo più grande del contributo del PIL della produzione di vino e birra nell’UE a 27 e nel Regno Unito nello stesso anno. Lo studio rileva che per ogni euro di PIL, il settore musicale generato direttamente nel 2018 ha supportato la creazione di un 1,20 € in più di PIL nel resto dell’economia europea.

Si conferma pertanto come il settore musicale generi un “moltiplicatore del PIL” di 2.2. Da sole le case discografiche, tuttavia, avevano un punteggio ancora più alto del PIL di 2,8 che significa che ogni euro in PIL direttamente generato dalle case discografiche ha portato allo stimolo di ulteriori € 1,80 di PIL in altre aree dell’economia (inclusi altri segmenti del settore musicale). Questo moltiplicatore più alto riflette l’elevato livello d’investimenti delle società discografiche in altre parti della catena del valore del settore musicale.

Oltre al contributo diretto, il settore musicale ha contribuito all’economia europea anche attraverso i suoi appalti di beni e servizi (l’impatto indiretto), nonché in termini di salari. Non solo, nel 2018 si stima che il settore musicale abbia generato 31 miliardi di euro di entrate fiscali nell’UE a 27 e nel Regno Unito. Solo nell’UE, è stato stimato si arrivi a 26,2 miliardi di euro. Questi 31 miliardi di euro di entrate fiscali sono l’equivalente del 19,4% dell’intero bilancio dell’UE per il 2018.

L’importanza del settore musicale come industria non solo culturale in Europa è stata gravemente sottostimata. Questo report ha invece evidenziato un valore economico rilevante, che si affianca all’importanza che la musica ha nella nostra vita quotidiana.

Il report, sempre utilizzando i dati del 2018, ha inoltre esaminato l’impatto totale del settore musicale sull’occupazione e ha rilevato che le esportazioni di musica europea (comprese quelle dal Regno Unito) hanno generato entrate per 9,7 miliardi di euro, di cui quasi la metà, sono state generate da case discografiche, editori musicali e servizi di streaming audio per 4,7 miliardi di euro. Anche il settore musicale ha svolto un ruolo fondamentale in ambito fiscale, sostenendo 31 miliardi di euro di entrate fiscali nell’UE28 nel 2018 – corrispondente al 19,4% dell’intero bilancio dell’UE nello stesso anno.

(Fonte FIMI Federazione Industria Musicale Italiana)

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