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lunedì, Aprile 12, 2021

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La pandemia sposta la cultura in tv: cambiati palinsesti Rai, Mediaset, La7 e Sky

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Rai, Mediaset, Sky e La7 rispondono all’appello del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini di riservare più spazio alla cultura in questo periodo in cui, a causa della pandemia, teatri, cinema e concerti sono chiusi.

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La mattina mi sveglio presto, devo carburare prima di mettermi a lavoro, stamattina sono incappato su un’intervista a Federico Fellini pubblicata sulla pagina facebook di un magazine d’informazione. Più che un’intervista è una lezione sulla velocità delle immagini che colpiscono il telespettatore.

La televisione moderna, quella col telecomando, descritta dal regista, ha disabituato il telespettatore ad attendere i tempi di presa di un prodotto, perché il telespettatore, se non catturato da immagini che lo coinvolgono in pochi secondi, è portato a cliccare “l’arma laser” – così definita da Fellini – e passare oltre senza indugio. Da quel momento siamo arrivati alla tv che conosciamo fatta da inutili scoop sensazionalistici e buste choc.

Oggi, a seguito del susseguirsi di DPCM che hanno chiuso i luoghi della cultura, quei luoghi rimasti aperti a fatica nonostante il telecomando di cui sopra, le emittenti provano a tornare sui loro passi. Infatti su invito del ministro Dario Franceschini stanno adeguando in corsa i palinsesti per accendere le telecamere sui teatri e, in questo modo, arginare la crisi che in questo momento i luoghi di cultura stanno vivendo.

Già ieri sera Rai1, approfittando dell’omaggio dovuto al grande Gigi Proietti, scomparso ad ottanta anni, nel giorno del suo compleanno (leggi nostro articolo), ha omaggiato l’attore dedicandogli la prima serata, che è partita eccezionalmente alle 20.40, scalzando il quiz di access time, scelta del direttore Stefano Coletta che è risultata vincente in termini di ascolti. “Cavalli di battaglia” ha ottenuto oltre quattro milioni e mezzo di telespettatori, vincendo la sfida della prima serata.

Queste le parole del ministro Franceschini, dirette ai responsabili delle principali emittenti nazionali, a seguito di quel temuto DPCM:

«La televisione può esercitare la propria vocazione di fondamentale industria culturale del Paese, contribuendo a mantenere vivo il legame del pubblico con quello straordinario insieme di talenti e professionalità che incarna la musica, la prosa, l’opera, la danza, il cinema e molte altre forme espressive e creative».

«Faremo la nostra parte – hanno assicurato dai piani alti dell’azienda di Statolo faremo con la consapevolezza che quello tra Rai e cultura è sempre stato e continuerà a essere un legame inscindibile».

Dalle antenne di Cologno Monzese, Pier Silvio Berlusconi e l’inossidabile Fedele Confalonieri, rispondono modificando i palinsesti di Retequattro che (però) in seconda serata proporrà opere teatrali, e i canali tematici Iris e Cine34 saranno ancora più attenti nella proiezione di pellicole che rispondano alla richiesta del ministro per i beni culturali.

Su Sky parte “Sipario”, un programma che, a detta dell’amministratore delegato Maximo Ibarra ,«parlerà degli elementi costitutivi della pratica teatrale» con l’obiettivo di arrivare anche al pubblico che solitamente non frequenta il teatro.

La7, la rete del gruppo Cairo diretta da Andrea Salerno, sta ipotizzando produzioni realizzate all’interno degli spazi del patrimonio nazionale.

Dal ministero hanno risposto così all’apertura delle porte dei luoghi della cultura:

«il ministero è disponibile ad aprire i propri luoghi della cultura alle emittenti che desiderino lanciare programmi dedicati alla promozione del patrimonio culturale, in uno spirito di piena e reciproca collaborazione a tutto vantaggio dei cittadini».

Queste iniziative si sommano a quelle già in corso, iniziative che hanno come canali di diffusione le pagine social dei vari enti e promotori di cultura. E’ di poco più di una settimana fa la visita guidata della mostra, attualmente in corso, di Van Gogh “I colori della vita” a Padova nel centro culturale San Gaetano a cura di Marco Goldin.

Sempre che le promesse mantenute siano attese, e sempre nell’auspicio che questa situazione di emergenza passi il prima possibile e consenta ai luoghi di cultura di aprire fisicamente i battenti, non resta che augurarvi buona visione e… buttate il telecomando!

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