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domenica, Maggio 16, 2021

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STORIA DI UN ALBUM: “Questi pazzi pazzi Oldies”, album dell’82 dei THE OLDIES

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Per la RCA ho prodotto molti dischi, qualcuno da solo, altri insieme a mio fratello Gianfranco e Ricky Gianco. Uno di questi fu l’album “Questi pazzi pazzi  Oldies” (anno di pubblicazione 1982) formato da un gruppo di vecchie glorie della canzone d’antàn ma di altissimo profilo.

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La formazione comprendeva Ernesto Bonino, il re dello swing insieme a Natalino Otto, il grandissimo Nicola Arigliano personaggio e musicista pazzesco con una cultura musicale immensa, Claudio Celli ex Quartetto Radar e marito di Betty Cutis, poi Wilma De Angelis e Cocky Mazzetti cantanti straordinarie che sapevano cantare di tutto. Li mise insieme Ricky Gianco telefonando a tutti in un solo pomeriggio.

A Ennio Melis direttore della RCA l’idea piacque al volo, così assoldammo il grande Tommaso Vittorini come arrangiatore, uno che il jazz e lo swing se li mangiava a colazione ogni mattina. Il repertorio consisteva in cover vintage e due brani inediti scritti da Gianfranco e Ricky Gianco “Swingami tutto” e “Mogadiscio” un testo scioglingua in cui Arigliano cantava frasi come “Mogadiscio, un guardiano di cammelli sta impugnando lo scudiscio, Mogadiscio mi innabisso nell’abbisso di una nera voluttà…Mogadiscio, notti bianche , cocaina e whisky liscio…”

oldies

I magnifici cinque cantavano a meraviglia, si dividevano le parti senza conflitti e armonizzavano divinamente. In più si divertivano un mondo. Arigliano calcava la mano sulla loro età con superba autoironia. “Siamo delle mummie viventi” diceva sempre al microfono prima di una registrazione. Sembrava Freak Antoni. Amava mangiare aglio crudo per abbassare la pressione alta, poi andava davanti a Wilma De Angelis e le alitava in faccia facendo finta di niente.

Dato che viveva in campagna a Magliano Sabina, aveva anche qualche abitudine contadina, tipo sdraiarsi per terra sul pavimento per fare un pisolino tra una seduta e l’altra di registrazione. Un personaggio incredibile. Ernesto Bonino non era da meno. Sempre con il sigaro in bocca come se avesse vent’anni. Oldies ma con un’energia pazzesca. Capaci di lavorare per otto ore di seguito senza nessun calo di tensione. Atmosfera da film “Cocoon”. Io mi occupai di gestirli e imparai più cose da loro che in dieci anni di onorata militanza discografica.

Nel disco registrato negli studi della Fonit Cetra a Milano, utilizzammo un’intera orchestra di fiati con i musicisti più preparati dell’epoca  e alla batteria il superbo Tullio De Piscopo, motore autentico dello swing. Il disco contiene brani d’epoca ma di straordinaria attualità come ad esempio: Oh yes, finite banane (Yes, we have no bananas / G. Manfredi – Gianco – Silver – Irving – Cohn) laddove il titolo anticipava la crisi economica attuale. Dodici tracce una più bella dell’altra. Il disco lo mixammo a Roma, Paolo Venditti, Tommaso Vittorini, Gianfranco ed io.

L’idea della superband di vecchietti funzionò molto bene in tv. Come manager del gruppo li portai ovunque, a “Premiatissima” su Canale 5 nella squadra RCA dove c’era anche Gino Paoli, fino alla tv svizzera italiana. Poi si fece viva Antenna 3 che allora nei suoi studi a Castellanza produceva programmi con Teo Teocoli, Massimo Boldi e Ric e Gian. Riuscii a farli scritturare per 20 puntate settimanali. Antenna 3 era pazzesca. Aveva studi grandi come quelli della Rai e partecipava un pubblico di centinaia di appassionati che applaudivano scatenati, senza neanche aspettare l’applauso del direttore di studio. Sembrava di essere a Nashville invece eravamo in Brianza.

Con gli Oldies lavorai ininterrottamente per un anno intero e imparai un sacco di cose, sia a livello musicale che di spettacolo. Da Arigliano imparai soprattutto l’arte dell’improvvisazione. Era un autentico mostro da palcoscenico. Diventammo amici e una sera nel suo camerino gli raccontai che quando avevo vent’anni, durante un trip di LSD, la sua faccia  mi apparve in una allucinazione lisergica. Lui si mise a ridere neanche fosse un hippy navigato.

Un giorno il gruppo si sciolse anche perché Arigliano da artista e uomo libero quale era voleva continuare la sua carriera da solista. Ogni tanto metto il vinile sul piatto e continuo a stupirmi come l’età in fin dei conti sia solo uno stato mentale. Mi sono più divertito con gli Oldies che con gli Skiantos ed Elio e Le Storie Tese.

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