Il coronavirus si porta via un altro grande artista.
Il mondo della musica jazz perde un maestro, un gigante, un mito, Ellis Marsalis, una leggenda della scena musicale di New Orleans, uno dei più grandi pianisti di modern jazz e patriarca di una famiglia di sei talenti, soprattutto di due suoi figli maggiori, il trombettista Wynton e il sassofonista Branford, ma anche di altri figli tra cui il trombonista Delfeayo e il batterista Jason.

Ellis Marsalis cominciò la sua carriera negli anni ’50 con il suo primo lavoro, «The Groovy Boys» e da allora la sua influenza nella musica jazz è stata grande e fondamentale. Negli anni ’60 aveva collaborato congrandi artisti quali i sassofonisti Cannonball Adderley e Fathead Newman e figure d’avanguardia come Ornette Coleman. Era particolarmente legato al batterista di quest’ultimo Ed Blackwell, altro importante musicista di New Orleans, assieme al quale aveva creato quell’American Jazz Quintet.
La sua arte l’aveva trasmessa non solo ai figli ma anche ad altri artisti che negli anni sono diventanti dei punti di riferimento nel mondo jazz: Donald Harrison, Terence Blanchard, Nicholas Payton e Harry Connick Jr.
Ellis Marsalis aveva 85 anni e l’annuncio della sua morte è stato dato da un portavoce dell’ Ellis Marsalis Center for Music:
“Ellis Marsalis era una leggenda, un’icona, il simbolo di quello che intendiamo quando parliamo del jazz di New Orleans”.
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