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mercoledì, Giugno 3, 2020

Cosa prevede il decreto governativo per ripartire con i concerti dal 15 giugno

Nell'ultimo Decreto della Presidenza dei Ministri in cui, nell'allegato 9, vengono fissate le condizioni con le quali potranno riprendere i concerti

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Coronavirus: La FIMI chiede di abbassare l’Iva dei dischi – Tutte le uscite discografiche posticipate

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Verrebbe da dire che il Coronavirus sia riuscito a “freezare” il mondo intero e renderci tutti, per una volta, abitanti della stessa casa. È curioso come ciò sia avvenuto proprio in concomitanza di un periodo di emergenza climatica, costringendo l’uomo a rallentare la sua corsa all’autodistruzione, a dimostrazione del fatto che anche la natura abbia un suo efficiente sistema immunitario.

In questo periodo di standby forzato, molte aziende si sono riorganizzate con lo Smart Working, permettendo ai propri dipendenti di lavorare direttamente da casa ed in condizioni di sicurezza, mentre i meno fortunati hanno dovuto chiudere bottega o licenziare il personale.

Anche il settore artistico ne ha risentito: il Coronavirus ha cambiato la programmazione di cinema, tv, teatri, mostre e concerti. Tutto rinviato ad Aprile, se sarà sufficiente.

Tra i titoli cinematografici che hanno slittato, c’è il film “Si vive una volta sola” di Carlo Verdone (anche lui presente insieme a tantissimi personaggi dello spettacolo nella diretta benefica di Mibact su Youtube), che sarebbe dovuto uscire nelle sale di tutta Italia il 26 Febbraio, ma nell’intervista a Domenica In l’attore/regista ha dichiarato:

Non si sa quando esce. Siamo nelle mani dei medici, virologi e infettivologi. Dobbiamo essere fiduciosi, sono sicuro che l’emergenza rientrerà e presto avremo anche un vaccino”.

Concerti, instore, singoli ed album hanno subito importanti variazioni, diversi artisti che avevano programmato le date di vari eventi nel mese di Marzo, hanno dovuto posticipare ogni impegno preso a causa del virus:

Baby K ha rinviato l’uscita del singolo “Buoenos Aires” a data da destinarsi;

Mostro posticipa l’uscita del suo album “Sinceramente Mostro” al 27 Marzo, compresi instore e concerti;

Ricchi e Poveri avevano annunciato l’uscita del tanto atteso doppio album “ReuniON” per il 27 Marzo, ma attualmente la data è da considerarsi nulla;

Michele Bravi, reduce da un lungo periodo di stop dovuto a problemi personali, dovrà attendere un altro mese per presentare il suo ultimo album “La Geografia del Buio”;

Ghemon sposta l’uscita del suo album “Scritto nelle stelle” al 24 di Aprile insieme alle interviste, gli incontri con la stampa e una festa dedicata al grande evento;

Benji e Fede dopo un traumatico annuncio di separazione, chiudono al pubblico il loro Take Away Studio e spostano la pubblicazione del libro “Naked”, scritto proprio per spiegare ai fan il motivo della rottura artistica, ma attualmente senza una data certa;

Perfino Maria De Filippi, regina incontrastata della tv nazionale ha dovuto arrendersi alle tempistiche del virus, costringendo i suoi alunni a rimandare l’uscita degli album.

Gli EP di Gaia, Giulia, Nyv e Jacopo sarebbero stati pronti per questo 27 Febbraio ma si è deciso di spostarne la pubblicazione a data da destinarsi.

Mr Rain sembra l’unico a sfidare la sorte e annuncia l’uscita del suo nuovo singolo “Fiori di Chenrobyl” per il 13 Marzo, un titolo che sembra un chiaro messaggio su come sia possibile reagire e sopravvivere anche alle situazioni peggiori.

Il settore dei live perde oltre dieci milioni di euro con lo slittamento dei tour in autunno, a questo si aggiunge la difficoltà di molti artisti nel dover spostare di oltre un anno la lavorazione dei dischi a causa della chiusura degli studi di registrazione.

A tal proposito è intervenuto Enzo Mazza, presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), su FqMagazine:

Le decisioni delle case discografiche sono da condividere. Tutti dobbiamo collaborare affinché non ci siano assembramenti e attività che in qualche maniera coinvolgano la presenza del pubblico. C’è da dire che le uscite commerciali sono legate agli Instore. Certo il primo settore più colpito è quello dei concerti, ma è evidente che gli Instore sono fatti dove c’è il coinvolgimento dei fan, quindi le aziende stanno spostando le uscite proprio per allinearsi alle direttive governative. A livello globale qualcosa accadrà, in Usa e in Gran Bretagna non c’è ancora una crisi del settore come la nostra, ma l’impatto sul mercato sarà devastante e lo sarà sempre di più, chiaramente. In questo momento credo debba prevalere il tema della salute in generale e poi si dovranno prendere decisioni tempestive per tutto il settore per ripartire. È chiaro che sullo streaming non ci sono assolutamente problemi, per tutti c’è la possibilità di accedere alla propria musica, il fan chiaramente ha sempre accesso alle piattaforme digitali e al repertorio dell’artista. Comunque dobbiamo anche pensare agli scenari futuri e a come agire. Su tutti la proposta dell’Iva sui prodotti discografici che sia ridotta dal 22 al 4% come per i libri. Su questo punto bisognerà anche sensibilizzare l’Europa. Con il presidente di Confindustria Cultura, Cipolletta, abbiamo comunicato ai ministri interessati misure tempestive per le aziende, in modo che abbiano accesso a liquidità anche per venire incontro ai lavoratori”.

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